Scommesse sugli esports: quali strade esistono davvero in Italia
31 Ottobre 2026 — dati raccolti e verificati sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e sulle condizioni contrattuali e le schede applicative dei singoli operatori.

Il primo errore che si commette davanti alla parola esports è credere che esista un mercato italiano delle scommesse sugli esports. Non esiste, o meglio: esiste un mercato delle scommesse sportive con concessione ADM, nel quale gli esports sono una voce che nessuno dichiara con certezza. ADM non pubblica il palinsesto approvato come elenco consultabile, la legge non nomina gli esports fra i giochi ammessi in modo esplicito, e nessuno dei dieci concessionari che trovi in questa pagina scrive nelle proprie condizioni «accettiamo scommesse su League of Legends». Quello che si può leggere, e che questa pagina legge, è ciò che ciascun operatore espone nella propria app e nel proprio palinsesto: più di venti tipologie di sport da una parte, Formula 1 e MotoGP dall’altra, i Virtuali come categoria a sé. Da qui in avanti si ragiona su questo, non su un’etichetta.
La seconda cosa da mettere in chiaro subito è che «sito di scommesse esports» non è una categoria giuridica. Chi cerca un operatore specializzato nei videogiochi lo cerca in un elenco che non esiste, perché il gioco a distanza in Italia si organizza per concessione e per palinsesto, non per verticale. Le strade reali sono tre e le vedremo separate: un concessionario ADM con palinsesto ampio, dove l’esports entra come riga fra le altre; un concessionario con tool di protezione e limiti imposti dal regolamento; un sito senza concessione, che gli esports li quota magari in abbondanza e che in Italia non ha alcun titolo per farlo. La scelta del lettore sta tutta qui, e nessuna delle tre è gratuita.
Come si sceglie un operatore per gli esports: i criteri che contano
Prima di guardare le quote di un torneo, conviene decidere con quali occhi guardare il bookmaker. Chi si avvicina agli esports arriva spesso da un altro mondo — YouTube, Twitch, un videogioco giocato per anni — e porta con sé l’idea che conti la competenza sul gioco. Conta, ma non è la variabile che decide se i tuoi soldi sono al sicuro. Le variabili che decidono sono più noiose e stanno scritte nei termini di servizio, non nella pubblicità.

Il primo criterio è la concessione. Il bookmaker che serve giocatori italiani deve avere una concessione ADM per il gioco a distanza, rilasciata per singolo sito e gestita su un dominio .it proprio. Non è una formalità burocratica: dalla concessione discendono la vigilanza di ADM, il collegamento al Registro Unico degli Autoesclusi, gli obblighi sugli strumenti di limitazione e una sede legale italiana davanti a cui far valere un reclamo. Un .com con licenza straniera non porta con sé nessuno di questi quattro elementi.
Il secondo criterio è la verificabilità. La concessione si controlla in un modo solo: si apre l’elenco dei concessionari autorizzati che ADM pubblica e si cerca il nome. Quell’elenco, letto il 25 ottobre 2026, conta 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Attenzione a un dettaglio che sfugge a quasi tutti: nell’elenco non c’è una colonna che dica a quali giochi il concessionario è abilitato. Un nome sull’elenco, da solo, non dimostra che quel sito accetti scommesse sportive: quello lo dimostra il sito stesso, o l’app.
Il terzo criterio è il palinsesto effettivo. Un operatore può avere la concessione per le scommesse sportive e mostrare un programma costruito quasi solo su calcio e ippica. Un altro, nella stessa lista, espone più di venti tipologie di sport. Il numero delle discipline dice molto più delle parole «ampio palinsesto» che accompagnano ogni app.
Il quarto criterio è il prezzo, cioè il margine che l’operatore trattiene su ogni mercato. È il criterio che nessuna pagina promozionale mette in vetrina, perché è la voce che l’operatore incassa e il giocatore paga senza vederla. Ne parliamo con i numeri più avanti, perché è la parte che nessuno spiega mai.
Il quinto è la struttura dell’offerta: quote pre-match e live, cash out, tipologie di giocata. Su questo gli esports si comportano come il resto del palinsesto — la meccanica è la stessa, cambia il nome della competizione.
La classifica: dieci concessionari ADM a confronto
La tabella che segue non è una graduatoria di bontà: è l’elenco dei dieci operatori che questa pagina esamina, con il numero di concessione, la società concessionaria e quello che le condizioni o la scheda applicativa di ciascuno dichiarano sul tema di questa pagina. L’ordine non suggerisce una preferenza.

| Brand | Numero di concessione ADM e concessionario | Palinsesto e mercati secondo l’operatore |
|---|---|---|
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Palinsesto da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e politica |
| Sisal | n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Oltre 1.000 eventi al giorno, più di 15.000 eventi live, streaming gratuito di calcio, volley, tennis e basket |
| William Hill | n. 16044, William Hill Malta Plc | Nessun dettaglio di palinsesto nella scheda; l’operatore documenta un club di freebet legato alla Serie A |
| Planetwin365 | n. 16007, Pwo S.p.a. | Campionati nazionali ed europei di calcio e più di 20 tipologie di sport, con risultati in diretta |
| Lottomatica | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale |
| bet365 | n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre-match e live |
| Betsson | n. 16027, Azzurri Limited | Migliaia di eventi pre-match e live, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited | Principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto a slot e Live Casinò |
| Betfair | n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, più la sezione Supercombo a quote maggiorate |
| SNAI | n. 16032, Snaitech Spa | Singole, multiple e sistemi, con risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, più Cash Out |
Due società compaiono due volte. Azzurri Limited firma sia Betsson sia StarCasinò, ed è un promemoria di come è costruita la concessione: viene data per sito, non per azienda. Eurobet Italia S.r.l., per dirne una che non sta in tabella, gestisce nello stesso elenco tre domini diversi. Chi legge un elenco di codici come se fosse un elenco di proprietari sbaglia di grosso, e chi crede che un brand «forte» in casinò lo sia automaticamente anche sul calcio sbaglia subito dopo: StarCasinò è casinò-first con un bookmaker accanto, e i due prodotti non hanno la stessa profondità.
C’è poi una colonna che non ho messo. Non esiste, in nessuno dei dieci profili, una dichiarazione sugli esports. Non è una dimenticanza della tabella: è il punto dell’articolo. Il palinsesto approvato da ADM è il programma di eventi e di tipologie di giocata che il concessionario predispone e che l’autorità approva, e una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno dentro quel programma. Quali discipline ci siano dentro non è pubblicato come elenco. L’unica prova che un concessionario accetti davvero una competizione è la sua presenza nel palinsesto del sito o dell’app: se cerchi un torneo e lo trovi listato con le sue quote, quella è la risposta; se non lo trovi, non c’è nulla da interpretare.
Vale la stessa cautela sul resto. Questi dieci non sono l’intero mercato italiano: i concessionari autorizzati sono altri, e un brand che non compare qui non è per questo privo di concessione. La cautela vale anche al contrario, e riguarda il lettore che cerca una scorciatoia: la presenza in un confronto non è una concessione, e nessuno dei dieci profili che seguono va letto come un via libera a scommettere.
Che cosa sono gli esports, in italiano e senza mitologia
Gli esports sono una forma di competizione che usa i videogiochi: di solito competizioni multigiocatore organizzate tra giocatori professionisti, singoli o in squadra. La definizione è asciutta perché la cosa è asciutta. Non c’è nulla di misterioso in un torneo di Dota 2: ci sono squadre, un regolamento, un arbitro, un montepremi e una finale con una data.
Il malinteso più diffuso è di natura anagrafica. Chi non ha mai aperto un client di gioco sente «esports» e pensa a ragazzi che giocano in cameretta. Il montepremi dell’Esports World Cup 2026, in programma dal 6 luglio al 23 agosto a Parigi, è di 75 milioni di dollari USA su 24 giochi; l’edizione 2025 si era fermata a 71,5 milioni. Non è un passatempo, è un’industria con un calendario, e il calendario è esattamente ciò di cui ha bisogno chi vuole scommettere su di essa, perché una scommessa ha bisogno di una data e di un esito verificabile.
Il secondo malinteso riguarda la competenza del giocatore. Chi passa le serate su un titolo conosce le squadre meglio di chiunque altro, e questo è un vantaggio reale nella lettura di una partita. Non è un vantaggio sui costi: il margine che l’operatore trattiene è identico per il lettore esperto e per il dilettante, e nessuna conoscenza del gioco lo riduce di un punto. Conoscere la squadra aiuta a scegliere; non aiuta a pagare meno.
Il terzo è che gli esports siano un blocco unico. Non lo sono. Un torneo di picchiaduro e un campionato a squadre su mappa hanno strutture di esito diverse, e la struttura dell’esito è ciò che un mercato quota. Chi scommette sul vincitore di un EVO scommette su un tabellone a eliminazione; chi scommette su un campionato del mondo di League of Legends scommette su un formato a gironi e poi a eliminazione. La meccanica della scommessa non cambia, ma il numero di partite che compongono l’esito sì, e questo conta quando si ragiona su una multipla.
C’è poi una specificità italiana che nessun articolo in inglese ti dirà. Nel nostro ordinamento il gioco a distanza si organizza per concessione e per palinsesto approvato, e gli esports non hanno una voce propria nella legge. Non sono vietati, non sono espressamente elencati: stanno in quella zona grigia in cui l’evento è ammesso solo se il concessionario lo ha inserito nel programma che ADM gli ha approvato. Il che significa, in pratica, che la domanda giusta non è «quali bookmaker accettano esports» ma «questo bookmaker, oggi, ha questo torneo nel palinsesto». Una domanda a cui si risponde in trenta secondi guardando l’app, e che nessun confronto scritto può sostituire.
Titoli e tornei: che cosa si trova davvero in un palinsesto
Tra i titoli esports più popolari ci sono League of Legends, Dota 2, Counter-Strike, Valorant, Overwatch, Call of Duty, Fortnite, Rocket League e StarCraft. È una lista eterogenea, e questo ha un effetto pratico sui mercati: un gioco a squadre con partite lunghe produce un certo tipo di offerta, uno sparatutto a round brevi ne produce un’altra, e un titolo con un calendario irregolare produce soprattutto singole perché costruirci una multipla è complicato.
Il calendario: dove stanno le competizioni e perché la data conta
Tra i principali tornei esports ci sono il campionato del mondo di League of Legends, The International di Dota 2, l’Evolution Championship Series (EVO) per i picchiaduro e l’Intel Extreme Masters. Sono quattro esempi che coprono quattro modelli organizzativi diversi, ed è utile guardarli come il lettore li incontrerebbe in un palinsesto: una rassegna mondiale a invito, un evento annuale con un montepremi gonfiato dalle vendite in-game, una serie di tornei dedicati ai picchiaduro, un circuito che si sposta di città in città.
Il montepremi di The International 2021 di Dota 2 ha superato i 40 milioni di dollari USA, il più alto nella storia degli esports a quel tempo. È il numero che spiega perché il calendario di Dota 2 pesa così tanto nell’economia del settore: un evento di quella portata attira un pubblico che nessun torneo ordinario raggiunge, e un pubblico grande è un pubblico su cui si quota. E l’Esports World Cup 2026, con i suoi 75 milioni di dollari USA distribuiti su 24 giochi, è la versione concentrata dello stesso fenomeno: un unico appuntamento che tiene insieme discipline che di solito vivono su calendari separati. Per il lettore è una comodità, perché un solo evento offre partite ogni giorno per sette settimane; per l’operatore è un problema di palinsesto, perché trenta partite al giorno su ventiquattro giochi non stanno in un programma costruito su quattro discipline.
Un dato di continuità chiude il quadro: il Team Falcons ha vinto l’Esports World Cup Club Championship nel 2025, difendendo il titolo conquistato nel 2024. Due edizioni consecutive allo stesso club dicono qualcosa che chi scommette dovrebbe tenere a mente senza farne una regola: nei tornei a invito con roster stabili la struttura premiante è molto più rigida che in un campionato nazionale di calcio, e una quota bassa sul favorito non è necessariamente un errore di prezzo.
Che cosa quota un operatore italiano su un match esports
Qui la risposta onesta è che dipende dal palinsesto, e che l’unico modo di saperlo è guardare. Nessuno dei dieci concessionari esaminati dichiara una struttura di mercati specifica per gli esports. Quello che si può leggere sono i mercati che gli operatori espongono in generale, e che sono il serbatoio da cui un match esports verrebbe servito se fosse in programma.
Il catalogo ricorrente è questo. Il mercato principale è l’esito finale, scritto 1X2 sul calcio e semplicemente esito finale altrove; Sisal aggiunge le voci Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, che però sono costruite sul calcio e non hanno un equivalente immediato su una mappa di Counter-Strike. Betfair espone Under/Over, Multigol e mercati combo, con una sezione Supercombo a quote maggiorate. Betsson copre 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. SNAI aggiunge risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, più la funzione Cash Out per chiudere la schedina prima della fine dell’evento.
La funzione più interessante per chi legge questa pagina è forse la meno pubblicizzata: My Combo di SNAI permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica. È il meccanismo che in altri mercati si chiama bet builder, e vale la pena capirlo perché ha una conseguenza aritmetica precisa, di cui parliamo nella sezione dedicata al calcolo.
Un avvertimento sui mercati che non ci sono. Nessuno dei profili esaminati documenta mercati specifici come il numero di mappe, il primo sangue, il primo drago o la durata di una partita. Non significa che non esistano da qualche parte: significa che questo tipo di scommessa, che è il cuore dell’esperienza esports per chi gioca, non è ciò che un operatore generalista mette in vetrina. Se è quello che cerchi, l’app e il palinsesto del singolo operatore sono l’unica fonte che conta, e la verifica va fatta prima di versare, non dopo.
Le regole del gioco: che cosa si può scommettere e con quale concessione
Il quadro italiano è più semplice di quanto la quantità di sigle faccia pensare. C’è un regolatore, ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che nella comunicazione di mercato trovi ancora scritta come AAMS —, c’è una legge di riordino, il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, e ci sono le concessioni.
La concessione: come funziona e come si verifica
Le concessioni non sono licenze aperte: si assegnano con gara pubblica. L’articolo 6, comma 1 del decreto elenca i giochi che si possono offrire a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; bingo. Lo stesso articolo, al comma 3, stabilisce che i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo.
La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. I requisiti per partecipare includono una società di capitali con sede nello spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nella gara; le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata.
Il punto pratico è che la concessione è per sito, non per società. Nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, che ADM pubblica e che ho letto il 25 ottobre 2026, ci sono 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un singolo dominio .it, e una sola società può comparire più volte. Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale; Azzurri Limited gestisce Betsson e StarCasinò. E l’elenco non ha una colonna che dica a quali giochi un concessionario sia abilitato: un concessionario può avere il diritto di offrire scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, scommesse exchange e bingo in qualsiasi combinazione. Un nome sull’elenco, quindi, non dimostra da solo l’esistenza di un’offerta di scommesse sportive. La dimostra il sito dell’operatore, che la concessione la dichiara nelle proprie condizioni insieme alla società concessionaria.
Come si verifica, in concreto. Si apre l’elenco ADM, si cerca il nome del brand o della società e si confronta il dominio. Poi si scorrono le condizioni del sito, dove il numero di concessione e la ragione sociale devono comparire. Se uno dei due elementi manca, non c’è niente da interpretare: quel sito non è un concessionario italiano, qualunque cosa dica la sua homepage. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet, per esempio, non risultano fra le 52 righe lette il 25 ottobre 2026.
Che cosa dice la legge sugli eventi e sugli esports
L’articolo 2, lettera s) del decreto definisce il palinsesto come il programma di eventi — sportivi, incluse le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipologie di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM. La conseguenza è secca: una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno dentro il palinsesto approvato. ADM autorizza gli eventi uno per uno; a settembre 2026, per esempio, ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipologie di giocata il palinsesto contenga non è pubblicato come elenco.
Gli esports non hanno una voce propria nella legge. Se stiano nel palinsesto è, oggi, una cosa che non si può affermare: l’unica evidenza è il palinsesto che l’operatore espone nella propria app. Chi ti dice che il tal concessionario «accetta scommesse esports» perché ha una concessione ADM ti sta dicendo una cosa diversa da quella che sembra — la concessione abilita alle scommesse sportive, la singola competizione deve essere in programma.
Sugli eventi simulati la legge è invece più chiara e vale la pena distinguerli dagli esports, perché la confusione è comune. L’articolo 2, lettera v) definisce le scommesse su eventi simulati come quelle su eventi sportivi, ippici e altri generati al computer e mostrati con animazione o con la riproduzione di un evento reale; sono ammesse dentro la concessione per le scommesse sportive, e i siti degli operatori le espongono in una sezione «Virtuali». Un Virtual non è un esports: non c’è una squadra che gioca, c’è un prodotto dell’operatore. Sisal, per dirne uno, dichiara oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte. Va tenuto separato, perché il margine e il funzionamento sono quelli di una simulazione, non quelli di una competizione.
L’ippica merita una riga a sé, perché nella legge è due cose distinte: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno dentro l’articolo 6, comma 1, lettera a); i giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — stanno alla lettera c) e richiedono una concessione propria.
Le scommesse live sono offerte da tutti i grandi operatori, ma le regole di ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi ammessi non sono pubbliche, e non esiste un elenco dei mercati live. Il betting exchange, o punta e banca, è ammesso come gioco separato: il giocatore può fare la parte dello scommettitore o del banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è segnalata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima in favore di 200 centesimi in passi da 50, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Betfair è descritta come la prima a introdurlo, con la concessione 16028.
Le quote e il margine: quello che l’operatore incassa e tu non vedi
Arriviamo alla parte che nessuno mette in vetrina, e alla ragione per cui vale la pena leggere questa sezione prima delle altre. Una quota non è una previsione: è un prezzo. E come ogni prezzo contiene il ricarico di chi lo vende.
Che cosa dice davvero una quota
Prendi un mercato a due esiti. Non serve sapere quale sia l’evento: serve capire il meccanismo. Supponi che entrambi gli esiti siano offerti a 1,90. Una scommessa da 10 € su uno dei due esiti, se vince, restituisce 19 €, cioè la puntata più 9 € di profitto netto. Il calcolo è sempre lo stesso: si moltiplica la puntata per la quota, e il profitto netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno.
Se le cose finissero qui, il prezzo sarebbe neutro. Ma le due quote di un mercato a due esiti non sono due prezzi indipendenti: sono due metà di un unico prezzo, e la somma delle loro probabilità implicite dice quanto il venditore si tiene. Con 1,90 e 1,90, il payout del mercato — la quota di tutto il giocato che il mercato restituisce — sta intorno al 95 %, e il margine dell’operatore intorno al 5 %. È una banda, non un numero esatto, perché stiamo parlando di un esempio illustrativo costruito su due quote identiche e non di un prezzo quotato da qualcuno: su un mercato reale le quote non sono mai speculari, e il margine si sposta con gli esiti e con l’operatore.
Il conto si fa così: si prende l’inverso di ciascuna quota, si sommano, e si divide uno per quella somma. Il risultato è la frazione di giocato che torna indietro; il margine è ciò che manca a cento. Con due esiti a 1,90 la somma degli inversi dà poco più di 1,0526, il payout si attesta al 95 % circa, il margine al 5 % circa — e questo 5 % è già incassato nel momento in cui il biglietto viene stampato, prima che si sappia chi vince.
Quanto costa, in pratica, e perché la banda si sposta
Il margine non è uguale dappertutto, e le differenze non sono casuali. Su un mercato principale di un evento molto seguito la concorrenza lo comprime; su un mercato secondario di un evento di nicchia lo spazio per comprimerlo non c’è, e il margine sale. Chi scommette su un match esports sta quasi sempre nel secondo caso: l’operatore costruisce un prezzo per un evento che il suo pubblico principale non conosce, su cui non ha lo stesso flusso informativo che ha sul calcio, e il ricarico lo riflette.
Il calcolo diventa interessante quando lo si applica alla struttura dell’offerta, che è l’angolo di questa pagina. Una singola paga un margine, una multipla ne paga uno per ogni gamba, e le gambe si moltiplicano fra loro: combinando un mercato principale con un mercato secondario si costruisce un biglietto che paga la somma dei due ricarichi, non la media. È il motivo per cui la combo dello stesso match — il My Combo di SNAI, la Supercombo di Betfair, i mercati combo di Betsson — va guardata con attenzione: combinare due pronostici sulla stessa partita significa esporsi a un margine composto, in cui una quota unica e maggiorata nasconde due prezzi già caricati. Chi ti vende una quota combo «maggiorata» sta vendendo un prodotto la cui unica qualità verificabile è il margine che contiene.
Sul costo reale delle promozioni si capisce meglio con i numeri, e i numeri li porta la sezione sulle offerte, dove una freebet e un bonus mostrano cosa valgono davvero. Il principio, però, sta qui: ogni volta che l’operatore ti regala qualcosa, il valore di quel qualcosa è misurato da quanto giocato serve per incassarlo — e quanto giocato costa, a sua volta, un margine.
Il quadro legale: pubblicità, tassazione e siti oscurati
Tre cose diverse convivono sotto l’etichetta di legalità, e vanno tenute separate: cosa può fare l’operatore, chi paga le tasse sulle vincite, e cosa rischia chi gioca su un sito sbagliato.
La pubblicità: il decreto che dice una cosa e il mercato che ne fa un’altra
Il Decreto Dignità, all’articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con la legge 96/2018, è in vigore. ADM lo cita così, in una nota del 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’autorità che la fa rispettare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.
Il testo della norma, però, contiene due eccezioni: promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve a un gioco sicuro e responsabile, e consente al concessionario di veicolare messaggi sociali o di gioco responsabile che portino il proprio marchio. Il risultato è la situazione che chiunque abbia guardato una maglia di Serie A conosce bene: il logo dell’operatore c’è, la promozione no. Sul piano dei controlli, la stampa di settore riporta che nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto; il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; e pendono due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea, C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Una proposta, non una legge: un emendamento di Forza Italia alla manovra per il 2026 che voleva togliere il divieto per la pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni, il cui esito non risulta definito. Alla data di verifica il divieto è in vigore.
C’è una conseguenza di questa norma che riguarda il bonus. Il divieto colpisce la pubblicità, non l’esistenza dell’offerta: un bonus di benvenuto resta perfettamente legittimo, e non esiste né un tetto di legge all’importo né un tetto ai requisiti di puntata. Importi, rigioco e quote minime vengono interamente dalle condizioni del singolo operatore. È la ragione per cui il confronto delle offerte che segue va letto con attenzione, e per cui non troverai su questa pagina nessun codice promozionale: ciò che conta è cosa l’offerta vale, non come si riscatta.
Le tasse: chi le paga e chi non le paga
Sulle scommesse sportive a quota fissa l’operatore versa l’imposta unica, quella del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, articolo 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025: il 20,5 % se la giocata è raccolta sulla rete fisica, il 24,5 % se è raccolta a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote, che prima erano il 43 % e il 47 %; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel cosiddetto Decreto Sport per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.
Per il giocatore la questione è diversa, ed è quella che interessa davvero. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario che le assoggetta alla fonte: il giocatore riceve la somma netta e non deve inserire nulla nella propria dichiarazione. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: per il proprio caso specifico conviene consultare un commercialista.
Sulle vincite ottenute da siti non autorizzati o esteri il discorso cambia, e conviene dirlo con la fonte che lo sostiene. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come redditi diversi ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili ai sensi dell’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicabile non è nota. In sintesi: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e questo non è consulenza fiscale.
Metti le due cose accanto e la scelta diventa meno teorica. Un concessionario italiano ti paga netto e non ti chiede di compilare niente; un sito estero ti paga lordo e ti lascia un problema con il fisco italiano che nessuno risolve al posto tuo.
L’offerta illegale e i siti oscurati
Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, insieme alla Guardia di Finanza e a Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti con accesso inibito: entrambi pubblici, sui siti di ADM e della Guardia di Finanza. I fornitori di connettività e i prestatori di pagamento che non rispettano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione, e ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso.
Il sistema funziona a livello DNS e qualche fornitore è più lento degli altri: un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono decine o centinaia alla volta, e le copie speculari ricompaiono nel giro di ore. Per questo il vocabolario di settore è quello degli «oscurati»: qualcuno li chiude, qualcun altro li riapre, e la partita si gioca sulla velocità.
C’è poi il lato che riguarda il giocatore, ed è il meno raccontato. La legge 13 dicembre 1989, n. 401, articolo 4, citata da ADM in una nota del 28 febbraio 2024, prevede «l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È la regola lato giocatore come ADM la enuncia. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro un giocatore non sono noti. Sul lato operatore, l’articolo 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando sono accettate all’estero.
Vale la pena fermarsi su questo, perché è il tipo di informazione che circola male. Chi gioca su un .com con licenza straniera non sta commettendo un’infrazione amministrativa da multa di poche decine di euro: secondo la ricostruzione di ADM rientra in una previsione che parla anche di arresto. Non è una minaccia da campagna elettorale, è il testo che l’autorità stessa cita.
Gioco responsabile: quali strumenti hai e quando servono
Il capitolo sulla protezione del giocatore viene trattato quasi sempre come una formalità da mettere in fondo, con i numeri verdi e i collegamenti. È un errore di prospettiva, perché gli strumenti di limitazione sono, insieme alla concessione, la cosa che distingue davvero un operatore italiano da un .com: su un sito senza concessione non esistono o esistono solo come cortesia.
Gli strumenti che la legge impone al concessionario
L’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 elenca ciò che un concessionario deve mettere a disposizione: autolimiti di tempo, di spesa e di perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. L’articolo 3, comma 1, lettera a) mette la tutela dei minori fra i principi del settore, le condizioni di concessione prevedono di escludere i minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni.
Il momento in cui questi strumenti entrano in scena è la registrazione, e questo è il punto che sorprende chi non ci ha mai fatto caso. Per aprire un conto di gioco serve l’identificazione completa. Admiralbet, per esempio, chiede in fase di registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato entra in vigore dopo 7 giorni. Non è una regola di Admiralbet, è il modo in cui la disciplina generale si traduce in un modulo: al momento dell’iscrizione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, l’abbassamento è immediato e l’innalzamento richiede sette giorni di attesa.
Quella asimmetria è la parte intelligente del sistema, e vale la pena dirne il perché senza girarci intorno. Chi abbassa un limite lo sta chiedendo a se stesso in un momento lucido; chi lo alza lo sta chiedendo probabilmente in un momento che lucido non è. I sette giorni non servono a punire nessuno, servono a raffreddare una decisione presa dentro una perdita.
L’autoesclusione e il RUA
Il Registro Unico degli Autoesclusi, il RUA, è stato istituito nel 2018 e blocca l’accesso a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e alle sale sul territorio. L’articolo 15, comma 1, lettera e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo che il giocatore stesso stabilisce. Le condizioni di Admiralbet, per esempio, prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Un sito di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026, e che periodi e forme sono quelli indicati dalle condizioni degli operatori e dalla pagina di ADM. Vale la pena dirlo chiaro, perché è il punto in cui la scelta di un .com pesa in modo concreto: i siti senza concessione non sono collegati al RUA, quindi chi si è autoescluso non è protetto lì.
C’è anche un obbligo di informazione che riguarda i concessionari e non i giocatori. L’articolo 15, comma 2 stabilisce che ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Serve a ricordare che la comunicazione sul gioco responsabile in Italia non è una gentilezza dell’operatore: è una voce di bilancio che la legge gli impone.
Aprire il conto: SPID, CIE e i trenta giorni
L’apertura del conto merita un paragrafo perché è la prima cosa che il lettore affronta e la prima su cui incontra un ostacolo. BetFlag, per esempio, rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. La registrazione classica prevede il modulo con copia di un documento; SPID e CIE sono fra i metodi di identificazione che alcuni operatori offrono. Il punto operativo è il termine: senza SPID il conto va convalidato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori.
Per chi apre un conto per la prima volta, la raccomandazione è di farlo con SPID se ce l’hai già: evita il termine, evita la copia del documento e mette il conto in regola dal primo minuto. È il tipo di dettaglio che sembra amministrativo e che invece decide se il prelievo passa o no nel momento in cui hai fretta.
Pagamenti: ricariche, prelievi e bonifici
Il sistema dei pagamenti presso un concessionario italiano ha una regola che conviene conoscere prima di versare: i punti vendita ricariche, disciplinati dall’articolo 13 del D.Lgs. 41/2024, sono i tabaccai e le ricevitorie. ADM tiene un registro dei punti vendita; un punto vendita accredita sull’account online solo su richiesta del titolare e dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Un punto vendita non può pagare vincite né consentire prelievi di saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno.
La distinzione non è pignoleria. Chi entra in tabaccheria con la ricevuta di una vincita non troverà nessuno disposto a consegnargli il denaro: il punto vendita è una porta d’ingresso, non d’uscita. Il prelievo passa dal conto di gioco e dagli strumenti che il titolare ha registrato.
Le vie che le pagine di confronto mostrano presso i concessionari ADM sono carte di credito e debito, PostePay e altre carte prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti presso le tabaccherie come SisalPay e Mooney. Ciascuna lista effettiva sta nelle condizioni del singolo operatore, ed è lì che va verificata, perché le disponibilità cambiano più spesso di quanto cambi una pagina di confronto. Sulle criptovalute presso i concessionari italiani la situazione è aperta, e non risulta una norma che elenchi gli strumenti approvati.
C’è infine una disposizione pensata per il lato opposto del tavolo: l’articolo 22, comma 1 prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione. La sua entrata in vigore non è confermata, e vale la pena dirlo con precisione perché su questo meccanismo circolano più speranze che fatti.
Dieci concessionari, uno per uno
Le pagine che seguono valutano i dieci operatori dell’elenco. Per ciascuno: la concessione, quello che le sue condizioni e la sua scheda applicativa dichiarano, e un giudizio. Nessuna è una raccomandazione a scommettere.
Eurobet: il palinsesto più largo del gruppo
Eurobet opera con la concessione ADM n. 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sul proprio sito .it.
La sua app offre un palinsesto che va dal calcio, dal tennis e dal basket alla Formula 1, alla MotoGP, al baseball, al volley, al ciclismo, al rugby, al golf e agli scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, con le elezioni. È, fra i dieci profili, l’elenco più lungo di discipline, e comprende due voci che nessun altro espone con questa ampiezza: gli scacchi e gli eventi non sportivi.
Vale la pena fermarsi su che cosa significa, in concreto, un palinsesto così costruito. Un operatore che quota le elezioni e gli scacchi è un operatore che ha deciso di competere sull’ampiezza, non sulla profondità di pochi mercati. Per chi cerca gli esports è la configurazione potenzialmente più favorevole, perché una casa che costruisce listini su discipline fuori dal recinto calcistico ha gli strumenti tecnici per aggiungere un torneo di videogiochi quando ADM lo approva; per chi vuole un mercato profondo su un singolo match è la configurazione meno rassicurante, perché l’ampiezza non dice nulla sul numero di tipologie di giocata per evento.
La concessione è al n. 16012 e la società è Eurobet Italia S.r.l., che nello stesso elenco gestisce altri due domini; il dettaglio non cambia nulla per il giocatore, ma spiega perché certi brand condividano infrastruttura e regole.
Il verdetto: un palinsesto che vale il controllo per chi vuole vedere se e come una competizione digitale compare in un listino già abituato a uscire dal calcio. La larghezza è la sua qualità, e la sua incognita.
Sisal: il numero più grande e il numero verde
Sisal opera con la concessione ADM n. 16020, intestata a Sisal Italia S.p.a., sul proprio sito .it.
Nella propria app Sisal indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Fra le giocate proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Il Virtual conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster.
I duemila eventi al giorno fra pre-match e live sono la cifra del modello: Sisal compete sul volume, e il volume ha un prezzo. Uno streaming gratuito su calcio, volley, tennis e basket non è un regalo, è lo strumento che tiene il giocatore dentro l’app durante la partita, che è esattamente il momento in cui la scommessa live nasce. Non c’è nulla di male, ma è bene sapere che il prodotto è disegnato per massimizzare il tempo trascorso.
Sul bonus di benvenuto il meccanismo è quello standard e vale la pena conoscerlo: per riceverlo bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica, e il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. Il bonus è quindi legato a un versamento — non è un bonus senza deposito — e la sua spendibilità è ampia, il che è una qualità reale: un bonus spendibile solo su una disciplina sarebbe molto meno utile.
Il verdetto: la scelta più solida per chi vuole volume e ampiezza di giocate sullo stesso conto, a patto di accettare un prodotto costruito per tenerti davanti allo schermo il più a lungo possibile. Il Virtual da 3.000 eventi al giorno, per inciso, non è esports e non va confuso con essi.
William Hill: la freebet che ha un prezzo d’ingresso
William Hill opera con la concessione ADM n. 16044, intestata a William Hill Malta Plc, sul proprio sito .it.
Il suo Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10,0. È l’unico profilo dei dieci in cui l’offerta è documentata in modo così dettagliato, ed è anche l’unico in cui i requisiti sono così alti.
Facciamo i conti, perché qui i conti si fanno e dicono qualcosa. Cinque eventi con una quota totale minima di 10,0 significano una multipla le cui gambe hanno quote medie intorno a 1,58 — un prezzo che su un mercato a tre esiti corrisponde a un favorito netto. Servono venti euro di puntata per ogni multipla che rispetta la condizione, e il premio è una freebet da 5 €. Il rapporto fra ciò che si mette e ciò che si può ricevere è, in partenza, sfavorevole: un euro di freebet ogni quattro di puntata, con la differenza che la puntata è denaro tuo e la freebet è denaro che vale meno, perché la sua vincita non restituisce la puntata.
A questo va aggiunto il margine composto di una multipla a cinque gambe, che è la ragione per cui le cumulative sono il prodotto più redditizio per chi le vende. Il club non è un regalo: è un incentivo a giocare il formato su cui l’operatore guadagna di più, e il tetto di 100 € dice che l’incentivo è pensato per durare una stagione di giocate regolari.
Sulla scheda applicativa non compaiono dettagli di palinsesto, e non ci sono elementi per dire altro sulla sua offerta sportiva.
Il verdetto: la freebet più generosa sulla carta e la più costosa nei fatti, adatta a chi gioca già multiple a cinque eventi per abitudine e non a chi cambierebbe il proprio modo di giocare per averla. Chi non gioca quel formato non ci guadagna nulla, e chi lo cambia per il premio paga il cambio.
Planetwin365: l’operatore che dichiara il numero che conta
Planetwin365 opera con la concessione ADM n. 16007, intestata a Pwo S.p.a., sul proprio sito .it.
La sua app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come la Champions League, l’Europa League e la Conference League, oltre a più di venti tipologie di sport con risultati in diretta. Il «più di venti tipologie di sport» è il dato più utile di questo profilo: è l’unico dei dieci che quantifica l’ampiezza invece di descriverla con un aggettivo.
Venti tipologie di sport sono molte, e dicono qualcosa di preciso sulla macchina che sta dietro al listino. Un operatore che tiene traccia di venti discipline deve avere un reparto trading che copre mercati su cui il pubblico italiano gioca poco, il che è la condizione tecnica per poter aprire un listino su una competizione digitale quando arriva l’autorizzazione. Non è una garanzia sugli esports, che restano fuori da ciò che l’app dichiara; è però una misura di quanto il listino sia elastico.
La profondità sul calcio è dichiarata per esteso: quattro campionati italiani, tre dei principali campionati esteri, tre competizioni europee per club. Per un giocatore italiano questo è il ritratto di un operatore che ha scelto di essere forte dove il pubblico è concentrato, e che aggiunge le altre discipline come contorno. La differenza con Eurobet è tutta qui, e non è una differenza di qualità: è una differenza di rotta.
Il verdetto: il profilo più leggibile dei dieci, perché il numero c’è — oltre venti sport e un elenco di campionati verificabile — e perché un listino che tiene venti discipline è la base tecnica su cui una competizione nuova può comparire senza annunci.
Lottomatica: il brand che gioca sulle coppe europee
Lottomatica opera con la concessione ADM n. 16010, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sul proprio sito .it.
L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, Formula 1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. È un palinsesto chiaro e concentrato, costruito sulle competizioni che generano il maggior numero di giocate in Italia e su due sport a motore.
La concessione è intestata a Goldbet Better Organization Italy, un nome che non contiene il marchio: chi cerca «Lottomatica» nell’elenco dei concessionari deve sapere che troverà quella ragione sociale. È il tipo di dettaglio che fa desistere chi verifica in fretta, ed è un peccato, perché la verifica funziona lo stesso — basta confrontare il numero di concessione 16010 con quello dichiarato dal sito.
Lo streaming per il live è la funzione che lega le due metà dell’offerta, come per Sisal, ma qui il palinsesto è più stretto e la scelta è coerente con un’idea diversa: non massimizzare il tempo, massimizzare la rilevanza. Chi scommette su un evento che sta guardando ha meno bisogno di essere trattenuto e più bisogno che le quote si muovano insieme a ciò che vede.
Il verdetto: una struttura che punta sulla concentrazione — poche competizioni, seguite bene, con F1 e MotoGP a fare da secondo pilastro. È la configurazione che premia chi scommette soprattutto sulle coppe, e che lascia scoperto chi cerca discipline fuori da quel recinto.
bet365: il partner della Champions e la sua quota di vocazione
bet365 opera con la concessione ADM n. 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc, sul proprio sito .it.
L’operatore si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. La sua app è uno dei profili con la maggiore varietà di sport «minori» per il pubblico italiano: freccette, boxe e golf non sono discipline da grande bacino, e la loro presenza dice che il listino è costruito con criteri internazionali.
È anche il primo partner di un’autorizzazione recente: a settembre 2026 ADM ha autorizzato la Setka Cup, un evento di tennistavolo, e bet365 è indicato come il primo operatore a integrarlo, secondo la stampa di settore. Il fatto merita una riga perché mostra il meccanismo dall’interno: un evento nuovo non entra nel palinsesto italiano da solo, entra quando ADM lo autorizza e un concessionario lo inserisce. È la ragione per cui, un domani, un torneo esports comparirebbe allo stesso modo — con un’autorizzazione e un primo operatore che lo quota.
Sul gioco responsabile, bet365 indica periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia rimanda al Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Sono strumenti previsti dall’articolo 15, comma 1, e il rimando al numero verde è la parte che conta di più quando serve.
Il verdetto: un profilo internazionale con un’agenda che si muove prima degli altri, testimoniata dall’ingresso sul primo evento autorizzato. Per chi cerca disciplina rara è fra i più interessanti; per chi cerca gli esports è un operatore da tenere d’occhio più che da dare per scontato.
Betsson: la scheda dei mercati, senza fronzoli
Betsson opera con la concessione ADM n. 16027, intestata ad Azzurri Limited, sul proprio sito .it.
La sua app offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. È la descrizione più tecnica delle dieci, e non è un caso: elenca le famiglie di mercato invece delle discipline.
Questa differenza di linguaggio è più significativa di quanto sembri. Un operatore che mette in vetrina i mercati sta dicendo che il suo pubblico sa già cosa cercare; uno che mette in vetrina i campionati sta dicendo che il suo pubblico sceglie la partita. Le due cose portano a prodotti diversi: nel primo caso conta il numero di modi in cui puoi costruire la giocata, nel secondo conta il numero di partite fra cui scegliere.
Sui marcatori c’è un dettaglio che riguarda direttamente il tema di questa pagina. Un mercato marcatori è un mercato su un individuo, e ha senso su uno sport con giocatori identificabili che segnano. Su una competizione esports lo stesso concetto si tradurrebbe in mercati su un singolo atleta — il numero di eliminazioni, il punteggio individuale — che sono, per chi segue i videogiochi, la parte più interessante dell’offerta. Nella scheda di Betsson questi mercati non compaiono come voci esports: compaiono come marcatori, cioè nel formato del calcio. Nessuno dei dieci profili dichiara di andare oltre.
La concessione è intestata ad Azzurri Limited, la stessa che gestisce StarCasinò. Due brand, una società, due posizionamenti diversi.
Il verdetto: la scheda più asciutta dei dieci e forse la più onesta, perché dichiara le famiglie di giocata invece dei nomi delle competizioni. Per chi costruisce le proprie giocate partendo dai mercati è un linguaggio familiare; per chi cerca un campionato specifico la scheda non risponde.
StarCasinò: il casinò con il bookmaker accanto
StarCasinò opera con la concessione ADM n. 16026, intestata ad Azzurri Limited, sul proprio sito .it.
La sua app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. La descrizione è breve, e la brevità è il dato: il prodotto principale di questo brand è il casinò, e il bookmaker è una funzione complementare.
Questo è il punto in cui conviene essere espliciti, perché è il caso in cui il tema della pagina e il profilo dell’operatore si contraddicono. Chi cerca la profondità sui mercati esports non troverà in StarCasinò il proprio posto: una scheda che dichiara «varie tipologie di scommessa sportiva» senza nominare né un campionato né un mercato non è il profilo di un operatore che costruisce listini larghi sulle competizioni digitali. Dirlo è più utile che fingere che tutti e dieci siano equivalenti.
Il lettore a cui questo operatore serve, però, esiste ed è riconoscibile: chi ha già un conto presso il gruppo Azzurri e vuole tenere casinò e scommesse sullo stesso saldo, o chi entra nel gioco dal casinò e vuole provare il bookmaker senza aprire un secondo conto. In quel caso la concessione condivisa con Betsson — stessa società, stessa infrastruttura di licenza, marchi diversi — è la cosa più rilevante del profilo.
Il verdetto: un bookmaker di servizio dentro un prodotto di casinò, e va giudicato come tale. Chi cerca la scommessa sportiva come attività principale troverà altrove un listino più profondo; chi vuole un unico conto per entrambe le cose ha qui la sua ragione.
Betfair: l’exchange e la puntata minima da 200 centesimi
Betfair opera con la concessione ADM n. 16028, intestata a Betfair Italia S.r.l., sul proprio sito .it.
La sua app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e una sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Ma la ragione per cui Betfair è un profilo a sé non è il catalogo: è l’exchange, che la legge italiana ammette come gioco separato, all’articolo 6, comma 1, lettera e). Nell’exchange il giocatore può fare la parte dello scommettitore o del banco, e il concessionario si limita a mettere in contatto i due in forma anonima, senza prendere posizione.
Betfair è descritta come la prima a introdurre l’exchange in Italia, con la concessione 16028, e la sua documentazione è segnalata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano: una puntata minima in favore di 200 centesimi in passi da 50. È un numero piccolo che dice molto, perché definisce la taglia minima del mercato e quindi il tipo di giocatore per cui il prodotto è costruito.
C’è poi il capitolo fiscale dell’exchange, che funziona diversamente dal resto. Un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Se la ricostruzione regge, l’exchange è l’unico prodotto di questa pagina in cui il giocatore non si trova davanti a un prezzo costruito da un bookmaker che si assume il rischio: nell’exchange il prezzo lo fanno gli altri giocatori, e la piattaforma guadagna sulla commissione. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e quali siano le regole di commissione non è dato sapere da qui.
Il verdetto: il profilo che cambia il meccanismo invece del catalogo, e per questo il più interessante per chi ha già capito che il margine del bookmaker è il costo principale di questo gioco. La puntata minima da 200 centesimi lo colloca lontano da chi gioca con pochi euro, ed è una selezione che l’operatore fa per conto proprio.
SNAI: My Combo, il Cash Out e il prezzo che ne deriva
SNAI opera con la concessione ADM n. 16032, intestata a Snaitech Spa, sul proprio sito .it.
La sua app offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. La funzione My Combo permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica.
Il Cash Out è lo strumento che merita più attenzione di quanta ne riceve, perché è il punto in cui l’operatore compra da te un biglietto che hai già comprato. Il prezzo che ti offre è calcolato dall’operatore, non dal mercato, e contiene il suo margine come qualunque altro prezzo: incassare un cash out significa quasi sempre rinunciare a una parte del valore teorico della giocata in cambio della certezza. Non è un abuso, è un servizio che si paga. Ma va riconosciuto come tale, perché la sensazione di aver chiuso «al momento giusto» è esattamente ciò che il prodotto vende.
My Combo è la seconda cosa da capire, e ha una conseguenza aritmetica precisa. Unire più combo su partite o sport diversi in un unico biglietto a quota unica significa moltiplicare fra loro le quote di combinazioni che contengono già più pronostici ciascuna. Il prezzo che ne esce paga il margine di ogni gamba di ogni combo, e il margine composto è la ragione per cui una quota così alta sembra generosa. Ne parliamo con i numeri nella sezione che segue.
Il verdetto: la cassetta degli attrezzi più completa per chi costruisce giocate complesse, a patto di sapere che ogni funzione aggiunta — Cash Out, My Combo — è un prodotto dell’operatore con il suo ricarico dentro. Chi cerca il controllo sulla giocata trova qui il massimo; chi cerca il prezzo più basso lo trova altrove.
Quanto costa davvero un’offerta: due conti che conviene fare
Le offerte che abbiamo attraversato si assomigliano tutte nella forma e differiscono nel prezzo, e il prezzo non è l’importo scritto in grande. Facciamo due conti su due cose diverse: una freebet con un requisito di quota alta, e un bonus legato a un versamento.
La freebet di William Hill: quanto vale davvero
Partiamo dai dati che l’operatore stesso pubblica. Una freebet da 5 € alla settimana, per la stagione di Serie A, fino a 100 € in totale, per chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e una quota totale minima di 10,0.
Una freebet ha una proprietà che va detta subito: la sua vincita non restituisce la puntata. Una freebet da 5 € giocata a quota 1,90 e vincente non paga 9,50 € come farebbe una puntata normale, paga 4,50 €, cioè il profitto senza la puntata. È il motivo per cui il valore di una freebet è sempre inferiore al suo importo nominale, e di quanto dipende da due cose: la quota a cui si gioca e il margine del mercato su cui la si gioca.
Prendiamo un mercato a due esiti a 1,90 e 1,90, che è il nostro esempio illustrativo. Con un payout intorno al 95 %, il valore medio di una freebet da 5 € sta intorno ai 2,25 € — un po’ meno della metà dell’importo nominale. È il valore medio su tante giocate, non una previsione su una singola: a volte la freebet non vince e vale zero, a volte vince e vale 4,50 €. Su un requisito di cinque eventi e quota totale minima 10,0, però, la freebet settimanale non si ottiene giocando quel mercato a due esiti: si ottiene giocando una multipla, e il suo valore medio va letto alla luce di quanto è costata.
Qui sta il punto. Le cinquanta sterline non esistono, esistono i venti euro minimi di multipla che servono ogni volta per accedere al premio. Se il valore medio di ciascuna freebet è poco più di due euro, e per averla si gioca sistematicamente un formato a cinque gambe, il conto non chiude dalla parte del giocatore. Il club non è un bonus che ti viene dato: è uno sconto condizionato su un prodotto che l’operatore vuole farti giocare.
Un’ultima cosa, che è la più importante e la più dimenticata: il valore medio di una freebet non dice nulla sulla probabilità che quella freebet vinca. È una media su tante giocate, non una promessa.
Il margine composto: che cosa succede quando le gambe si moltiplicano
Il secondo conto riguarda la struttura che ricorre in questa pagina e che nessuna promozione spiega. Ogni gamba di una multipla porta con sé il margine del suo mercato, e i margini si sommano lungo il biglietto invece di annullarsi.
Prendi un biglietto a due gambe, entrambe sul mercato principale di due eventi diversi, con il margine del 5 % ciascuna. Il biglietto paga due volte quel ricarico, e il margine complessivo supera il 9 %, non il 5 %. Aggiungi una terza gamba dello stesso tipo e si supera il 14 %. La progressione è il motivo per cui le quote alte sono così seducenti: il numero finale cresce insieme al costo, e il costo non si vede.
La stessa logica vale per My Combo, con un aggravante. Unendo più combo in un unico biglietto non si moltiplicano singoli pronostici, ma gruppi di pronostici che portano già ciascuno il proprio margine composto. Il prezzo unico che ne risulta è alto perché il costo è alto, e la quota maggiorata della Supercombo di Betfair va letta nella stessa chiave: il confronto sensato non è con la quota di una singola, è con la somma dei costi delle gambe che la compongono.
C’è anche un costo che non è aritmetico ed è quello del vincolo. Una multipla a cinque eventi con quota minima 10,0, come quella richiesta da William Hill, non è una giocata che uno farebbe se non ci fosse il premio: è un formato imposto dalla promozione. La differenza fra un requisito di puntata e una scelta di puntata non è contabile, è comportamentale, e vale più di due punti percentuali di margine.
Domande frequenti
Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?
Solo su eventi inseriti nel palinsesto che il concessionario predispone e che ADM approva, e un evento viene autorizzato singolarmente. Quali discipline il palinsesto contenga non è pubblicato come elenco, e gli esports non hanno una voce propria nella legge: la verifica pratica è il listino esposto dall’operatore.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si apre l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e si cerca il nome del brand o della società e il dominio, poi si confronta il numero di concessione con quello dichiarato nelle condizioni del sito. La concessione è per sito, non per azienda, e un nome sull’elenco non dimostra da solo un’offerta di scommesse sportive.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
La puntata si moltiplica per la quota: 10 € a 1,90 restituiscono 19 €, cioè 9 € di profitto netto oltre alla puntata. Nelle multiple le quote si moltiplicano fra loro in un unico prezzo. Sulle freebet il calcolo cambia, perché la vincita non restituisce la puntata.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si prendono gli inversi di tutte le quote dello stesso mercato, si sommano e si divide uno per quella somma: il risultato è la quota di giocato che torna indietro, e il margine è ciò che manca a cento. Su un mercato illustrativo a due esiti a 1,90 e 1,90 il payout sta intorno al 95 % e il margine intorno al 5 %.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade alla fonte sul concessionario. Diversa è la posizione delle vincite da siti non autorizzati o esteri, che secondo l’Agenzia delle Entrate andrebbero dichiarate come redditi diversi: conviene consultare un commercialista.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Al momento della registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, insieme ai limiti di ricarica, spesa e tempo di gioco. L’abbassamento ha effetto immediato, mentre l’innalzamento entra in vigore dopo sette giorni. La cifra che ADM fissa nella gara d’appalto non è pubblicata.
Due strade, e la scelta è del lettore
Chi arriva a questa pagina cercando le scommesse sugli esports trova, alla fine, una risposta che non assomiglia a quella che cercava. Non esiste un operatore specializzato negli esports con concessione italiana, non esiste un elenco pubblicato di quali competizioni digitali stiano nel palinsesto approvato, e nessuno dei dieci concessionari esaminati scrive nelle proprie condizioni di accettare scommesse su un torneo di videogiochi. Quello che esiste è un mercato regolato, con dieci operatori verificabili, un elenco pubblico di concessioni, strumenti di limitazione imposti dalla legge e un regime fiscale che scarica l’imposta sull’operatore.
Da questa fotografia escono due strade, e sono le stesse con cui questa pagina si è aperta.
La prima è il concessionario ADM, e conviene a chi vuole che i propri soldi stiano dentro un perimetro. Vuol dire un conto identificato, un limite di deposito scelto al momento dell’iscrizione e abbassabile in un secondo, l’iscrizione al RUA che vale su tutte le piattaforme autorizzate, un numero verde che risponde, una vincita che arriva netta e una controversia che si porta davanti a un’autorità italiana. Vuol dire anche listini costruiti sul calcio — e la possibilità concreta che il torneo che ti interessa non ci sia. Il prezzo della sicurezza è questa incertezza sul prodotto.
La seconda è il sito senza concessione, e conviene a chi considera l’esports una nicchia da giocare a ogni costo. Lì il listino c’è, spesso ampio e aggiornato, ma non c’è nulla di ciò che elencavo sopra: nessun collegamento al RUA, nessuna vigilanza italiana, nessuno strumento di limitazione che qualcuno ti obblighi a mettere a disposizione, un’esposizione al blocco DNS e alle sue copie speculari, e sul piano fiscale una dichiarazione da fare da solo secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate. E c’è la regola che ADM stessa cita, quella della legge 401 del 1989, che parla anche di arresto per chi partecipa a scommesse organizzate da operatori non concessionari.
Se dovessi dire dove mi metterei io, dopo aver passato in rassegna questi dieci profili, lo direi così. La concessione non è una formalità da spuntare: è la cosa che decide se un problema si risolve o si subisce, e il gioco d’azzardo è un’attività in cui i problemi arrivano. Poi, dentro il perimetro, la scelta si sposta su altro, e l’altro è il listino — perché è il listino, non lo slogan, a dire se il torneo che vuoi giocare esiste.
Il che riporta a una raccomandazione che non è una raccomandazione a scommettere, ma a guardare: prima di versare, apri il palinsesto e cerca la competizione. Se la trovi, hai la prova che cerchi. Se non la trovi, hai risparmiato il tempo di scoprirlo dopo. E se il craving degli esports è tale da non accettare un no, allora la questione non è più quale bookmaker scegliere: è cosa stai cercando davvero in una scommessa.
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