Scommesse sportive in Italia: dal margine dentro la quota ai limiti del conto di gioco

Updated Ottobre 2026
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Chi cerca consigli sulle scommesse sportive cerca quasi sempre la stessa cosa: un pronostico che tenga. Non esiste, e chi lo vende lo sa. Quello che si può costruire è un metodo, e il metodo comincia da quattro cose concrete: la forma di una squadra, le statistiche, le formazioni e il prezzo che il mercato ha già scritto. Da lì si capisce quanto il bookmaker si tiene su ogni mercato, quanto costa davvero un bonus prima di chiamarlo «gratis» e perché la parola «sicura» non appartiene a nessuna schedina. In Italia la base di tutto è una sola: per accettare una scommessa un operatore deve avere una concessione ADM (ex AAMS) per il gioco a distanza, rilasciata per singolo sito. È la riga che separa un conto tutelato da un sito che non risponde a nessuno.

Un quaderno aperto con quote scritte a mano, una calcolatrice e una matita su un tavolo di legno
Le condizioni di Admiralbet prevedono l'autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia.

Dati verificati al 31 Ottobre 2026: numeri di concessione e nominativi dei concessionari controllati sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’ADM (ex AAMS).

Live e cash out: la parte della partita che non aspetta

Ogni grande concessionario offre scommesse live, e il motivo è semplice: è il mercato in cui si punta di più e si ragiona di meno. Il prezzo si muove insieme alla partita. Un gol, un’espulsione, un infortunio, e la quota che avevi in mente dieci secondi prima non esiste più.

Su ritardi, sospensioni e annullamenti dei mercati live non c’è una regola pubblica uguale per tutti: quello che vale è il regolamento del singolo concessionario. Va letto prima di puntare, non dopo, perché è lì che si decide se una sospensione ti annulla la giocata o ti lascia dentro a un prezzo che nel frattempo è cambiato.

L’offerta, invece, è documentata bene. Planetwin365 trasmette eventi in diretta streaming con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo. Betfair porta live streaming di calcio, tennis e basket dentro le proprie applicazioni. bet365 affianca ai mercati live la Diretta TV, con centinaia di migliaia di eventi l’anno tra calcio, NBA e NFL, e strumenti come il Live Golf Tracker. Chi punta sul cavallo in testa all’ottava buca non ha bisogno di spiegazioni.

Lo streaming è la parte che convince di più e serve di meno. Serve perché ti fa vedere la partita. Non serve perché il mercato sta guardando la stessa immagine insieme a te, e la quota è già stata riprezzata prima che tu muova il pollice. In una diretta non c’è nessuna informazione privilegiata. C’è l’illusione di essere sul campo, che è una cosa diversa e più costosa.

Il cash out è l’altro pezzo del live. Chiudere una giocata significa incassare subito una cifra che decide il concessionario, rinunciando al ritorno pieno della quota. Il prezzo di chiusura non lo fa il mercato, lo fa il banco dentro il proprio margine. Va bene quando la partita ti sta sfuggendo di mano, va male quando diventa un’abitudine, perché trasforma ogni finale teso in una vendita al ribasso. C’è un dettaglio che quasi nessuno collega al momento giusto: in più di un regolamento di benvenuto le scommesse chiuse con cash out attivo non contano per il rigioco. Chiudi la partita e perdi il progresso verso il bonus, senza che nessuno te lo ricordi.

Poi c’è il live che non assomiglia agli altri. Lo scambio fra giocatori è un gioco autorizzato a parte: il concessionario mette in contatto anonimo chi punta e chi banca, e non fa il prezzo. Lì il mercato lo fanno altre persone, e la quota si muove perché qualcuno dall’altra parte la sta accettando. Betfair è la borsa storica del mercato italiano, e i suoi dettagli stanno nella scheda più avanti.

Il conto del live si paga in due modi. Il primo è il tempo: decidi in pochi secondi, con le stesse informazioni di tutti e un prezzo che si sposta mentre scegli. Il secondo è la costruzione: le multiple live e i combinati in-play mettono insieme mercati che si muovono insieme, e il prezzo finale sale più della probabilità di azzeccarli. Se non hai un’idea ragionata prima del fischio d’inizio, il live è il modo più caro di passare due ore. Divertente, per carità. Ma caro.

Strategia: dal pronostico alla puntata che puoi permetterti

Un pronostico non è un’intuizione con la faccia seria. Si costruisce, e si costruisce sempre sugli stessi materiali: la forma recente, le statistiche, le formazioni e il prezzo che il mercato propone. Il quarto elemento è quello che i principianti guardano per ultimo e che invece contiene l’informazione più utile, perché la quota è il riassunto di tutto quello che gli altri hanno già capito.

La forma racconta il momento, non il valore. Una squadra che ha vinto tre partite di fila contro avversari modesti non è diventata forte: è capitata nel posto giusto del calendario. Le statistiche raccontano il gioco, non il risultato, e servono proprio a distinguere i due piani: tiri, possesso, occasioni create dicono se quel filotto è solido o fortunato. Le formazioni aggiungono la parte che nessun numero prevede, cioè chi scende in campo davvero, e arrivano poche ore prima. Il prezzo, infine, dice cosa sanno gli altri. Se il tuo ragionamento porta a un esito che il mercato valuta diversamente, hai due possibilità: hai visto qualcosa che il mercato non ha visto, oppure hai sbagliato qualcosa. La seconda ipotesi è enormemente più probabile.

Il valore sta nel prezzo, non nella convinzione

Una scommessa di valore è una quota più alta della probabilità reale dell’esito, una volta tolto il margine del bookmaker. Il guaio è che la probabilità reale non si conosce: si stima. La quota invece la vedi scritta, e la probabilità che quella quota implica si calcola in un istante: un prezzo di 1,90 vale circa il 53 % di probabilità implicita. Il valore esiste quando la tua stima della probabilità vera sta sopra quella soglia quanto basta a coprire l’errore che sicuramente farai.

Il margine del banco è la ragione per cui «quanto basta» è una parola impegnativa. Un bookmaker non offre mai le quote del libro aperto: offre le proprie, e le costruisce in modo che la somma delle probabilità implicite superi il 100 %. Quella differenza è il suo compenso, e sta dentro ogni prezzo che vedi, compreso quello che sembra generoso.

Ecco perché «sicura» è un abuso di linguaggio. Non esiste una scommessa senza rischio, e non esiste un pronostico senza margine d’errore: esistono stime più o meno ragionate, che il caso tratta nello stesso modo. Chi vende certezze vende l’unica cosa che non possiede. Chi le compra paga un prezzo che nessun metodo giustifica.

Quanto si tiene il banco su una coppia di quote

Prendiamo l’esempio più semplice possibile: un mercato a due esiti, quello che il mercato scrive 1,90 e 1,90. Due prezzi identici, nessuna complicazione. Se le due quote restituissero tutto quello che è stato puntato, starebbero a 2,00 l’una. A 1,90 l’una, la parte di puntate che quel mercato restituisce è il 95 %, e il 5 % è ciò che il banco si tiene su quella specifica coppia di prezzi. Non è una costante e non è una trattenuta sulla tua schedina: è la quota dell’intero mercato che resta al banco nell’aggregato, e si sposta appena una delle due quote cambia. Su un mercato con più di due esiti la stessa relazione continua a valere, ma il risultato dipende da quanti esiti ci sono e da come sono quotati. La forchetta vive dentro la coppia di prezzi che hai davanti, non in una tabella fissa.

Il modo più rapido per vedere il margine è sommare gli inversi di tutte le quote dello stesso mercato. Se la somma supera 1, quello che eccede è il compenso del banco. Non serve calcolarlo ogni volta. Serve sapere che esiste, perché spiega una cosa che altrimenti non si capisce: due bookmaker possono vantare entrambi la «quota migliore» e avere margini diversi, semplicemente perché uno è più caro sull’esito che ti interessa e più generoso su quello che non giocherai mai.

Quanto puntare, e perché la cassa viene prima della schedina

La puntata ragionevole non si misura sull’entusiasmo, si misura sulla cassa. Un conto che puoi permetterti di perdere per intero, diviso in quote che non ti fanno cambiare idea quando perdi tre volte di fila. La disciplina non rende più probabile vincere: rende improbabile finire il mese senza conto. È una differenza che vale più di qualsiasi pronostico.

La multipla è il posto in cui la disciplina si rompe più spesso. Il prezzo di una multipla è il prodotto delle quote dei singoli eventi, e cresce in fretta: tre eventi a 2,00 fanno 8,00. Quello che non cresce con lo stesso passo è la probabilità di azzeccarli tutti, che si moltiplica al contrario e diventa piccola molto prima di quanto l’occhio si aspetti. Le combinazioni sulla stessa partita sono la versione raffinata dello stesso problema: i mercati di un solo incontro non sono indipendenti tra loro, e il prezzo finale li tratta come se lo fossero.

Il sistema, che vorrebbe coprire più risultati con più giocate, non aggira il margine: lo moltiplica per il numero di scommesse piazzate. Ogni riga giocata paga il proprio compenso al banco. Il totalizzatore, dove esiste, si comporta in modo diverso: il montepremi è formato dalle puntate degli altri e il concessionario trattiene una quota dichiarata invece di fare un prezzo. Non è una scorciatoia, è un’altra struttura di costo.

E poi c’è la frase che vale la pena scrivere una volta sola, chiara: le scommesse non sono un reddito. Un mese positivo non è uno stipendio, una serie positiva non è una competenza, e nessun metodo trasforma il gioco in un lavoro. Chi lo racconta sta vendendo qualcosa.

Dieci concessionari ADM: cosa pesa nella scelta

La prima domanda non riguarda l’offerta, riguarda il diritto di stare sul mercato. In Italia le concessioni per il gioco a distanza si assegnano con gara pubblica, non con un’autorizzazione a sportello, e sono intestate a un sito. L’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’ADM, letto il 25 ottobre 2026, conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un solo sito italiano. Una società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. ne amministra tre. La concessione segue il sito, non il gruppo.

C’è un limite che l’elenco non supera: non ha una colonna che dica quali giochi offre il singolo sito. Un nome su quell’elenco dimostra che quel sito può raccogliere gioco a distanza, non che abbia un bookmaker sportivo. E un posto in un confronto, per quanto ben fatto, non è una concessione: sono due cose diverse e vanno tenute separate nella testa di chi sceglie.

Le materie che pesano davvero nella valutazione sono cinque: la concessione e il concessionario che la detiene; il contenuto effettivo del palinsesto, cioè quanti mercati e quali; la profondità dell’offerta live; quello che le condizioni dell’operatore scrivono in chiaro su bonus, limiti e prelievi; e la qualità dell’applicazione, che è il posto in cui tutto il resto viene usato.

Operatore Concessione ADM e concessionario Tratto che l’operatore mette avanti
AdmiralBet n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Autoesclusione a 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a. Streaming quotidiano di tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo
William Hill n. 16044, William Hill Malta Plc Bonus cash del 100 % del primo deposito fino a 50 €, in tranche da 10 €
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Palinsesto dal calcio agli scacchi, fino a spettacolo e politica
SNAI n. 16032, Snaitech Spa My Combo: più pronostici sulla stessa partita a quota unica
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Quote Maggiorate su centinaia di mercati e Bet Builder+ pre-match e live
Betsson n. 16027, Azzurri Limited Fun Bonus Sport da 50 € in cinque tranche
Goldbet n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Mercati che arrivano a cartellini, minuto del primo goal e Rete Inviolata
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited Scommesse sugli eventi principali accanto a slot e Live Casinò
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Esito Finale, Under/Over, Multigol e Supercombo a quote maggiorate

Due righe portano lo stesso concessionario, Azzurri Limited, e non è un errore di trascrizione: è la prova che un’unica società può tenere in piedi un marchio sportivo e un marchio da casinò con la stessa licenza e due pubblici diversi. Lo stesso vale per il resto della colonna: il nome del marchio quasi mai coincide con il nome della società che risponde davanti all’ADM, e quando firmi un contratto lo firmi con la seconda.

Quello che nessuna tabella può mostrare è il prezzo. Una quota appartiene a un momento, non a un marchio: cambia quando cambia la partita, quando arriva una notizia, quando il mercato si riposiziona. Chi ti dice qual è il bookmaker con le quote più alte sta descrivendo un istante e spacciandolo per una proprietà. L’unica verifica che puoi fare tu è quella che fai al momento di puntare, sul mercato che ti interessa.

I fondamenti: cosa compri quando giochi una schedina

Il prodotto principale è la scommessa sportiva a quota fissa. Il prezzo è fissato quando giochi e non cambia più: se hai preso 1,90, incassi 1,90, indipendentemente da quanto il mercato si è mosso dopo. La legge prevede anche il totalizzatore, dove il montepremi è la somma delle puntate e la vincita dipende da quante ne sono state giocate: se un marchio online lo offra si legge nel suo palinsesto.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
In registrazione Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile.

Il palinsesto è il concetto che quasi nessuno conosce e che decide tutto il resto. È il programma degli eventi e dei tipi di scommessa preparato dal concessionario e approvato dall’ADM: si può accettare una scommessa solo su eventi che stanno dentro quel programma. Non è una formalità. Significa che l’offerta non dipende soltanto dal concessionario, e che un mercato visto ieri può non esserci domani, perché gli eventi vengono autorizzati uno per uno: a settembre 2026 è stata autorizzata la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore.

Accanto agli eventi reali ci sono quelli simulati. La legge li chiama scommesse su eventi simulati: partite, corse e altri eventi generati al computer, mostrati con un’animazione oppure con un evento reale preregistrato. Le sezioni chiamate «Virtuali» nei siti dei concessionari sono questo, e non hanno nulla a che vedere con l’analisi di una squadra: lì non c’è forma da leggere, c’è un generatore con un margine.

L’ippica, infine, è due cose diverse. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno dentro la concessione sportiva. I giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris e le formule dello stesso tipo — richiedono una concessione propria. Se un marchio li accetti online è una domanda a cui risponde il suo palinsesto, non il nome sull’elenco.

Singola, multipla, sistema: la differenza non è nel numero di eventi, è in quello che succede al prezzo. La singola ha un prezzo, la multipla ha il prodotto dei prezzi, il sistema è un insieme di multiple giocate insieme. Ognuna di queste forme paga il proprio margine, e più righe metti insieme più volte lo paghi.

Il conto, l’identità e i limiti che scegli tu

Per giocare serve un conto di gioco, e per aprirlo serve l’identificazione completa: si va dal modulo con la copia del documento alle procedure con SPID, accanto alle quali alcuni operatori offrono anche CIE. È un passaggio che sembra burocratico e invece è la porta di tutto: senza SPID il conto va validato entro trenta giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati. Le pagine degli operatori lo scrivono in chiaro. Tanti se ne accorgono al primo prelievo, che è il momento peggiore per scoprirlo.

In registrazione il conto chiede di scegliere un limite di deposito, settimanale o mensile. Il meccanismo è pensato per un verso solo: un limite abbassato ha effetto immediato, un limite alzato richiede sette giorni. Non è una trappola, è la parte migliore di tutta la procedura. Un tetto fissato in un giorno lucido è l’unica regola che vale anche in un giorno storto, quando il deposito successivo sembra sempre una buona idea.

Un dato che sorprende molti: non esiste un tetto statale in euro sulle puntate sportive. Non c’è un limite di legge alla singola giocata che ti protegga da te stesso. Gli strumenti che mordono sono due, e li scegli tu: il limite di deposito impostato in registrazione e i limiti di tempo, spesa e perdita previsti per i concessionari. Il resto lo decide la tua testa, e la tua testa è la parte meno affidabile della procedura.

La cornice normativa: chi può accettare una scommessa in Italia

Il regolatore è l’ADM, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare AAMS con il nome vecchio. Il quadro è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024: riordino del settore dei giochi pubblici a distanza. L’articolo 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire da remoto con una concessione, dalla scommessa sportiva a quota fissa e a totalizzatore fino al bingo, passando per il betting exchange. Il comma 3 fissa la durata: al massimo nove anni, senza rinnovo.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull'attività di gioco e auto esclusione.

Nove anni senza rinnovo sono un impegno lungo, e spiegano il costo d’ingresso. Chi vuole stare sul mercato partecipa a una gara, e la gara del settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025. Fra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che l’ADM fissa nella gara. Condizioni e regime fiscale restano fermi per tutta la durata della concessione. Tradotto: il sito che scegli oggi ha davanti a sé un orizzonte lungo e regole scritte all’inizio.

Concessione per sito, non per azienda

Una società può tenere più concessioni e più siti, e questo cambia il modo in cui leggi un marchio. Il nome che vedi non è quasi mai quello che risponde all’ADM: dietro un marchio sportivo può esserci una società maltese, dietro un marchio da casinò la stessa società di un altro bookmaker. Il concessionario, non il marchio, è il soggetto su cui ricadono gli obblighi.

L’elenco non ti dice quali giochi offre ciascun sito. Per sapere se un concessionario ha davvero un bookmaker sportivo devi guardare il suo sito e la sua applicazione, non la riga dell’elenco. È una distinzione che sembra pignoleria e invece è pratica: diversi marchi noti al pubblico italiano sono casinò con un bookmaker aggiunto, e chi cerca solo calcio lo scopre aprendo la home.

Merita una riga anche il caso opposto. I grandi marchi internazionali con licenza estera non compaiono su quell’elenco, e la loro licenza in Italia non vale nulla: offrono gioco senza concessione, e questo ha conseguenze che vanno ben oltre la questione formale.

Cosa rischia chi gioca su un sito che non ha la concessione

Offrire gioco a giocatori italiani senza concessione è illegale. L’articolo 22 del decreto affida all’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, la tenuta di due elenchi pubblici: quello dei siti legali, legati ai concessionari, e quello dei siti con accesso inibito. I fornitori di rete e di pagamento che disattendono un ordine dell’ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. Il blocco opera a livello di DNS, e non tutti i fornitori sono rapidi allo stesso modo. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa di settore, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini, e le copie riappaiono in poche ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati».

La parte che riguarda il giocatore è più seria di quanto si immagini, e l’ADM la scrive da sé. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, all’articolo 4, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero. Lo stesso articolo sanziona anche chi partecipa alle scommesse organizzate da operatori non concessionari, con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo dell’ammenda non è indicato nella comunicazione dell’ADM, e non è qui che si troverà.

Il punto pratico è un altro, e non è giuridico. Un sito senza concessione non è collegato al Registro Unico degli Autoesclusi: chi si è escluso da tutte le piattaforme autorizzate, lì dentro è di nuovo dentro, senza rete e senza registro. Non è solo una protezione legale che manca. È che l’unico strumento che hai dimostrato di voler usare smette di funzionare proprio dove ti serve.

Chi paga l’imposta e cosa deve dichiarare il giocatore

L’imposta unica sulla scommessa sportiva a quota fissa la paga il concessionario, non il giocatore. Le aliquote sono del 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e del 24,5 % se avviene a distanza, calcolate sulla differenza tra le puntate e le vincite; le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, mentre prima erano al 43 % e al 47 %; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta di portare le aliquote al 21 % e al 25 %, contenuta nel cosiddetto Decreto Sport, non è entrata in vigore.

Per il giocatore la conseguenza è netta, con un avvertimento. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a chi le incassa: l’imposta è già stata pagata a monte, il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. La ricostruzione viene dalla stampa di settore, non da una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi la conclusione corretta è una sola: consultare un commercialista.

Il discorso cambia del tutto se il conto è su un sito senza concessione. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come redditi diversi ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto e senza deduzioni. La lettura pratica è questa: nessuna ritenuta alla fonte e una dichiarazione da fare nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è stabilita nella risoluzione. La formulazione da tenere a mente è quella asciutta: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

Un divieto pubblicitario che cambia dove trovi le informazioni

Il Decreto Dignità, articolo 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito con la legge 96/2018, è in vigore. L’ADM lo riassume così: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. A vigilare è l’AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.

Lo stesso decreto promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve a un gioco sicuro e responsabile, e permette a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio marchio. È il motivo per cui un nome può comparire in un contesto di utilità pubblica: quella è comunicazione ammessa, non un invito a giocare.

Lo stato dell’applicazione è in movimento. Nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto. Il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €. Sono pendenti due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea, uno sulla responsabilità delle piattaforme e uno sulla necessità di notifica del divieto. Un emendamento proposto in manovra, che chiedeva di togliere il divieto per la pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni, non risulta approvato, e alla data della verifica il divieto è in vigore.

Per chi cerca informazioni sulle offerte, la conseguenza è concreta: la pubblicità non è il posto dove le condizioni vengono spiegate, perché non c’è. Le condizioni stanno nei termini dell’operatore, nelle sue pagine promozionali e nelle schede delle sue applicazioni. È lì che vanno lette, ed è lì che il linguaggio cambia natura: non più suggestione, ma requisiti, soglie e scadenze.

Limiti, bankroll e autoesclusione: cosa cambia dal giorno dopo

Il decreto mette in fila gli strumenti che un concessionario deve offrire, e vale la pena vederli tutti insieme perché formano un sistema:

Nessuno di questi strumenti funziona se non lo usi. È la differenza fra un cruscotto e un freno: il cruscotto ti dice cosa sta succedendo, il freno decide. Chi imposta un limite di deposito in registrazione ha già usato il freno una volta, ed è quella volta che conta.

L’autoesclusione è il freno definitivo, e la sua architettura conta più della sua esistenza. Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca tutte le piattaforme di gioco online con concessione ADM e anche le sale fisiche. Non è un blocco volontario che ogni sito interpreta come vuole: è un registro centrale, e la sua copertura è la ragione per cui un’autoesclusione fatta bene funziona davvero. Le forme parziali di esclusione, per singola categoria di prodotto, sono previste dalla legge, e le durate e le forme concrete stanno nelle condizioni dei concessionari.

Qui si chiude il cerchio aperto parlando dei siti oscurati. Un sito senza concessione non è collegato al RUA, quindi l’autoesclusione non lo tocca. Il giocatore che si è messo al riparo da tutte le piattaforme autorizzate e poi apre un conto su un domino estero non ha sbagliato una riga del modulo: ha scelto il posto sbagliato, e il registro non lo raggiunge.

Sul gioco responsabile i concessionari hanno anche un obbligo di spesa. Ognuno destina lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, a campagne informative o di comunicazione responsabile su temi indicati da una commissione governativa. È una cifra reale, ed è utile sapere che esiste: significa che il gioco responsabile non è soltanto una raccomandazione gentile, è una voce di bilancio con un tetto. E il tetto, come tutti i tetti, dice anche quanto quella voce pesa rispetto al resto.

Chi ha bisogno di aiuto trova un riferimento nazionale: il Telefono Verde Nazionale per il Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È un numero pubblico, gratuito e separato da chi gestisce le scommesse. Vale la pena salvarlo prima che serva, perché nessuno lo cerca nel momento peggiore.

Sulla protezione dei minori la regola è netta e non ammette sfumature: la legge fissa l’età a 18 anni, la tutela dei minori di età è un principio del decreto, e le condizioni di concessione impongono di escludere i minori dal gioco. Le verifiche di identità servono anche a questo, e non sono un ostacolo da aggirare con un documento in prestito: sono la parte della procedura che tiene in piedi tutto il resto.

Bonus e free bet: quanto costa il «gratis»

La parola «bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, non una categoria di legge. Non esiste un tetto statale all’importo di un bonus né un tetto ai requisiti di puntata: importi, rigioco e quote minime vengono dalle condizioni di ciascun operatore, e leggerle è l’unico modo di sapere cosa hai davanti. Il divieto pubblicitario riguarda la pubblicità, non l’esistenza dei bonus, e questo spiega perché le promozioni si trovano nei termini e nelle pagine interne invece che in uno spot.

Bonus cash, free bet e gettoni non sono la stessa cosa

Un bonus cash è denaro accreditato sul conto, con vincoli su quanto puoi usarne per scommessa e su quanto vale. Una freebet è una giocata gratuita, e nella forma più diffusa il suo valore non ti torna indietro in denaro: se vinci, incassi solo la vincita netta, non la quota della freebet. Un fun bonus è un insieme di accrediti a scadenze fisse. I gettoni sono una valuta interna che si sblocca a tranche. Quattro cose diverse, quattro modi diversi di svuotarti le tasche se le confondi tra loro.

Un’offerta di benvenuto che circola sul mercato si sblocca con un giro di tre volte il deposito con denaro reale entro sette giorni, su multiple di almeno tre eventi con quota minima 2,00 per evento e quota totale di almeno 10,00, ed escluse le scommesse con cash out attivo, i sistemi, l’antepost e il live. Dopo il giro arriva un rigioco ulteriore, una multipla da almeno quattro eventi con quota minima 1,50 per evento e totale di almeno 5,00, solo sul mercato Esito Finale, entro tre giorni. Una variante più ricca dello stesso stampo chiede il 50 % del primo deposito fino a 100 €, con giro di quattro volte in quindici giorni su almeno tre selezioni a quota minima 1,80 e un rigioco 1x in tre giorni. Non sono condizioni stravaganti: sono il formato standard di una parte del mercato italiano, e servono a far vedere quanto lavoro c’è dietro la parola «benvenuto».

Requisiti di puntata: la quota minima è il vero filtro

Il requisito di puntata è il numero che decide il valore dell’offerta, molto più dell’importo stampato in grande. Un requisito che chiede quote minime alte su un numero alto di selezioni non è una formalità: è un filtro che seleziona il tipo di giocatore a cui l’offerta è destinata. Chi gioca singole tranquille non sbloccherà mai un bonus che pretende cinque selezioni a quota 5,00, e lo scoprirà dopo aver depositato.

C’è poi la questione della base. Un rigioco calcolato sul bonus è una cosa, un rigioco calcolato su bonus più deposito è un’altra, e la differenza si misura in puntate da fare. Le condizioni lo scrivono sempre. Il punto è che lo scrivono una volta, in mezzo a dieci righe di altre cifre, e chi legge in diagonale vede soltanto l’importo.

Il tempo è l’altra variabile. Sette giorni per un bonus cash, tre giorni per un rigioco, trenta giorni per inviare un documento: ogni scadenza è una porta che si chiude, e nessuna si riapre con una telefonata all’assistenza.

Scadenze ed esclusioni che azzerano il rigioco

Le esclusioni sono la parte meno letta e più costosa. Un’offerta può escludere dal computo del rigioco l’antepost, il live, i sistemi e le scommesse chiuse con cash out attivo. Può escludere interi strumenti di deposito: chi versa con un portafoglio elettronico o con un bonifico può ritrovarsi senza diritto all’offerta, e scoprirlo a promozione conclusa non serve a niente. Se il conto ti viene accreditato e poi emerge che il deposito non era valido, l’accredito non c’è mai stato.

Una parte delle promozioni viaggia su binari separati. Un bonus senza deposito da 10 € accompagnato da gettoni gratuiti funziona così: i 10 € valgono una sola scommessa con quota totale minima 5,00, da giocare entro tre giorni dall’attivazione, e l’attivazione stessa arriva solo dopo la verifica di documento, cellulare ed e-mail, entro trenta giorni dalla registrazione. I gettoni si sbloccano a tranche, e ogni tranche chiede un volume di puntate pari a otto volte il proprio valore per convertirsi in un bonus sportivo di importo variabile. Nessuno regala niente: qualcuno ti sta offrendo un motivo per giocare con una scadenza addosso.

La conclusione onesta su un bonus è sempre la stessa, e vale per tutti e dieci i concessionari di questa pagina: non è denaro, è un incentivo con un costo in puntate e in tempo. Un bonus può avere senso per chi avrebbe giocato comunque quelle multiple, e non ha nessun senso per chi cambia il proprio modo di puntare pur di sbloccarlo. Il secondo caso è più frequente del primo.

Pagamenti: da dove entra il denaro e quando esce

Il denaro che arriva su un conto di gioco fa un percorso controllato, e la parte più regolata è quella che entra in contanti. L’articolo 13 del decreto disciplina i punti vendita ricariche: l’ADM tiene un registro di questi punti, le tabaccherie e le ricevitorie che vi si iscrivono, e la ricarica avviene solo su richiesta del titolare del conto, dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti, fino a 100 € a settimana complessivi. I punti vendita non possono pagare vincite né restituire saldo. L’iscrizione al registro costa 100 € l’anno.

La conseguenza è chiara e va detta: il contante può entrare, non può uscire. La strada di ritorno passa sempre da uno strumento tracciabile intestato a te.

Gli strumenti che compaiono normalmente sui siti dei concessionari sono questi:

Le criptovalute restano una zona non definita: nessuna norma elenca gli strumenti approvati, e nessuno può dirti con certezza come un concessionario tratti un deposito in cripto. Chi le usa lo faccia sapendo che sta camminando su un terreno senza segnaletica.

C’è poi una regola pensata per chiudere il mercato illegale dall’altro lato, quello dei pagamenti. L’articolo 22, comma 1 prevede un regolamento, concertato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione. L’entrata in vigore non è confermata. Se e quando arriverà, sarà la leva più efficace di tutte: un sito oscurato si aggira con un DNS diverso, un pagamento bloccato no.

Prelievi: il primo è sempre il più lento

Il prelievo è il momento in cui tutto quello che hai dato per scontato viene verificato. Il conto va validato: senza SPID la finestra è di trenta giorni, e oltre quella soglia il conto viene sospeso e i prelievi restano bloccati. È la stessa regola di cui si è parlato a proposito dell’apertura del conto, e si comporta come tutte le regole di questo tipo: invisibile finché non ti serve.

Poi conta il metodo. Un prelievo verso una carta, uno verso un portafoglio elettronico e uno verso un conto bancario seguono strade diverse, e i tempi che ciascuno impiega stanno nelle condizioni del singolo strumento, non in una regola comune. La cosa da fare è una sola: leggere le condizioni del metodo che hai scelto prima di sceglierlo, non dopo aver vinto.

E c’è un intreccio che conviene vedere subito, perché è facile scoprirlo tardi: lo strumento che usi per depositare determina spesso il diritto al bonus. Un’offerta può escludere Revolut, il bonifico, Skrill, Paysafecard, Neteller e i voucher dal computo dei primi depositi validi. Chi vuole entrambe le cose, un metodo comodo e un bonus valido, deve scegliere il metodo guardando prima la promozione. Sono due decisioni che sembrano separate e non lo sono.

App e telefono: il palinsesto che porti in tasca

La concessione è legata al sito, non all’applicazione: l’app è una finestra sullo stesso conto, con le stesse regole e gli stessi limiti. Detto questo, è la finestra da cui passa quasi tutto il gioco, e cambia il modo in cui si scommette più di quanto cambi l’offerta.

Quello che le applicazioni documentano bene è la scala del palinsesto. Un’app di un concessionario dichiara oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di calcio, volley, tennis e basket. Un’altra tiene al centro Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, Formula 1 e MotoGP, con quote e risultati in tempo reale e streaming per seguire la partita mentre si gioca. Un’altra ancora affianca alle scommesse sportive oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle sette del mattino alle tre di notte, più l’ippica e i giochi di casinò. E una quarta somma i virtuali con il calcio virtuale girato con clip reali, le corse di cavalli e levrieri filmate e l’automobilismo, oltre alle scommesse live e allo streaming gratuito.

Le notifiche sono il pezzo di design che merita più diffidenza. Un avviso che ti dice che la tua squadra ha segnato è informazione. Un avviso che ti dice che una quota è salita è un invito, e arriva nel momento in cui hai il telefono in mano e niente da fare. Nessuna delle due cose migliora un prezzo. Solo la prima migliora la tua serata.

Sul telefono cambia anche la costruzione della giocata. Il bet builder e le combo si compongono con pochi tocchi, un mercato alla volta, e ogni aggiunta alza il prezzo finale senza che tu debba guardare in faccia quello che stai sommando. La schedina su schermo piccolo favorisce l’aggiunta, non la sottrazione: è più facile premere «aggiungi» che togliere una selezione e ricominciare. Chi costruisce multiple lo faccia sapendo che il formato spinge in una direzione precisa.

Il limite che hai impostato vale anche sul telefono, ed è l’unica cosa che lavora davvero contro quell’attrito. Vale la pena ripeterlo in una forma semplice: l’app non cambia le regole del gioco, cambia la distanza tra il pensiero e la puntata. Quella distanza è tutto quello che hai.

Dieci concessionari ADM, scheda per scheda

Dieci concessionari con un numero, un nominativo societario e una specialità diversa. Le concessioni e le società vengono dai loro termini e dall’elenco dell’ADM; le caratteristiche dell’offerta da quello che gli operatori e le schede delle loro applicazioni dichiarano. Nessuna di queste schede è un invito ad aprire un conto: è la descrizione di un prodotto e del suo costo, e la scelta resta tua.

AdmiralBet: i limiti chiesti prima ancora del deposito

AdmiralBet (concessione ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l.) mette le due leve di protezione nello stesso posto, le proprie condizioni. L’autoesclusione si sceglie per trenta, sessanta o novanta giorni, oppure a tempo indeterminato, e vale su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. Dal 1° febbraio 2026 la finestra si è allargata: da una settimana a 270 giorni, con la formula a tempo indeterminato revocabile solo dopo nove mesi. In registrazione il conto chiede di fissare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, la stessa richiesta che arriva dalla registrazione di un concessionario qualsiasi.

La durata lunga è la parte che conta davvero. Nove mesi non si aggirano con una telefonata all’assistenza, e per chi ha bisogno di un freno vero è esattamente il punto: un impegno che non dipende dalla tua forza di volontà di domani mattina. Il rovescio è simmetrico e va detto: chi sceglie la formula a tempo indeterminato senza pensarci si costruisce un muro che nessuno smonterà in fretta. La durata è la decisione più importante che prendi su questo sito, più di qualsiasi puntata.

Planetwin365: il palinsesto degli streaming decide cosa guardi

Planetwin365 (n. 16007, Pwo S.p.a.) costruisce l’offerta attorno alla diretta: eventi sportivi in streaming con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo.

È una scelta che dice molto su come si gioca lì. Chi guarda tennis tavolo alle nove di mattina e pallavolo la sera non sta inseguendo i grandi campionati: sta riempiendo le ore con quello che la piattaforma trasmette. Il flusso di eventi guardabili diventa il menù, e il menù diventa il tipo di schedina che finisci per giocare.

Non è un difetto, ed è anzi il contrario di quello che sembra. Su un mercato che nessuno segue hai più spazio per costruirti un’idea tua, perché il prezzo non è stato limato da migliaia di occhi. Il palinsesto degli streaming, però, resta il vero selettore dell’offerta: quello che non passa in diretta, qui dentro pesa molto meno.

William Hill: il bonus a tranche e la soglia delle cinque selezioni

William Hill (n. 16044, William Hill Malta Plc) ha il benvenuto sport più articolato delle dieci schede. Il bonus cash è pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € effettuato con carta o PayPal entro sette giorni; l’accredito arriva in tranche da 10 € e si sblocca su multiple di almeno cinque selezioni con quota minima 5,00 giocate con denaro reale. Il bonus scade dopo sette giorni e diventa prelevabile dopo una giocata su una multipla con le stesse caratteristiche. I primi depositi effettuati con Revolut, bonifico, Skrill, Paysafecard, Entropay, voucher o Neteller non danno diritto all’offerta. C’è poi l’Extra Bet Club: una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, per chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno cinque eventi e quota totale minima 10,00. Sull’uso del bonus le condizioni sono esplicite: al massimo 100 € di bonus per scommessa, solo scommesse a quota fissa, validità sette giorni dal rilascio, e le freebet erogate come bonus con vincite ridotte, quindi in caso di vincita si incassa solo la vincita netta.

La soglia delle cinque selezioni a quota 5,00 è il vero filtro di tutto il pacchetto. Non è un benvenuto per chi gioca singole, e non è pensato per esserlo: è un benvenuto per chi ha già l’abitudine della multipla larga, e per tutti gli altri è un credito che scade mentre prova a capire come usarlo.

Eurobet: dal calcio agli scacchi, e anche alle elezioni

Eurobet (n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale) ha il palinsesto più largo della lista: calcio, tennis e basket, poi Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, e ancora eventi di spettacolo come musica, cinema, televisione e reality show, fino alla politica, elezioni comprese.

L’ampiezza è comoda per chi cerca una partita di pallavolo di martedì e non la trova altrove. Ha un prezzo che si vede solo dopo. Su un evento di spettacolo o su un’elezione il prezzo non lo controlla nessuno, perché non esiste un modello condiviso contro cui confrontarlo: nessuno sa dire se il vincitore di un reality vale davvero quella quota. Il calcio lo puoi discutere al bar. Il resto lo prendi o lo lasci, e questa è la differenza tra un’offerta ricca e un’offerta comoda per il banco.

SNAI: My Combo e la correlazione che nessuno ti spiega

SNAI (n. 16032, Snaitech Spa) spinge su due cose. La funzione My Combo permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica. Il resto dell’offerta corre tra virtuale e diretta: oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, tra cui calcio virtuale con clip reali, corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo, più scommesse live e streaming gratuito.

My Combo merita una riga in più, perché tocca un punto che vale per tutto il mercato. Mettere nello stesso biglietto tre mercati di una sola partita significa moltiplicare quote che non sono indipendenti tra loro. Se la squadra di casa non segna, spesso cadono insieme il risultato, il numero di gol e il marcatore. Il prezzo finale cresce secondo la moltiplicazione, il rischio no. Il combinato sulla stessa partita è il posto in cui la correlazione si nasconde meglio, e la quota unica è precisamente il modo in cui non te la fa vedere.

bet365: profondità di mercati e strumenti di controllo

bet365 (n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc) è il concessionario con il catalogo più profondo: Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, pre-match e live. Nell’applicazione ci sono decine di migliaia di mercati live e la Diretta TV, con centinaia di migliaia di eventi l’anno tra cui calcio, NBA e NFL, più statistiche sportive, notifiche personalizzate e Live Golf Tracker. Sul gioco responsabile l’elenco degli strumenti comprende periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione.

Un catalogo così non migliora una quota. Migliora la probabilità di trovare il mercato che avevi in testa, che è un’altra cosa e vale meno di quanto sembri: la profondità riduce la frustrazione, non il margine. Il valore vero di questa scheda sta nella combinazione tra il volume dei mercati e la dotazione di controlli, perché è raro trovare insieme un bookmaker da professionisti e strumenti di pausa così espliciti. Chi ha bisogno di entrambe le cose trova qui il candidato più naturale.

Betsson: un bonus-calendario con un tetto alla conversione

Betsson (n. 16027, Azzurri Limited) usa la formula del Fun Bonus Sport: 50 € in totale, 10 € alla validazione del conto e 10 € ogni lunedì per quattro settimane, con il documento da inviare entro trenta giorni dalla registrazione. Il bonus va rigiocato una volta entro tre giorni su multiple di almeno otto eventi prematch con quota minima 1,50 per evento e si converte in Real Bonus per un massimo di 10 €.

La struttura è più un calendario che un bonus. Cinque accrediti distribuiti su un mese non servono a costruire una cassa: servono a riportarti sul sito ogni lunedì, e funzionano benissimo per quello. Poi c’è il vincolo degli otto eventi in multipla, che è il filtro più severo delle dieci schede, e il tetto di 10 € alla conversione, che riduce il valore reale dell’intera operazione a una cifra modesta. Chi cerca un bonus per giocare meglio qui non lo trova. Chi cerca un motivo per aprire il sito ogni settimana lo trova subito.

Goldbet: mercati di calcio che arrivano al minuto del primo goal

Goldbet (n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a.) tiene il calcio al centro. Tra i mercati indicati ci sono 1X2, marcatori, cartellini, numero di goal, minuto del primo goal e quote speciali come Rete Inviolata, Tempo con più Gol, segna primo goal e segna ultimo goal.

Il minuto del primo goal è l’esempio perfetto di una categoria di mercati che sembra informata e non lo è. Per il risultato finale esiste un’enorme mole di dati e di modelli, e il prezzo è il frutto di una discussione continua tra migliaia di persone. Per il minuto esatto del primo gol quella discussione non esiste, o è così sottile da non contare: il prezzo lo scrive il concessionario quasi in solitudine. Il problema non è che sia un brutto mercato. È che non hai modo di sapere se è giusto, e questo vale più di qualsiasi margine dichiarato.

StarCasinò: il calcio accanto alle slot

StarCasinò (n. 16026, Azzurri Limited) è il caso dichiarato di questa lista: la casa è il casinò, e l’applicazione permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto alle slot e al Live Casinò.

Detto senza giri, è la scheda che stona di più con un metodo di puntata ragionato: spiegare il margine e la disciplina di cassa ha poco senso accanto a un’app che tiene il bookmaker a due tocchi da una slot machine. Il punto però è un altro, e riguarda il gruppo. La stessa società, Azzurri Limited, tiene anche Betsson, e questo mostra come il mercato delle concessioni italiane permetta a un unico soggetto di coprire due pubblici molto distanti con due marchi. Chi arriva qui solo per il calcio trova un’offerta sportiva normale e un contorno che può ignorare. Chi ha un rapporto fragile con le slot farebbe meglio a leggere questa scheda al contrario.

Betfair: mercati, Supercombo e l’unica borsa della lista

Betfair (n. 16028, Betfair Italia S.r.l.) copre Esito Finale, Under/Over, Multigol e i mercati combo, con la sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati unici a quote maggiorate; l’applicazione per le scommesse sportive porta live e live streaming dei propri eventi, e quella dell’exchange gestisce depositi e prelievi delle vincite, lo streaming di calcio, tennis e basket e i grafici per seguire l’andamento delle quote in tempo reale.

L’exchange è la parte davvero diversa. Lo scambio tra giocatori è un gioco autorizzato a sé: il concessionario mette in contatto anonimo chi punta e chi banca, e non fa il prezzo. La sua documentazione riporta regole aggiuntive per i conti italiani, come una puntata minima a favore di 2,00 € in passi da 0,50 €. Il costo dell’operazione, qui, non è dentro la quota come altrove: sta nella commissione. Ed è una commissione che va letta nelle sue condizioni prima di aprire il conto, perché su una borsa il margine non è nascosto nel prezzo, è scritto a parte.

Domande frequenti

Che cos’è una scommessa di valore e perché nessun pronostico è sicuro?

Una scommessa di valore è quella in cui la quota offerta supera la probabilità reale dell’esito. Il problema è che la probabilità reale non si conosce: si stima, e ogni stima sbaglia. Per questo nessun pronostico è «sicuro»: anche il ragionamento migliore convive con un margine d’errore, e chi vende certezze vende qualcosa che non ha.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano gli inversi delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato. Un mercato a due esiti quotato 1,90 e 1,90 lascia al giocatore il 95 % di quanto è stato puntato, e il resto è il compenso del banco. Più quel compenso cresce, più basso scende il payout, e la differenza si nota confrontando due operatori.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Il ritorno di una singola è la puntata moltiplicata per la quota, e il guadagno netto è quella cifra meno la puntata stessa. In una multipla le quote dei singoli eventi si moltiplicano tra loro e formano un prezzo unico. Attenzione: quel prezzo sale molto più in fretta della probabilità di centrare tutte le selezioni.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si controlla l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM (ex AAMS), dove ogni riga corrisponde a un sito autorizzato con il suo numero di concessione e il nominativo del concessionario. Un posto in un confronto non è una concessione, e l’elenco non ha una colonna che indichi quali giochi offra il singolo sito.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore: l’imposta unica è a carico del concessionario, come riporta la stampa specializzata. La conferma va chiesta a un commercialista, perché non è una pagina dell’amministrazione finanziaria a stabilirlo. Le vincite incassate su siti senza concessione seguono invece regole fiscali diverse.

Contenuto creato dal team «Cashoutscommesse.com»