Scommesse sul cricket: le dieci piattaforme con concessione ADM e quello che offre ciascuna

Updated Ottobre 2026
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Il cricket è uno sport che in Italia quasi nessuno ha giocato e moltissimi hanno visto di sfuggita, di notte, su un canale che non sapevano di avere. Chi cerca dove puntarci si trova davanti a un problema pratico: nessun bookmaker italiano gli dice chiaramente quanto cricket tratti, e la lista che dovrebbe rispondere alla domanda — l’elenco ADM dei concessionari — non ha una colonna per i giochi. Il nome sull’elenco dimostra che quel sito è autorizzato a raccogliere gioco a distanza, non che tratti cricket.

Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino
Una squadra di cricket ha 11 giocatori.

Qui sotto ci sono dieci piattaforme autorizzate, ognuna con la sua concessione, ognuna con quello che le sue stesse condizioni e le sue schede dichiarano. Non è una classifica del cricket giocato: è il confronto fra dieci strade che portano nella stessa direzione e costano cose diverse.

Aggiornato al 31 Ottobre 2026, con le concessioni verificate sull’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza e i dettagli presi dalle condizioni e dalle schede dei singoli operatori.

Come si scelgono le dieci piattaforme e cosa vuol dire stare su quell’elenco

Il cricket non ha un campionato italiano, non ha una curva, non ha un derby. Chi vuole puntarci arriva dal calcio, o dal tennis, o da una notte insonne. E arriva con una domanda sola: su quale dei mille siti che compaiono cercando «scommesse cricket» posso fidarmi?

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
In un ODI ogni squadra batte per 50 over fissi.

La risposta italiana è più stretta di quanto sembri. Un bookmaker che serve giocatori italiani ha bisogno di una concessione ADM (ex AAMS) per il gioco a distanza. Non è una licenza generica: è un titolo assegnato per singolo sito, e il sito deve vivere su un dominio .it proprio. Questo dettaglio conta più di quanto la pubblicità lasci intendere, perché spezza una convinzione molto diffusa: che una concessione valga per un marchio. Vale per un indirizzo. Eurobet Italia S.r.l. possiede Eurobet, Bwin e Gioco Digitale, tre siti, tre righe diverse sull’elenco.

La selezione qui sotto è quindi un insieme di dieci siti con concessione, non un podio. Nessuno di questi dieci è «promosso» dal fatto di starci: la concessione dice che quel sito può raccogliere gioco in Italia, non che sia il posto giusto per un Test match a Perth. E l’insieme non esaurisce il mercato: altri concessionari esistono, e un marchio che non compare in questa lista non è per questo privo di concessione.

Il criterio di valutazione che uso è quello che un lettore può verificare da sé: il numero di concessione e la società concessionaria, quelli sì stampati nelle condizioni dell’operatore; poi quello che le condizioni e le schede dell’operatore dicono davvero sull’offerta sportiva; poi le condizioni che costano, cioè limiti, tempi, requisiti. Tutto il resto — la grafica, lo slogan, il colore del pulsante — non entra nel giudizio.

Per il cricket, in particolare, questo metodo ha un limite che va detto subito e una volta sola. Un bookmaker può avere la concessione per le scommesse sportive e un palinsesto di calcio, tennis e basket; trattare il cricket è una scelta commerciale, non un obbligo. Nessuno dei dieci siti recensiti dichiara nelle proprie schede un numero di mercati cricket, e la comparazione corretta non è chi ne ha di più — è chi ti dà gli strumenti per verificarlo prima di depositare.

Cosa distingue una concessione da un marchio conosciuto

Il marchio è quello che ricordi; la concessione è quella che ti copre. Sono due cose che viaggiano su binari diversi, e in Italia la seconda vale molto più della prima.

Una concessione ADM nasce da una gara pubblica, non da una licenza a sportello: si vince, non si compra. Il bando di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, tiene 52 righe con codici da 16000 a 16051. Tutti e dieci i siti qui recensiti portano un codice in quella fascia.

Il nome della società che compare accanto al codice quasi mai è il marchio. Bwin.it è Eurobet Italia. Lottomatica è Goldbet Better Organization Italy. Betsson e StarCasinò fanno capo ad Azzurri Limited. Il concessionario sta alla marca come il titolare del contatore sta al negozio con l’insegna. Quando una concessione viene verificata, si verifica il codice e la società, non la riconoscibilità del logo.

Questo è il primo punto in cui l’angolo della scelta si fa concreto. Un lettore che punta su un marchio noto perché «lo conosce» sta usando un criterio che non ha niente a che fare con la protezione che crede di avere. Uno che verifica il codice sulla riga dell’elenco sta usando quello giusto — ed è un controllo che richiede un minuto.

Il margine dentro una quota 1,90

Prima di guardare le dieci schede conviene fare i conti con l’unica cosa che ogni bookmaker nasconde a vista: il margine.

Un mercato a due esiti con quote 1,90 e 1,90 è l’esempio classico, non un prezzo che sto citando da un palinsesto. Se sommiamo gli inversi delle due quote — 1 diviso 1,90 più 1 diviso 1,90 — otteniamo circa 1,0526. Il payout di quel mercato è il reciproco, cioè 1 diviso 1,0526: circa 95,0 %. Il margine del bookmaker è la parte restante, circa 5 %. Tradotto per chi paga: su ogni 100 € puntati su quel mercato, il bookmaker ne tiene in media intorno ai 5 € e ne restituisce intorno ai 95 €, qualunque cosa accada sul campo.

Il numero va letto come una banda, non come una cifra esatta, perché ogni mercato ha le sue quote e ogni quota ha la sua sporcizia. Due esiti a 1,90 danno quel margine lì; due esiti a 1,80 ne danno uno parecchio più largo. Ma il punto non è la precisione al decimale: è che la quota non è mai il prezzo della probabilità. È il prezzo della probabilità più il compenso del bookmaker. E quando una piattaforma annuncia un mercato «a quota maggiorata», la domanda giusta non è quanto è aumentata, è quanto restava di margine attorno.

Per il cricket questo discorso pesa più che altrove. Un mercato sottile, con pochi scommettitori e molte variabili, tende ad avere margini più larghi di un 1X2 di Serie A, dove la concorrenza schiaccia i prezzi. Un bookmaker che tratta il cricket seriamente lo fa spesso su un numero ridotto di eventi — World Cup, grandi tornei internazionali — e su quelli il margine può anche essere decente. Su un match di contea inglese di martedì pomeriggio, quasi certamente no.

La normativa italiana: cosa copre una concessione e cosa lascia scoperto

La cornice legislativa è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, che riordina il settore dei giochi pubblici a distanza. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti in remoto con una concessione: alla lett. a) le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; alla lett. b) i totalizzatori sportivi e ippici; alla lett. c) l’ippica nazionale; alla lett. d) i giochi di abilità, di carte e quelli di sorte a quota fissa; alla lett. e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; alla lett. f) il bingo.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Negli ODI condizionati dalla pioggia il metodo Duckworth-Lewis-Stern di solito stabilisce il bersaglio o il risultato.

L’art. 6, comma 3 dice che i vincitori della gara possono gestirne uno o più per non più di nove anni, senza rinnovo. I requisiti includono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che ADM fissa nel bando (art. 6, comma 5). Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3).

Questa architettura spiega perché l’angolo della scelta non è retorico. Una concessione non è una medaglia: è un contratto a termine, assegnato per sito, con un pacchetto di giochi autorizzati che può essere parziale. Un concessionario può detenere in qualunque combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, all’exchange e al bingo. E qui sta la trappola più comune: il nome sull’elenco non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive. Quel che lo dimostra è il sito dell’operatore e la sua app, non l’elenco.

Il palinsesto è la parte che decide per te

C’è una parola che in Italia vale più di qualunque bonus, e nessuno la mette nelle inserzioni: palinsesto.

L’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il palinsesto come il programma degli eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e dei tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM. La conseguenza è secca: si può prendere una giocata solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato, e ADM aggiunge gli eventi uno per uno.

Uno per uno. È qui che il cricket incontra il suo primo ostacolo italiano, e non c’entra niente la popolarità dello sport. Un torneo internazionale entra nel palinsesto quando ADM lo autorizza, e il ritardo fra la pubblicazione del calendario e l’apertura del mercato può essere la differenza fra puntare su una partita e guardarla e basta. Nel settembre 2026 ADM ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore: un esempio di quanto l’autorizzazione sia un passaggio singolo e nominato, non una categoria che si apre da sé.

Fuori dal palinsesto, per il giocatore, non c’è niente da fare: non è una questione di quota, è una questione di cosa il concessionario è autorizzato a prendere.

Per il resto delle cose che si possono giocare, la situazione è altrettanto puntuale. Le scommesse a quota fissa sono il prodotto centrale e la legge prevede anche il totalizzatore, ma se qualche marchio online offra totalizzatori sportivi non risulta. Gli eventi simulati sono definiti dall’art. 2, lett. v) come eventi sportivi, ippici e altri generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato, ammessi dentro una concessione per le scommesse sportive, e i siti degli operatori tengono una sezione «Virtuali». L’ippica è due cose separate: le scommesse sulle corse di cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a); i giochi di ippica nazionale (art. 6, comma 1, lett. c; art. 2, lett. h: vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté) richiedono una concessione propria, e se un marchio offra online i totalizzatori di ippica nazionale non risulta.

Il live è un altro capitolo. Le scommesse live sono offerte da ogni grande operatore, ma le regole di ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi non risultano, e non esiste qui un elenco dei mercati live. Il betting exchange, cioè il punta e banca, è un gioco a sé (art. 6, comma 1, lett. e; art. 2, lett. u): il giocatore può fare la parte dello scommettitore o del banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair risulta indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi con passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che il giocatore non deve nulla sulle vincite perché il prelievo grava sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non risulta.

C’è anche un provvedimento di un direttore di ADM su scommesse e minori, che richiama il DM 111/2006, il cui contenuto non risulta. Sugli esports, se il palinsesto li comprenda, non risulta nulla. E non risulta nemmeno un tetto statutario in euro alle puntate nelle scommesse sportive: gli strumenti che vincolano davvero sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito che sceglie in registrazione.

Deposito, prelievo e ricarica: chi tiene i tuoi soldi e come

Il denaro che entra nel conto di gioco passa per canali precisi, e vale la pena sapere quali.

L’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i punti vendita ricariche. ADM tiene un registro di questi punti — tabaccherie, ricevitorie — e la loro funzione è stretta: ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti, fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né erogare il saldo. L’iscrizione al registro costa 100 € l’anno al punto vendita.

I binari che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM sono carte, PostePay e altre carte prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria come SisalPay e Mooney. Ogni singolo operatore ha la sua lista nelle proprie condizioni, e quella lista è l’unica che conta davvero: fra un sito che accetta Satispay e uno che non lo accetta, per chi ricarica dal telefono, c’è una differenza pratica che nessuna comparazione generica cattura.

Sul fronte più discusso, quello delle criptovalute, la posizione presso i concessionari ADM è aperta e non risulta una norma che nomini binari approvati. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; la data di entrata in vigore non risulta confermata.

Quello che l’Italia non tassa a te (ma solo se il concessionario è italiano)

Qui la scelta fra una strada e l’altra smette di essere una questione di gusti e diventa una questione di conto corrente, o di dichiarazione dei redditi.

L’operatore paga l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non risulta confermato): 20,5 % se incassata sulla rete fisica e 24,5 % se incassata a distanza, calcolata sulla differenza fra le puntate e le vincite, come riporta la stampa di settore. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, contro il 43 % e il 47 % di prima. Le giocate su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo incassato al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non risulta.

Per il giocatore la conseguenza è questa: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a chi le incassa e non si dichiarano, perché il prelievo grava sul concessionario, che versa alla fonte. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi in caso di dubbio conviene consultare un commercialista.

Il quadro cambia completamente fuori da quel perimetro. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» (art. 67, comma 1, lett. d, TUIR), anche per siti registrati od ospitati all’estero, imponibili ai sensi dell’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non risulta, e la posizione va scritta per quello che è: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

C’è una seconda differenza, ancora più concreta, che riguarda il momento in cui qualcosa va storto. Uno sportivo che punta su un sito senza concessione non ha un registro unico che lo protegga, non ha la vigilanza di ADM, non ha i limiti obbligatori e non ha un foro italiano dove litigare. Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga la lista dei siti legali legati ai concessionari e la lista dei siti con accesso inibito, entrambe pubbliche sui siti di ADM e della Guardia di Finanza, con sanzioni da 30.000 € a 180.000 € per violazione a carico dei fornitori di accesso a internet e di servizi di pagamento che disattendono un ordine di ADM. I domini inibiti vengono reindirizzati a una pagina di avviso.

Il blocco lavora a livello DNS e qualche fornitore è più lento di altri. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, secondo quanto riportato dalla stampa di settore sull’ordine del 24 settembre 2025; gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola esatta per l’esito è «oscurati», e descrive bene la natura del fenomeno: qualcosa che sparisce e torna.

Sul fronte penale, l’art. 4 della Legge 13 dicembre 1989, n. 401, come lo cita ADM il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e — questo è il punto che quasi nessun articolo riporta — anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. È la regola lato giocatore per come ADM stesso la enuncia. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un giocatore non risultano. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando sono accettate all’estero.

Vale la pena dirlo senza girarci intorno, perché è la scelta più asimmetrica dell’intera vicenda: un concessionario ADM porta il RUA, la vigilanza, gli strumenti obbligatori di limite e un foro italiano; un marchio .com senza licenza non porta nulla di tutto questo, è esposto al blocco DNS e, per come ADM enuncia la norma, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. Esistono siti offshore che accettano giocatori italiani e compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere, che in Italia non hanno alcun valore.

Pubblicità vietata, bonus consentiti: il paradosso del Decreto Dignità

C’è una contraddizione che vale la pena guardare in faccia, perché cambia il modo in cui si legge qualunque comunicazione di un bookmaker.

Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore. ADM lo cita il 28 febbraio 2024 nella sua formulazione integrale: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». AGCOM la fa rispettare, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Lo stesso decreto promuove però la pubblicità del gioco pubblico che serva al gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario di veicolare messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). ADM aggiunge che la pubblicità di operatori privi di concessione può attirare provvedimenti di AGCOM sui mezzi che la ospitano.

L’applicazione, nel 2025 e nel 2026, è meno lineare di quanto il testo suggerisca. Secondo quanto riportato dalla stampa di settore, AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; e pendono due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea, C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. È stata proposta, non è legge, una modifica di Forza Italia alla legge di bilancio per il 2026 volta a rimuovere il divieto per la pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni: l’esito non risulta, e alla data di verifica il divieto è in vigore.

Il paradosso è tutto qui: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. «Bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, e nessun tetto statutario al bonus né al rigioco risulta previsto. Quindi importi, requisiti di puntata e quote minime vengono dalle condizioni di ciascun operatore — ed è esattamente lì che bisogna andare a leggere. Da una parte lo Stato ti vieta di vederti reclamizzare un bonus in televisione; dall’altra l’unica fonte che ti dice quanto quel bonus costa è la pagina dei termini che nessuno ti obbliga a pubblicizzare.

Gioco responsabile: la scelta di quanto rischi, prima di sapere cosa scegli

C’è una regola che in Italia sorprende chi arriva da altri mercati: gli strumenti di tutela non sono un servizio facoltativo che un operatore virtuoso mette a disposizione, sono condizioni della concessione. La differenza non è teorica. Un sito senza concessione non è collegato al RUA.

L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede una serie di strumenti: alla lett. a) gli autolimiti su tempo, spesa e perdita; alla lett. b) i limiti sulle somme depositate in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore, secondo protocolli approvati da ADM; alla lett. c) i messaggi automatici su durata e spesa; alla lett. e) gli strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; alla lett. f) un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.

All’atto della registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale in fase di iscrizione, un abbassamento che ha effetto immediato e un’attesa di sette giorni per alzare un limite. Il valore del limite di deposito che ADM fissa nel bando non risulta.

L’autoesclusione è la parte che conviene capire fino in fondo, perché è l’unica che non si revoca con un clic. Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca tutte le piattaforme online con concessione ADM e le sale fisiche. L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore; una testata di settore riporta che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026, e periodi e forme sono quelli che le condizioni degli operatori e la pagina di ADM indicano. I siti senza concessione non sono collegati al RUA: un giocatore autoescluso lì non è protetto.

Infine l’art. 15, comma 2 impone a ciascun concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È un numero piccolo in apparenza e non lo è: è una cifra calcolata sui ricavi, non sulle spese pubblicitarie.

I limiti li scrive il giocatore, e la concessione li rende obbligatori

Il titolo di questa parte è la tesi di tutto il capitolo. In Italia il vincolo operativo sul gioco non è un tetto statale alle puntate — che non risulta esistere — ma la somma di ciò che il giocatore imposta e di ciò che il concessionario è obbligato a chiedergli.

Il momento in cui tutto avviene è la registrazione, che è anche il momento in cui l’identità diventa un requisito, non una formalità. Un conto di gioco richiede l’identificazione completa. L’età è fissata a 18 anni: l’art. 3, comma 1, lett. a) nomina la «tutela dei minori di età» fra i principi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18. Senza SPID il conto deve essere validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori.

Il SPID e la CIE sono fra i metodi di identificazione che alcuni operatori offrono accanto alla registrazione classica. È una differenza che vale più di quanto sembri per chi apre il conto di fretta: un conto aperto senza SPID porta con sé un conto alla rovescia di trenta giorni che, se scade, blocca i soldi in uscita. Non è un dettaglio amministrativo, è la differenza fra un prelievo che arriva e uno che non arriva.

A questo punto la scelta fra i dieci si sposta su un piano che non ha niente a che vedere con le quote. Un operatore che ti chiede SPID o CIE, che ti fa impostare i limiti in registrazione e che ti mostra il limite settimanale prima del primo deposito ti sta costando qualche minuto; un operatore che ti fa registrare in trenta secondi e non ti parla di limiti ti sta costando la possibilità di scoprire, tre mesi dopo, che avresti voluto averne uno. Nessuno dei due è illegale. Solo uno dei due è fatto per te se sai già che il cricket, di notte, è un gioco che tira.

Cosa è il cricket e come si legge un match prima di puntarci

Qui si arriva al punto che rende il cricket un caso a parte nel palinsesto italiano: pochissimi scommettitori sanno leggere una partita.

Una squadra di cricket ha 11 giocatori. I tre formati internazionali sono i Test match, i One Day International (ODI) e il Twenty20 (T20), e ognuno ha una struttura diversa.

Un Test match dura fino a cinque giorni con al massimo quattro inning in totale, massimo due per squadra. Sono previsti almeno novanta over al giorno, e un incontro che nessuna delle due squadre vince è un pareggio.

In un ODI ogni squadra batte per 50 over fissi. Se il punteggio è pari quando la squadra che insegue è tutta eliminata o ha finito gli over, l’incontro è un pareggio, in inglese tie. Negli ODI condizionati dalla pioggia il metodo Duckworth-Lewis-Stern di solito stabilisce il bersaglio o il risultato; se si giocano troppi pochi over, di solito 20, l’incontro è dichiarato senza risultato.

Nel Twenty20 ogni squadra batte per un massimo di 20 over, cioè 120 lanci regolari; un lanciatore può lanciare al massimo quattro over, e un incontro in parità si decide con un super over.

Il governo dello sport è dell’International Cricket Council (ICC). Dodici membri effettivi hanno lo status di Test, e il World Test Championship ha iniziato la sua stagione inaugurale nel 2019.

Perché tutto questo conta prima di guardare un bookmaker? Perché il pareggio esiste, e non è raro come nel calcio. Un mercato 1X2 sul cricket ha tre esiti reali, non tre esiti di cui uno è una formalità. E perché il metodo Duckworth-Lewis-Stern può cambiare il bersaglio a partita in corso: una scommessa sul vincitore fatta prima della pioggia e una fatta dopo non sono la stessa scommessa, e le condizioni che regolano la seconda stanno nelle condizioni dell’operatore, non in quelle della prima.

Il calendario recente ha una data che vale la pena tenere a mente. L’India ha vinto la ICC Men’s T20 World Cup 2026, che si è giocata dal 7 febbraio all’8 marzo 2026, organizzata congiuntamente da India e Sri Lanka con 20 squadre, battendo la Nuova Zelanda di 96 run in finale. Un torneo così è il tipo di evento su cui un palinsesto italiano può costruire un’offerta: date fisse, partecipanti noti in anticipo, attenzione internazionale. È anche il tipo di evento su cui la finestra di autorizzazione di ADM conta più che altrove, perché il torneo sta in calendario per un mese e poi sparisce per anni.

Quali competizioni entrano davvero nel palinsesto approvato

La risposta onesta è che nessuno dei dieci siti recensiti dichiara nelle proprie schede quante competizioni di cricket tratti, e questo è un fatto, non una scusa. Ma il modo in cui un operatore costruisce la propria offerta dice molto su come tratterà uno sport di nicchia.

La logica è quella già vista: il cricket non entra per diritto, entra per autorizzazione e per scelta commerciale. Le competizioni che hanno più probabilità di stare in un palinsesto sono quelle con le caratteristiche del torneo citato sopra — finestre definite, squadre nazionali, copertura televisiva internazionale. Il World Test Championship, che ha una classifica continuativa, è un’altra categoria: una competizione che dura mesi e produce molti incontri ha senso per una piattaforma, ma richiede che ADM autorizzi gli eventi singolarmente.

Per chi cerca il cricket in un bookmaker italiano, la procedura pratica è più utile di qualunque elenco: aprire la sezione sportiva del sito, cercare la voce cricket, e guardare due cose — quanti eventi sono aperti oggi e quanti sono aperti fra una settimana. Un bookmaker che ha tre partite in programma oggi e nessuna fra sette giorni tratta il cricket in modo opportunistico. Uno che ne ha in entrambe le finestre lo segue.

Un’ultima nota sui formati, che vale come avvertenza. Un Test match che dura cinque giorni e può finire in pareggio non è un evento su cui ragionare con la testa di chi punta su una partita di calcio che finisce in novanta minuti più recupero. Il mercato del pareggio in un T20, dove un super over decide la partita, si comporta diversamente dal mercato del pareggio in un ODI, dove quindici minuti di pioggia possono riscrivere il punteggio-obiettivo. Chi punta senza sapere in quale formato si gioca sta scommettendo su qualcosa che non ha ancora identificato.

Le dieci piattaforme con concessione ADM, una per una

Qui sotto i dieci siti, nell’ordine dato dalla sequenza delle concessioni come sono state elencate, ognuno con il numero di concessione, la società concessionaria e quello che le sue condizioni o le sue schede dichiarano sull’offerta.

Brand Concessione ADM e concessionario Cosa dichiarano le condizioni dell’operatore sull’offerta
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali e partenze ogni 2 minuti; mercati 1X2, combo bet e marcatori; live score
Lottomatica n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Scommesse su Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per giocare live
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live
Goldbet n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a. Campionati nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga), Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, più la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited Scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto a slot e Live Casinò
BetFlag n. 16008, Betflag S.p.a. Apertura conto anche tramite SPID e CIE accanto alla registrazione classica; Welcome Bonus Sport pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Palinsesto dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv, reality show) e di politica
William Hill n. 16044, William Hill Malta Plc Extra Bet Club: freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, per chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0

La tabella va letta per quello che è: la colonna di destra riporta ciò che gli operatori dichiarano nelle proprie condizioni e nelle proprie schede, non una misura della profondità dell’offerta. Un nome che non compare fra gli sport elencati non significa che quello sport sia assente; significa che quella piattaforma, in quel documento, non lo nomina.

NetWin: virtuali ogni due minuti, cricket non pervenuto

La concessione è la n. 16035, intestata a Netwin Italia S.p.a., su NetWin. L’app dichiara scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori, e live score.

Undici discipline più gli esports. Il cricket non è nell’elenco, e l’elenco è lungo abbastanza da rendere l’assenza significativa: non è una lista corta che lascia spazio a tutto il resto.

Quello che NetWin ha, e che per certi versi è la cosa più interessante della sua scheda, è la macchina dei virtuali. Centinaia di eventi con partenze ogni due minuti sono un prodotto che vive di volumi e di risoluzione immediata: non si guarda, si gioca. È un’offerta che parla a chi vuole azione continua e non a chi vuole seguire un Test match che va avanti cinque giorni.

Il giudizio, allora, è semplice e non ha bisogno di giri di parole: se il cricket è quello che cerchi, questa scheda te lo dice senza dirtelo, perché l’elenco degli sport è tutto ciò che ha da offrire e il cricket non c’è. Chi invece gioca per riempire una serata e apprezza i virtuali con cadenza fitta trova qui esattamente quello che cerca, con una concessione in regola e un’app che fa quello che promette.

Lottomatica: streaming in tempo reale e una concessione che vale doppio

Concessione n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a., su Lottomatica.it.

La scheda dell’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.

Il dettaglio della società concessionaria è la cosa da guardare per prima, perché è lo stesso soggetto dietro la concessione n. 16009, quella di Goldbet. Due siti, due concessioni, un’unica società. Per il giocatore cambia una cosa sola, ma cambia davvero: il titolare del trattamento dei dati e il soggetto con cui si instaura il rapporto contrattuale sono gli stessi, e le condizioni dei due marchi vanno lette come documenti che nascono dalla stessa scrivania.

Sul prodotto sportivo, la scheda è costruita intorno allo streaming: quote e risultati in tempo reale più diretta per giocare live seguendo la partita. È l’offerta tipica della piattaforma che punta sul calcio e sugli eventi dove la diretta esiste. Il cricket, dove la copertura video in Italia è rara, si adatta male a questa architettura.

Il punto critico è quindi il rapporto fra lo streaming come prodotto e il cricket come sport: una piattaforma costruita per farti guardare mentre giochi vive di eventi che trasmette. Il valore per un appassionato di cricket dipende dal fatto che quegli eventi siano in diretta da qualche parte, e la risposta pratica sta nel palinsesto, non nella scheda. Chi cerca il calcio, il tennis o la Formula 1 con la diretta accanto trova una proposta coerente; chi cerca una partita di cricket di notte probabilmente si troverà a leggere un risultato in tempo reale senza video, che è un’esperienza diversa.

bet365: il partner globale della Champions e l’ippica accanto ai Test

Concessione n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc, su bet365.

La scheda si apre con un titolo che nessun altro dei dieci porta: Official Global Betting Partner della UEFA Champions League. L’offerta elencata copre Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.

C’è una ragione per cui questa è la scheda che leggo con più attenzione quando il discorso è il cricket, e non è il calcio. È la combinazione di tre elementi: un operatore abituato a sport anglosassoni, che mette l’ippica nell’elenco insieme al golf e alle freccette, e che opera su un mercato dove ADM autorizza gli eventi a uno a uno. Nel settembre 2026 ADM ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore: il primo partner su un’autorizzazione singola.

Questo non è un dato sul cricket, ed è importante non leggerlo come se lo fosse. È un dato sul modo in cui questa piattaforma si muove rispetto alle autorizzazioni di evento: sta davanti, non aspetta.

Nella sua scheda compare anche il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22, accanto a periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione. È il tipo di dettaglio che non finisce mai nei confronti fra bookmaker e che dice più di uno slogan sulla serietà di un operatore.

Il giudizio è che questa è la scheda con il profilo più adatto a chi cerca uno sport che in Italia non è di casa: una piattaforma con un catalogo internazionale, una presenza dichiarata su competizioni estere e una storia di partnership che la porta a essere presente quando un evento nuovo entra nel palinsesto. Resta vero quello che vale per tutti: nessuna scheda qui dichiara quanti mercati cricket offra.

Goldbet: cinque tipi di giocata e un bonus che non c’è più da cercare

Concessione n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a., su Goldbet.

L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.

Cinque tipi di giocata, dalla singola al sistema, sono la struttura dell’offerta e non un elenco di mercati. Vale la pena distinguerli perché sono cose diverse per chi punta: la singola è una scelta, la multipla è una scommessa sulla correlazione, il sistema è una costruzione che moltiplica le combinazioni a costo di quote complessive più basse. Chi arriva dal cricket e vuole sperimentare un mercato che non conosce trova nella struttura del sistema la possibilità di distribuire il rischio su più esiti, che su uno sport nuovo è una forma di cautela ragionevole.

La formula «su tutti i campionati di calcio e su altri sport» è la più generica delle dieci e va presa per quello che è: dichiara una copertura ampia senza enumerarla. Non è un difetto di per sé, ma è la ragione per cui su questa scheda la verifica tocca al giocatore.

La cosa da notare è la società concessionaria. Goldbet Better Organization Italy S.p.a. è lo stesso soggetto dietro la concessione n. 16010 di Lottomatica, e Goldbet è il nome che sta nella ragione sociale stessa. Chi vuole leggere le condizioni del rapporto contrattuale le trova quindi in due posti, e sono due posti della stessa scrivania.

Il giudizio: questa è la scheda per chi conosce già come vuole costruire la giocata e cerca la struttura, non il catalogo. Chi ha bisogno di vedere l’elenco degli sport prima di decidere troverà qui meno di quanto cerca; chi sa già che vuole una multipla a cinque eventi sul cricket, se il mercato esiste, trova gli strumenti per comporla.

Planetwin365: più di venti discipline e il calcio che si mangia la scena

Concessione n. 16007, Pwo S.p.a., su Planetwin365.

L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

Il numero dichiarato è il più alto delle dieci schede: più di 20 tipologie di sport. È un dato che vale la pena pesare correttamente, perché la sua ampiezza è anche il suo problema. Un catalogo costruito su venti discipline più un elenco di calcio lungo cinque righe e tre competizioni europee per esteso è un catalogo che vive di calcio e di tutto il resto in proporzione. Il cricket, se c’è, occupa la posizione che occupano le discipline che non stanno nelle prime righe.

La parte interessante è la profondità sul calcio italiano: Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C. La Serie C non compare in nessun’altra delle schede qui sopra, e dice molto su dove l’operatore mette i suoi sforzi di palinsesto — in un mercato domestico, capillare, con eventi autorizzati e ricorrenti.

Per un lettore questo si traduce in un profilo preciso: la piattaforma con la copertura più larga in teoria è anche quella con la concentrazione più stretta in pratica. Chi punta quasi sempre sul calcio italiano trova qui il catalogo più profondo; chi cerca un Test match che si gioca a dodici fusi di distanza deve verificare da sé, perché una lista di oltre venti discipline non è una promessa su nessuna di esse in particolare.

Betfair: il punta e banca e una quota maggiorata che va misurata

Concessione n. 16028, Betfair Italia S.r.l., su Betfair.

La scheda dell’app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.

Questa è la scheda che merita più attenzione di tutte per un motivo che sta nella struttura legale, non nella pubblicità: Betfair Italia S.r.l. è la concessione n. 16028, ed è descritta come la prima piattaforma di betting exchange in Italia. Il punta e banca è un gioco autorizzato a sé stante, previsto dall’art. 6, comma 1, lett. e) e definito dall’art. 2, lett. u) del D.Lgs. 41/2024: il giocatore può fare la parte dello scommettitore o del banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima.

Perché conta per il cricket? Perché su un mercato sottile il meccanismo dello scambio cambia la natura del problema. In un bookmaker tradizionale, se vuoi un prezzo su un esito che nessuno ha ancora quotato con criterio, prendi quello che c’è. In un exchange il prezzo lo fanno le offerte degli altri, e su un evento con pochi partecipanti quel prezzo può essere peggiore o migliore di quello del bookmaker, a seconda di chi si presenta. La documentazione di Betfair risulta indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi con passi da 50 centesimi.

Sulle tasse, un articolo di stampa del 2024 riferisce che il giocatore non deve nulla sulle vincite, perché il prelievo grava sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non risulta.

La clausola della Supercombo — combo e mercati unici «a quote maggiorate» — è il punto su cui vale la pena applicare il ragionamento sul margine fatto all’inizio. Una quota maggiorata rispetto a cosa? Rispetto alla quota che quel mercato avrebbe avuto senza la promozione, evidentemente. Non è un margine più basso; è un prezzo che viene pubblicizzato come tale. Su un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90, il payout era intorno al 95 % e il margine intorno al 5 %; una maggiorazione su un mercato combinato non promette nulla su quanto resti attorno. È il tipo di dettaglio che chi punta su un mercato esotico farebbe bene a controllare con l’aritmetica prima che con l’entusiasmo.

Il giudizio: questa è la scheda con la struttura più interessante per chi vuole un prezzo fatto dal mercato invece che dal banco, e con l’avvertenza che su un mercato poco frequentato il prezzo del mercato può essere peggiore di quello del banco. Chi cerca un exchange perché crede che lì si paghi sempre meno margine sta assumendo qualcosa che dipende da quanta gente partecipa.

StarCasinò: concessione sul casinò, sport accanto

Concessione n. 16026, Azzurri Limited, su Starcasino.it.

La scheda permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

La cosa che va detta per prima è la società concessionaria: Azzurri Limited. È lo stesso soggetto dietro Betsson.it, secondo l’elenco. Non è il marchio che uno si aspetta quando legge «StarCasinò», ed è esattamente il motivo per cui il numero di concessione conta più del logo: due siti diversi, un solo concessionario.

La seconda cosa è la struttura dichiarata dell’offerta. Il nome del marchio dice casinò; la scheda dice casinò e sport. Non è una piattaforma sportiva con un casinò dentro, è l’opposto. Per un giocatore che cerca il cricket questo cambia la lettura: si sta guardando una sezione, non un prodotto centrale.

«Le principali tipologie di scommessa sportiva» è la formula più vaga fra le dieci schede, e non offre appigli: non ci sono sport elencati, non ci sono mercati nominati. Non c’è modo, leggendo, di sapere se il cricket rientri nelle tipologie principali o no.

Il giudizio, per quello che la scheda permette di dire: questa è la scheda giusta per chi cerca un casinò con una scommessa sportiva accanto e non ha un’aspettativa precisa su un singolo sport. Chi ha un interesse specifico e poco diffuso come il cricket deve andare a guardare il palinsesto direttamente, perché la descrizione di questa offerta non lo copre e non promette di coprirlo.

BetFlag: SPID, CIE e un bonus al 100 % fino a 5.000 €

Concessione n. 16008, Betflag S.p.a., su BetFlag.

Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Sul fronte promozionale, il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €.

Cominciamo dal bonus, perché è la cifra più appariscente di tutta la pagina. «100 % del primo deposito» è la formula che ogni bookmaker del mondo usa, e vale la pena smontarla con precisione. Non è un raddoppio del capitale disponibile: è un credito accreditato su saldo, quindi giocabile, fino a un tetto di 5.000 €. Un tetto così alto è progettato per non mordere mai — chi deposita 50 € riceve un bonus da 50 €, e il 5.000 € non entra nella vicenda. Dal deposito in poi si gioca con un credito che ha le regole che l’operatore stabilisce, e quelle regole stanno nelle condizioni, non nella riga della promozione.

Più interessante per un discorso sulla scelta è il capitolo dell’identificazione. SPID e CIE accanto alla registrazione classica è la descrizione più esplicita delle dieci: significa che si può aprire il conto con un’identità digitale già validata, senza la procedura del documento caricato e senza il conto alla rovescia dei 30 giorni che scatta quando il conto viene aperto senza SPID.

Il giudizio cade qui: questa è la scheda con l’ingresso più pulito per chi vuole aprire un conto senza passare per il caricamento di un documento e senza il rischio di ritrovarsi i prelievi bloccati dopo un mese di inattività dell’identificazione. Il bonus è la parte che pesa di meno, e va letto per il tipo che è: un credito su saldo fino a un tetto, non una somma che finisce nel portafoglio.

Eurobet: dai mercati sportivi alle elezioni politiche

Concessione n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, su Eurobet.it.

La scheda offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni).

Nessun’altra delle dieci schede arriva alle elezioni. È il palinsesto più estroso della compagnia, e per un lettore che cerca il cricket è un segnale che vale la pena interpretare con attenzione, nei due sensi.

Nel senso favorevole: una piattaforma che quota gli scacchi, il ciclismo, il rugby e le elezioni è una piattaforma la cui logica di palinsesto non è quella del calcio più il minimo indispensabile. È la logica della copertura, che di solito va incontro a chi cerca uno sport fuori dal recinto dei tre o quattro più seguiti. Gli scacchi, in particolare, sono una nicchia scommessa dalla nicchia ancora più stretta del cricket.

Nel senso sfavorevole: un palinsesto che si estende dalla Formula 1 alle elezioni politiche è anche un palinsesto dove ogni singola voce ha una profondità limitata. Non c’è modo di sapere, leggendo, quanto cricket ci sia dentro.

C’è anche un dettaglio societario che vale per chi confronta le condizioni. Eurobet Italia S.r.l. è anche il concessionario dietro Bwin.it e giocodigitale.it, secondo l’elenco: tre siti, una società, tre righe. Un lettore che confronta le condizioni di Eurobet con quelle di un altro marchio dello stesso gruppo non sta confrontando due operatori indipendenti, e vale la pena saperlo prima di considerare la diversificazione come una strategia.

William Hill: la freebet da 5 € che chiede una multipla a quota 10

Concessione n. 16044, William Hill Malta Plc, su William Hill.

L’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0.

Questa è la scheda più interessante delle dieci sotto il profilo dell’aritmetica delle promozioni, e vale la pena smontarla.

Cinque eventi in una sola multipla. Quota totale minima 10.0, cioè almeno 10 volte la puntata. Puntata minima 20 €. Un tetto di 100 €, che corrisponde a venti settimane di freebet da 5 €, cioè più o meno la durata di una stagione di Serie A.

Il punto che nessuna pubblicità dice è la struttura della richiesta: una multipla a cinque eventi con quota totale minima 10.0 non è una scommessa, è un requisito di costruzione. Cinque esiti concatenati hanno una probabilità congiunta molto più bassa di ciascuno dei cinque presi singolarmente, e la quota minima di 10.0 è lì per garantire che la multipla abbia il profilo giusto per il bookmaker. Chi vuole il premio deve accettare quella struttura, che è il contrario di una singola su un mercato che si conosce.

La freebet da 5 €, quando arriva, vale anche meno di 5 €, per il motivo che vale per ogni freebet: la puntata non viene restituita con la vincita. Una freebet giocata a quota 2.00 non restituisce 10 €, ne restituisce 5 €, perché i 5 € di stake non tornano indietro. Ed è una freebet settimanale, quindi replicata venti volte: il valore complessivo nel caso migliore è inferiore ai 100 € che il tetto suggerisce.

Il giudizio: questa è la scheda per chi gioca già multiple da cinque eventi e non deve cambiare abitudini per accedere al premio. Chi gioca singole, o multiple piccole, dovrebbe costruire una giocata che non avrebbe mai fatto per incassare una freebet settimanale da 5 €, ed è il tipo di scambio in cui il bookmaker ha già vinto in partenza.

Il margine, la freebet e il bonus: tre conti che cambiano la scelta

Le tre schede con un premio dichiarato — BetFlag con il 100 % del primo deposito fino a 5.000 €, William Hill con la freebet settimanale da 5 €, e in generale ogni bonus di benvenuto del mercato — si giudicano con tre conti diversi, e conviene tenerli separati.

Il primo conto è quello del margine, già visto: due esiti a 1,90 danno un payout intorno al 95 % e un margine intorno al 5 %. È un numero di mercato, non di promozione, e vale per ogni puntata che fai mentre stai soddisfacendo un requisito, non solo per la prima.

Il secondo conto è quello della freebet. Per una freebet il cui stake non viene restituito, il valore è l’importo della freebet moltiplicato per (quota meno 1) diviso la quota, per il payout di quel mercato. Una freebet da 5 € giocata a quota 2,00 su un mercato con payout intorno al 95 % vale in media poco più di 2,20 €: cinque per (2,00 meno 1) diviso 2,00 fa 2,50, e su questo va applicato il payout del mercato, che lo porta a circa 2,38 €. È quello che l’offerta vale in media, non quello che vince: nel caso in cui la giocata passa, la freebet da 5 € a quota 2,00 restituisce 10 €, dei quali 5 € sono il profitto e i 5 € iniziali non sono mai stati tuoi.

Il terzo conto è quello che i bonus di deposito richiedono in termini di giocate. Per un bonus soggetto a requisiti di puntata, il volume richiesto è la base del bonus moltiplicata per il fattore di rigioco, e il numero di giocate necessarie è quel volume diviso la puntata per giocata; contano solo le giocate pari o sopra la quota minima. È la ragione per cui il 100 % del primo deposito di BetFlag non è un raddoppio: il credito che ricevi ha una condizione sul volume da giocare, e finché quella condizione non è soddisfatta il credito non è tuo.

La conseguenza pratica dei tre conti è che la scelta fra le schede non si fa sul numero più grande. Si fa su quale condizione riesci a soddisfare senza cambiare il modo in cui giochi. Chi gioca multiple a cinque eventi con quota totale sopra 10.0 trova nella freebet settimanale di William Hill una promozione che si incastra nella sua abitudine. Chi apre il conto per la prima volta e vuole il percorso di identificazione più rapido trova in BetFlag la cosa che gli serve davvero, e il bonus è un contorno. Chi punta su mercati sottili come il cricket, dove il margine tende a essere più largo, dovrebbe guardare prima al payout del mercato che al premio: su un mercato con payout all’88 %, qualunque freebet vale meno di quanto vale su un mercato al 95 %, perché la formula del valore contiene il payout.

Questo è il senso dell’angolo scelto per questa pagina. Non c’è una strada migliore in assoluto fra le dieci; c’è una strada migliore per il modo in cui giochi. E il cricket, con i suoi mercati stretti e i suoi formati complicati, è il caso in cui quella differenza si sente di più.

Domande frequenti

Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?

Solo sugli eventi che stanno nel palinsesto approvato da ADM, definito dall’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 come il programma di eventi e tipi di giocata predisposto dal concessionario. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: un torneo entra quando viene autorizzato, non quando entra in calendario.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si legge l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM: 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. La concessione è per sito, non per marchio, e l’operatore dichiara numero e società concessionaria nelle proprie condizioni.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota, e il profitto netto è la puntata moltiplicata per la quota meno 1. Puntando 10 € a quota 1,85 il ritorno è 18,50 € e il profitto 8,50 €. In una multipla le quote delle singole giocate si moltiplicano in un unico prezzo.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano gli inversi di tutte le quote dello stesso mercato e si prende il reciproco: quello è il payout. Su un mercato a due esiti con quote 1,90 e 1,90 il payout è intorno al 95 % e il margine, cioè la parte restante, intorno al 5 %.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché l’imposta unica grava sul concessionario. Fuori da quel perimetro l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le tratta come redditi diversi da dichiarare.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Un abbassamento ha effetto immediato, mentre per alzare un limite occorre attendere sette giorni. Il valore del limite che ADM fissa nel bando di gara non risulta definito.

Chi sceglie cosa: una posizione, non un podio

Dieci concessioni, dieci strade, un solo sport da trovare.

Se devo dire dove sta la differenza fra queste schede, la metto in un punto che non è il bonus e non è il numero di sport elencati: sta in cosa ciascuna piattaforma dichiara di saper fare. Bet365 è l’unica con una partnership globale su una competizione internazionale e con l’ippica elencata accanto alle freccette — il profilo che somiglia di più a un operatore che tratta sport non italiani. Betfair è l’unica con una struttura di exchange, che su un mercato sottile è la differenza fra prendere il prezzo che c’è e contribuire a farlo. Eurobet è l’unica che arriva a quotare gli scacchi e le elezioni, e questa larghezza dice qualcosa su come costruisce il palinsesto. BetFlag è l’unica che descrive esplicitamente SPID e CIE, cioè l’ingresso più rapido. William Hill è l’unica che descrive un meccanismo di premio con soglie verificabili, cinque eventi e quota totale 10.0.

In mezzo ci sono Lottomatica con lo streaming e la concessione condivisa con Goldbet, Planetwin365 con oltre venti discipline e la Serie C che nessun altro elenca, Goldbet con la struttura di giocata, NetWin con i virtuali ogni due minuti, StarCasinò con il casinò che viene prima.

Nessuna di queste schede dichiara di trattare il cricket. È il fatto più importante di tutta la pagina, e la ragione per cui non c’è un vincitore. Chi cerca il cricket in Italia sta cercando uno sport che entra nel palinsesto per autorizzazione singola, in un mercato dove si punta solo su eventi approvati uno per uno. La piattaforma giusta è quella che, quando l’evento entra, ce l’ha.

Il che riporta a un’ultima cosa, che vale più di ogni comparazione. La concessione non è una decorazione e non è una formalità burocratica: è ciò che mette un operatore dentro il RUA, sotto la vigilanza di ADM, dentro i limiti che il giocatore sceglie in registrazione e dentro un foro italiano se qualcosa va storto. Sui siti senza concessione non c’è niente di tutto questo — e, per come ADM enuncia l’art. 4 della Legge 401/1989, c’è anche un rischio penale in capo al giocatore, non solo all’operatore. È una asimmetria che nessuna quota, per quanto alta, compensa.

E il margine resta lì dentro comunque. Su un mercato a due esiti a 1,90 e 1,90, il bookmaker si tiene intorno al 5 % di tutto ciò che passa — non quando vinci, non quando perdi, sempre. Il cricket, con i suoi mercati stretti e pochi partecipanti, è il posto dove quella percentuale tende ad allargarsi. Chi sceglie una piattaforma sceglie anche quel numero, che non è scritto da nessuna parte e si ricava in trenta secondi.

Il modo migliore di usare questa pagina è quindi il meno entusiasmante: scegliere la scheda che corrisponde al tuo modo di giocare, verificare il codice di concessione nella riga dell’elenco ADM, e guardare il palinsesto prima di guardare la quota. Il resto — il colore del pulsante, lo slogan, la quota «maggiorata» — non è informazione.

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