Scommesse su siti esteri: il conto che il giocatore paga e quello che crede di non pagare

Updated Ottobre 2026
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Ci sono due modi per leggere la parola «estero». Il primo è quello del giocatore che cerca quote migliori e un palinsesto più largo, e sull’estero ci trova un’offerta che in Italia non esiste. Il secondo è quello dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM, ex AAMS), che sull’estero ha un elenco pubblico di indirizzi inibiti e un articolo di legge che manda avanti fino a tre mesi chi partecipa a scommesse organizzate da chi non ha la concessione. Le due letture descrivono lo stesso sito, e la differenza tra l’una e l’altra è di norma una riga che il giocatore non legge: il numero di concessione.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
L'inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull'articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126.

Questa pagina parte da lì. Non perché un numero di concessione renda un bookmaker simpatico — non lo fa — ma perché è l’unica cosa che separa un operatore che risponde a un’autorità italiana da uno che risponde a un’autorità che con ogni probabilità il lettore non ha mai sentito nominare, e non davanti alla quale potrà mai portare un reclamo in italiano. Il resto del foglio è tutto una conseguenza di quella riga: chi tiene i registri, chi risponde quando il conto va storto, chi paga un’imposta sulle vincite, chi può bloccare la pubblicità di quel sito e chi no.

Dopo la panoramica arrivano tre passaggi. Il quadro normativo, con l’elenco dei domini inibiti e la legge 401/1989. Le tutele che il sistema italiano impone e che un .com non ha nessun motivo di replicare. La classifica dei dieci concessionari, con i numeri di concessione veri, presi dall’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza e pubblicati qui accanto al nome della società che li detiene, che quasi mai coincide con il marchio sul sito. Poi la domanda che nessuna pagina di comparazione fa mai, cioè quanto resta al tavolo ogni cento euro giocati. Infine le risposte alle cinque domande che i lettori fanno più spesso.

*Dati aggiornati al 31 Ottobre 2026, con i numeri di concessione verificati sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM.*

Fondamenti: cosa rende «estero» un sito di scommesse

La parola chiave del problema è concessione, e in Italia non si compra. Art. 6, comma 1, D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con vincita in denaro: alle lettere a) e b) le scommesse a quota fissa e il totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e sulle corse dei cavalli, alle lettere c) e d) l’ippica nazionale e i giochi di abilità e di carte, alla lettera e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange, e alla lettera f) il bingo. Un operatore che vuole stare in quel perimetro partecipa a una gara, non a un’autorizzazione a sportello. Art. 6, comma 3 fissa il tetto della concessione a nove anni senza rinnovo, e art. 6, comma 5 mette tra i requisiti una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM indica nella gara.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Dall'aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a una pagina di avviso di ADM al posto dell'indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione.

La gara di settembre 2025 ha chiuso con 52 concessioni assegnate a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il regime nuovo è partito il 13 novembre 2025. Chi non si è seduto a quel tavolo non ha una concessione italiana, e non la otterrà per la strada dell’attesa. Questa è la prima cosa da capire e la più scomoda: un sito estero non è un bookmaker che ha scelto un mercato più libero. È un operatore che nel mercato italiano non è autorizzato a raccogliere giocate.

Perché il .it non è un dettaglio estetico

La concessione è per sito, non per azienda. Ogni riga dell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, porta 52 nomi, codici da 16000 a 16051, e a ciascun codice un solo sito .it. Una stessa società può tenerne diversi — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale — e questo non la trasforma in tre operatori diversi: la trasforma in un’azienda con tre indirizzi autorizzati, ciascuno con il suo codice. Per il giocatore la conseguenza pratica è che il dominio conta quanto il marchio. Lo stesso nome, senza il .it o con un suffisso diverso, non è la stessa concessione.

Il buco nell’elenco: nessuna colonna per i giochi

Qui la scena si complica, e vale la pena dirlo senza girarci intorno, perché è il punto in cui la maggior parte delle comparazioni scivola. L’elenco di ADM è una lista di siti autorizzati al gioco a distanza, non di siti autorizzati alle scommesse sportive. Non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può tenere in combinazione libera il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, all’exchange e al bingo, e sull’elenco non si legge quale combinazione abbia scelto. Un nome presente su quella lista dimostra che l’operatore ha una concessione. Non dimostra, da solo, che costui accetti una scommessa sul derby di domenica. Quello lo dimostra il palinsesto sul sito, che per legge è il programma di eventi e tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM, e sul quale si può giocare soltanto.

Il palinsesto è quindi il secondo documento da guardare dopo il numero di concessione. Art. 2, lett. s) del decreto lo definisce così: eventi sportivi, ippica compresa, ed eventi non sportivi, con i tipi di giocata. ADM aggiunge gli eventi uno per uno — a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner secondo la stampa di settore — e questo dice quanto sia amministrato l’accesso, non quanto sia ampio. Quanto ci sia dentro non è cosa che si ricavi dalla legge, ma dal sito dell’operatore, e cambia da un marchio all’altro.

Il caso dello scommettitore che vuole solo la corsa

L’ippica merita una riga a parte, perché è il posto in cui il linguaggio comune confonde due prodotti legali distinti. Art. 6, comma 1, lett. a) copre le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro la concessione per le scommesse. Art. 6, comma 1, lett. c) copre invece i giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté, i totalizzatori classici — che richiedono una concessione propria, e art. 2, lett. h) li definisce. Se un operatore con concessione per le scommesse sportive proponga o meno i totalizzatori sull’ippica nazionale in versione online è questione aperta: la legge li separa, il sito dirà se li ha. Chi cerca «scommesse ippiche estero» per trovare mercati che in Italia non ci sono sta inseguendo una differenza che, sul terreno ippico, è spesso una differenza di concessione e non di quota.

Virtuali, live, exchange: tre prodotti, tre regole

Le scommesse su eventi simulati hanno una definizione precisa, art. 2, lett. v): eventi sportivi, ippici e non, ricostruiti al computer e mostrati con animazione o con la registrazione di un evento realmente accaduto. Sono ammesse dentro una concessione per le scommesse sportive, e i siti degli operatori tengono una sezione «Virtuali» visibile. Il live è un’altra cosa ancora: lo offrono tutti i grandi operatori italiani, ma le regole di ADM sui mercati in gioco, sui ritardi e sugli eventi non sono qui note, e non esiste un elenco dei mercati live. Il betting exchange, art. 6, comma 1, lett. e) e art. 2, lett. u), è un gioco separato in cui il giocatore può fare la punta o la banca e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è indicata come contenente regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima in banca di 200 centesimi con passi da 50 centesimi; un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite e che il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è materia non coperta.

Quello che resta, tolti tutti i tecnicismi, è una geografia semplice. Da una parte i 52 indirizzi .it con un codice di concessione, un palinsesto approvato, un’autorità italiana sopra la testa e un registro degli autoesclusi che li collega tutti. Dall’altra una fascia di domini che accettano giocate italiane con licenze straniere — Curaçao, Malta, Anjouan — che in Italia non hanno alcun valore giuridico, che non entrano in nessuno di quei registri e che il giorno in cui il conto va storto lasciano al giocatore un modulo di reclamo in una lingua che non è la sua e un’autorità a migliaia di chilometri. Non è un giudizio morale sull’estero. È la descrizione di cosa c’è e cosa non c’è quando si preme «registrati» su un dominio che non termina in .it.

Normativa: come funziona davvero l’inibizione

L’ADM blocca i siti web privi delle autorizzazioni previste dal 2007, e sul punto è netta: solo i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro. Il meccanismo non è un avviso, è un’interdizione tecnica. Art. 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, è la base dell’inibizione dei siti di gioco non autorizzati, e chi fornisce connessioni Internet è tenuto a consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti. L’elenco è pubblico, e l’ultimo aggiornamento disponibile risale al 13 ottobre 2026.

La storia dell’ultimo tratto è più interessante dei numeri. Dall’aprile 2026 i domini inibiti sono reindirizzati a una pagina di avviso di ADM, al posto del vecchio indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione. La pagina di avviso dice, in sostanza, che il sito richiesto è privo delle autorizzazioni necessarie per raccogliere gioco in Italia, e la parola che il pubblico ha imparato a usare per il risultato è «oscurati». Chi naviga con un DNS che non aggiorna l’elenco, o con un provider che arranca, può ancora raggiungere il dominio per qualche ora. È una corsa, e la si vede dal lato del giocatore: l’indirizzo che ieri funzionava oggi apre una pagina istituzionale, e lo stesso servizio ricompare sotto un altro nome entro poche ore.

L’ordine di inibizione è arrivato fino in fondo alla filiera

Per anni il blocco è stato raccontato come un duello tra ADM e i siti. Non è così, e la parte che riguarda il lettore è quella che quasi nessuno cita. Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto da ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata, come previsto dall’art. 22 del D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41. La cifra è per violazione, non per anno, e questo cambia la prospettiva di chi deve decidere se aggiornare un elenco di DNS.

Qui c’è da fare un conto che nessuno fa. Un blocco a livello di DNS non è una porta chiusa a chiave, è una deviazione stradale. Chi vuole passare trova la scorciatoia in dieci minuti di ricerca, e le scorciatoie ricompaiono in poche ore. La sanzione non serve a fermare il giocatore determinato; serve a rendere caro il favore che un intermediario gli fa. Il risultato pratico per il lettore è che la reperibilità di un sito estero non è un indizio della sua legittimità. È un indizio della velocità con cui qualcuno aggira un elenco.

La legge 401/1989 non riguarda solo chi pubblicizza

Questo è il passaggio che merita di essere letto due volte, perché ribalta la percezione comune. ADM, in un comunicato del 28 febbraio 2024, scrive che la legge 13 dicembre 1989, n. 401 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero. Subito dopo aggiunge la parte che i giocatori non si aspettano: anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

Non è una clausola di stile né un avvertimento generico. È l’autorità di vigilanza che dice che la norma raggiunge anche chi mette la giocata. Quanto valga l’ammenda in euro e se esistano casi concreti di giocatori incorsi nella sanzione non è dato sapere, e nessuno dovrebbe costruirci sopra una previsione. Ma il fatto che ADM scriva quella frase in un comunicato ufficiale è un’informazione di cui il lettore deve disporre prima di decidere dove aprire il conto, non dopo. Aggiunge ADM che pubblicizzare operatori privi di concessione può costare ai media, oltre alle conseguenze penali, provvedimenti specifici dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. La pubblicità illegale è un reato per chi la fa e per chi la ospita; la partecipazione è sanzionata per chi gioca.

Perché una licenza straniera non mette al riparo

Il riflesso istintivo di chi cerca un sito estero è pensare che una licenza sia una licenza, e che una licenza straniera valga quanto quella italiana. Non funziona così. Una licenza di Curaçao, di Malta o di Anjouan non ha alcuno status in Italia: autorizza l’operatore nel paese che la rilascia, non nel mercato verso il quale dirige le giocate. La conseguenza si vede nei registri, non nelle clausole. Un sito con concessione ADM è collegato al Registro Unico degli Autoesclusi, che blocca tutte le piattaforme online autorizzate in Italia oltre alle sale fisiche. Un sito senza concessione non è collegato a quel registro, e questo significa che un giocatore autoesclusosi per sé e per gli altri può ancora registrarsi lì come se nulla fosse. Vale anche per i limiti: le tutele che ADM impone ai concessionari sono obblighi di legge per loro, e non hanno alcun effetto su chi non ha firmato quella concessione.

Prevenzione: gli strumenti che esistono solo con la concessione

Un operatore con concessione italiana non può scegliere di essere generoso sulle tutele. Art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 elenca ciò che deve garantire: strumenti di autolimitazione su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario secondo l’età e il comportamento del giocatore, dentro protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. La differenza con il mondo offshore non sta nella buona volontà dei singoli marchi. Sta nel fatto che qui qualcuno controlla, e che i protocolli passano da un’autorità.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l'obbligo di inibizione imposto dall'ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata.

Il RUA e la sua rete

Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, è la parte che funziona meglio e quella che quasi nessuno conosce. L’autoesclusione registrata nel RUA si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è richiesta. Si chiede una volta e vale ovunque, come nelle condizioni di Admiralbet, che prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su ogni sito autorizzato nel paese. Dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure resta indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Chi lo ha provato sa perché è utile: non è un pulsante di pausa su un solo sito, è un interruttore unico, e chi ha il problema serio raramente ha il problema su un solo marchio.

Il buco è nel perimetro, ed è esattamente della dimensione del problema di questa pagina. I siti senza concessione non sono collegati al RUA. Un giocatore che si è autoescluso, e che quindi non può aprire nulla presso i 52 indirizzi autorizzati, può aprire un conto su un .com senza che nessuno glielo impedisca — ed è il momento in cui la tutela smette di esistere proprio per la persona che più ne aveva bisogno.

Limiti scelti in registrazione, e la loro condizione

Al momento dell’apertura del conto il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e non si tratta di un’impostazione nascosta in un menu. Admiralbet chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Quel ritardo di sette giorni è la parte intelligente del meccanismo: la decisione di alzare il tetto viene presa lucidamente e ha effetto quando l’impulso è passato. Le pagine degli operatori confermano lo schema generale, con un limite settimanale da fissare all’iscrizione, l’abbassamento immediato e l’attesa di una settimana per rialzarlo.

La data dai conti è che questi strumenti vivono solo dentro il perimetro italiano. Un conto aperto su un dominio estero non ha nessun obbligo di chiedere un limite in registrazione, e quando lo offre lo fa per scelta commerciale, non per dovere. La stessa asimmetria vale per la verifica dell’età: art. 3, comma 1, lett. a) del decreto mette la «tutela dei minori di età» tra i principi, le condizioni di concessione escludono i minori dal gioco e la legge italiana fissa il limite a 18 anni. Su un sito estero quel presidio esiste nella misura in cui l’operatore decide di farlo esistere.

Identificazione e prelievi: dove il conto smette di essere una scatola chiusa

Il conto di gioco italiano richiede piena identificazione. Si apre con il modulo classico allegando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo e importa i dati in automatico, come si legge nei termini di Admiralbet. BetFlag, dal canto suo, rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione tradizionale, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Non è una procedura amichevole, ed è pensata per non esserlo: l’identificazione piena è ciò che rende rintracciabile il denaro in entrambe le direzioni.

Sui pagamenti conviene essere chiari più di quanto lo siano le pagine promozionali. Art. 13, D.Lgs. 41/2024 disciplina i punti vendita ricariche, quelli che ADM tiene in un registro: tabaccai e ricevitorie che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare, dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario o in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Quegli stessi punti non possono pagare vincite né liquidare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € all’anno. Le comparazioni mostrano poi, presso i concessionari, carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria come SisalPay e Mooney; l’elenco preciso di ciascun operatore sta nei suoi termini. Sul fronte crypto non c’è una disciplina definita per i concessionari, e non esiste una norma che elenchi i canali approvati. Infine l’art. 22, comma 1 prevede un regolamento concordato con la Banca d’Italia per fermare i prestatori di pagamento che trattano denaro di gioco per operatori senza concessione, ma l’entrata in vigore non è confermata.

Decreto Dignità: cosa è vietato e cosa no

Il Decreto Dignità, art. 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018, è in vigore, e ADM lo cita nella sua forma più ampia: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. A vigilare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Il decreto promuove però la pubblicità del gioco pubblico che serve al gioco sicuro e responsabile, art. 3, lett. l), e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo, art. 3, lett. m) e art. 15, comma 3.

Cosa significa per il lettore, in pratica. Il divieto colpisce la pubblicità, non l’esistenza di un bonus: nessuna norma vieta un bonus di benvenuto, e non esiste un tetto statutario né al bonus né ai requisiti di puntata, che quindi stanno nei termini di ciascun operatore. Il quadro di applicazione è in movimento: la stampa di settore riferisce che nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale il minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, la C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e la C-194/25 sulla notifica della norma. Un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 proponeva di togliere il divieto per la pubblicità indiretta, per esempio le sponsorizzazioni: l’esito non è noto, e il divieto è in vigore alla data di verifica. Un divieto che esiste e che non si applica con la stessa forza a un dominio oscurato è una delle tante asimmetrie del sistema.

Criteri e classifica: i dieci concessionari a confronto

Prima di arrivare alla tabella, il modo di leggerla. Le dieci righe che seguono sono tutte brand presenti nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza con un codice di concessione, e non sono una classifica di valore: sono dieci nomi che rispettano il requisito minimo, messi nell’ordine in cui questa pagina li affronta. La concessione è rilasciata per sito, l’elenco non ha una colonna per i giochi, e un’offerta è descritta solo come la descrivono i termini dell’operatore e le schede delle sue applicazioni. Qualcuno leggerà la tabella cercando il marchio più conveniente, e troverà invece due colonne che dicono cose più utili: chi è la società dietro il marchio e cosa il regolamento di quell’operatore scrive sul tema di questa pagina. La seconda colonna è quella che serve davvero, perché il nome sul sito e il nome sulla concessione quasi mai coincidono, e in caso di reclamo è il secondo che conta.

Marchio Concessione e concessionario Cosa stabilisce il regolamento sul tema
Lottomatica ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) —
AdmiralBet ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato, valida su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 durata da 7 a 270 giorni o indeterminata con revoca dopo 9 mesi. In registrazione limiti di ricarica, spesa e tempo su base giornaliera, settimanale e mensile: un limite ridotto vale subito, uno aumentato dopo 7 giorni. Identificazione con SPID di livello 2 con codice temporaneo, o documento in .pdf, .jpg, .png
William Hill ADM n. 16044, William Hill Malta Plc —
StarCasinò ADM n. 16026, Azzurri Limited —
Planetwin365 ADM n. 16007, Pwo S.p.a. —
NetWin ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. —
Betfair ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. —
Eurobet ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale —
Sisal ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. —
bet365 ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc —

Il trattino nella terza colonna non è un difetto della tabella, è il risultato: per nove brand su dieci il dettaglio delle tutele e delle condizioni non emerge dai materiali pubblici che questa pagina ha potuto leggere con precisione, e quindi non viene inventato. Chi apre un conto lo trova scritto nei termini e nelle condizioni dell’operatore, nella sezione dedicata al gioco responsabile e ai limiti di conto, e deve leggerlo prima di versare e non dopo. La colonna dei concessionari, invece, è completa per tutti e dieci, ed è la parte che nessuna pagina promozionale mostra con questa evidenza. William Hill Malta Plc detiene la concessione di William Hill, Azzurri Limited quella di StarCasinò, Hillside (New Media Malta) Plc quella di bet365: tre società con sede a Malta per tre marchi che il pubblico percepisce come italiani.

Come leggere un numero di concessione

I codici vanno da 16000 a 16051 e ogni riga dell’elenco ne porta uno. Per il lettore il numero ha un uso concreto: è la prova che quel dominio specifico, e non un altro con lo stesso nome, è autorizzato. Gli operatori dichiarano il numero di concessione e la società nei propri termini, e ADM pubblica l’elenco completo. Due minuti di confronto tra i due documenti bastano a sciogliere qualunque dubbio, e non serve alcuna competenza tecnica: si cerca il dominio sull’elenco, si legge il codice e la società, e si confronta con quella riga nei termini del sito.

Cosa non dice l’elenco

Tre cose che l’elenco non dice, e che conviene tenere separare. Non dice quale marchio sia il migliore — non è un documento di qualità, è un documento di autorizzazione. Non dice quali giochi offra ciascun concessionario, perché non ha la colonna dei giochi: un nome sulla lista non dimostra da sé un’offerta di scommesse sportive, e la prova sta nel palinsesto del sito. E non è esaustivo del mercato: altri concessionari esistono, e un marchio assente dalle dieci righe di questa pagina non per questo è privo di licenza. L’assenza da un confronto non è una prova di illegalità, e questa è precisamente la conclusione affrettata che il lettore deve evitare in entrambe le direzioni.

Che fine ha fatto il caso Cassazione

Chi cerca «cassazione bookmaker estero» insegue spesso la speranza di una sentenza che abbia aperto una crepa nella disciplina, magari riconoscendo diritti ai giocatori di un operatore estero. In questa pagina non c’è: nessun provvedimento della Corte di Cassazione su bookmaker esteri è tra i materiali disponibili, e non viene citato nessun numero di sentenza a caso. Ciò che il quadro offre è più banale e più solido: art. 4, comma 4-bis della legge 401/1989 copre, secondo la stampa di settore, la raccolta di scommesse in Italia anche quando sono accettate all’estero, e art. 22, D.Lgs. 41/2024 tiene in piedi i due elenchi pubblici, quello dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti inibiti. Chi aspetta una sentenza per decidere se un conto estero sia una buona idea sta aspettando la risposta nel posto sbagliato: la risposta è già in una pagina web consultabile oggi.

Quanto costa giocare cento euro, e chi tiene il resto

Qui si arriva alla parte che nessun bonus di benvenuto mette in vetrina, e alla ragione per cui una pagina sulle scommesse estere deve parlare di margine invece che di quote. Prendiamo un conto che sta comodamente nella legalità: un giocatore con concessione ADM che sceglie in registrazione un limite di deposito settimanale di 100 € e quella cifra la gioca una volta su un mercato a due esiti, offerto a quota 1,90 e 1,90. Non è un prezzo di nessun operatore reale — è un esempio costruito apposta per far vedere l’aritmetica — e il margine di quel mercato si calcola sommando gli inversi delle due quote: 1 diviso 1,90 più 1 diviso 1,90 fa 1,0526, e l’inverso di quella somma, 95 %, è la quota di puntate che il mercato restituisce nel lungo periodo. Il restante 5 % è il margine del bookmaker, cioè la sua parte su ogni unità giocata.

Il costo atteso dell’operazione si ricava direttamente da lì: cento euro di turnover per un margine del 5 % danno circa 5 € che vanno al bookmaker in media, lasciando al giocatore circa 95 € di ritorno atteso. Il lettore alzi gli occhi da questa cifra per un secondo, perché è piccola solo in apparenza. Su una settimana sono circa 5 €; su cinquantadue settimane di gioco continuato allo stesso ritmo sono circa 260 €, su un totale giocato di 5.200 €. Questa è una stima statistica, non una previsione: è il risultato medio su molte giocate nelle condizioni dette, e non descrive ciò che accadrà a una singola persona in una singola settimana, che può chiudere in forte attivo come in forte passivo.

Dentro quella cifra non c’è ancora il bonus di benvenuto, ed è qui che il ragionamento si fa interessante. Un’offerta promozionale non riduce il margine del mercato: lo lascia intatto e aggiunge capitale in cima, che è esattamente il motivo per cui i requisiti di puntata contano più dell’entità del bonus. Promesse di «100 %» e «bonus senza rischi» sono costruite su questo: il bonus è denaro che entra con un’agenda allegata.

Quanto vale davvero un bonus

Il confronto si fa su ciò che il giocatore riceve, non su ciò che viene annunciato. L’offerta Sport-50 di NetWin è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €. Leggendo solo la prima metà della frase sembra denaro gratis; leggendo la seconda metà si scopre che serve un conto già verificato e almeno 20 € di versamento, il che è ordinario in questo segmento di mercato e non è poco. William Hill accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. La differenza tra le due strade è il numero più interessante: dieci euro contro cinque, per la sola differenza di un metodo di identificazione, con il tempo massimo di 96 ore che pesa sulla seconda. Se si nota che il bonus da 5 € è descritto come «di verifica» e non come promozione, si capisce che è un rimborso spese per la seccatura del documento, non un regalo.

C’è poi il caso dei bonus che arrivano in forma di credito e non di denaro. Un bonus accreditato come scommessa gratuita non restituisce lo stake con la vincita, e quindi il suo valore non è l’importo scritto: è il prodotto tra quell’importo, la quota meno uno diviso la quota, e la quota di puntate che il mercato restituisce. In parole povere, un bonus da 10 € giocato a quota 1,90 su un mercato che rende il 95 % vale molto meno di 10 € e certamente non è 10 € di denaro. Nessuno pubblica questo conto, e non c’è una cifra da citare per i singoli operatori perché i requisiti di puntata e le quote minime stanno nei loro termini. Il consiglio pratico è sempre lo stesso: cercare la parola «rigioco» o «requisiti di puntata» nei termini prima di versare, e guardare se il bonus è in denaro o in credito.

La parte che nessuno mette nel conto: l’imposta

Il margine del bookmaker è solo uno dei prelievi che stanno dentro il gioco. Il concessionario paga l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025: 20,5 % se raccolta in rete fisica e 24,5 % se raccolta a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite, secondo la stampa di settore. Gli stessi tassi valgono per le scommesse a quota fissa sull’ippica, in precedenza al 43 % e 47 %, mentre le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se il credito dei bonus entri nella base imponibile non è dato sapere.

Per il giocatore la notizia è migliore di quanto sembri, almeno sulla parte legale. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario: è quanto riportano la stampa di settore nel 2024 e nel 2026, con la formula «tassate alla fonte», cioè il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una informazione che viene dalla stampa e non da una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi vale la raccomandazione di consultare un commercialista prima di dare per scontata la propria posizione. Il quadro cambia in modo netto per le vincite ottenute su siti non autorizzati o esteri: la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per siti registrati o ospitati all’estero, imponibili ai sensi dell’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è che non c’è ritenuta e che il contribuente presenta la dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. La posizione va espressa così come sta: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

Fermiamoci un momento su cosa significa, perché è il tipo di costo che non si vede mai in una pagina di comparazione. Su un conto con concessione il prelievo è invisibile al giocatore: riceve netto e non compila nulla di straordinario. Su un conto estero la stessa vincita diventa un reddito da dichiarare per intero, senza sconti, con una aliquota che questa pagina non conosce. Il giocatore che confronta solo le quote non vede nessuno dei due lati della partita.

Il costo del reclamo

C’è un ultimo costo, quello che non entra in nessuna tabella. Un conto con concessione italiana ha una sede legale identificabile e un’autorità di vigilanza sopra di sé, e questo significa che una controversia su un prelievo bloccato ha un percorso: termini e condizioni scritti, una società italiana o europea con un indirizzo, e ADM come autorità di riferimento. Un dominio estero ha una licenza rilasciata in una giurisdizione che in Italia non vale, un’autorità straniera a migliaia di chilometri, e nessun percorso italiano da seguire. Il costo in questo caso non è una cifra, è il tempo e la probabilità di recuperare il proprio denaro, e su questo una pagina onesta non può fare promesse in nessuna direzione.

Vale anche la pena nominare la controparte che sta dall’altra parte di ogni piazzata, perché aiuta a capire il margine. Un concessionario ADM è un operatore autorizzato in un mercato ristretto, con una concessione di nove anni pagata intorno ai 7 milioni di euro e un’imposta sul margine che sul canale a distanza è del 24,5 %. Un margine del 5 % su un mercato a due esiti, in quel contesto, non è avidità: è il pavimento sopra il quale resta la parte dell’operatore dopo le imposte. E non è un caso che le offerte di benvenuto più generose si vedano sui canali in cui l’operatore ha margini diversi da questo.

I dieci operatori con concessione ADM

Le dieci schede che seguono rispettano l’ordine della tabella. Ogni voce porta il nome del marchio e la concessione in intestazione, perché sono le due cose che si verificano, e poi quello che i materiali disponibili dicono davvero sull’offerta sportiva. Nove schede su dieci conterranno una descrizione più breve di quanto il lettore si aspetti, e la ragione è semplice: oltre la concessione e la scheda dell’applicazione non c’è molto di verificabile, e preferisco lasciare uno spazio bianco piuttosto che riempirlo di aggettivi.

Lottomatica: il marchio con una delle concessioni più vecchie

ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy). L’applicazione di Lottomatica per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. È una copertura ampia e ordinata, con la diretta integrata che per molti giocatori è la ragione principale per restare su una piattaforma invece che su un’altra. Il nome del concessionario, una sigla societaria che nessuno riconosce, è la parte che il lettore non vedrà mai sul sito e che invece comparirà nei documenti. Per chi gioca in prevalenza su calcio e motori, il pacchetto è completo; per chi cerca mercati meno comuni, la risposta sta nel palinsesto del giorno, non in una descrizione generale.

AdmiralBet: l’unico con il regolamento sul tavolo

ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. È l’unico operatore del gruppo per cui questa pagina abbia trovato il dettaglio scritto delle tutele, e il dettaglio è notevole. Autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. In registrazione il conto richiede limiti massimi di ricarica, spesa e tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con effetto immediato se si riduce e dopo 7 giorni se si aumenta. L’identificazione funziona con registrazione classica caricando fronte e retro di un documento valido in .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo e importa i dati in automatico. Vale la pena dire che questa è la scheda più utile del gruppo non per quello che aggiunge all’offerta, ma per quello che dice sull’operatore: un regolamento che scrive nero su bianco quanti giorni dura un aumento di limite è un regolamento che qualcuno ha riletto. Chi si autoesclude con orizzonte a nove mesi ha una scadenza da mettersi in calendario, ed è bene saperlo prima.

William Hill: dieci euro contro cinque, per colpa di un documento

ADM n. 16044, William Hill Malta Plc. Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. La differenza tra i due percorsi è l’informazione più concreta della scheda, molto più di qualunque slogan: se si sceglie il modulo cartaceo, il bonus vale la metà e ha un termine di 96 ore per l’invio. Chi ha già SPID fa la strada comoda e prende il doppio; chi non lo ha può decidere se vale la pena attivarlo per cinque euro di differenza. Il marchio ha un passato internazionale che il lettore associa spesso all’estero, e questo è il punto in cui la confusione nasce: William Hill è un dominio con concessione italiana intestata a una società maltese, e sono due cose diverse. La concessione è italiana, la società è maltese, e per il giocatore conta la prima.

StarCasinò: un casinò con un bookmaker dentro

ADM n. 16026, Azzurri Limited. L’applicazione permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. È una scheda breve perché i materiali disponibili sull’offerta sportiva sono brevi, e questo dice già qualcosa sulla natura del marchio. StarCasinò non nasce come bookmaker: nasce come casinò che ha aggiunto un bookmaker, e la composizione del prodotto lo riflette. Il lettore che sceglie questa piattaforma per le scommesse sportive lo fa sapendo di stare su un casinò con una sezione sport, e chi cerca un bookmaker puro troverà altrove un prodotto più centrato. Non è un difetto, è una scelta di posizionamento, e va letta come tale prima di aprire il conto.

Planetwin365: la copertura calcistica più ampia della lista

ADM n. 16007, Pwo S.p.a. L’applicazione copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. È, tra le schede che questa pagina può leggere, la descrizione più dettagliata di un palinsesto calcistico: scendere fino alla Serie C e alla Conference League significa che chi cerca la partita di categoria inferiore o la coppa minore ha buone probabilità di trovarla. Le 20 e più tipologie di sport confermano un prodotto costruito per il volume. Per chi gioca su molti campionati diversi nella stessa giornata, questa è la scheda che promette di più; per chi gioca una partita a settimana, la differenza con un operatore più stretto è quasi nulla.

NetWin: l’offerta più leggibile del gruppo

ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €. Il bonus è reale, cioè arriva in denaro, ed è una distinzione che nella pratica pesa più dell’importo: un bonus in denaro accredita la somma e la vincita si incassa, un credito promozionale no. I 20 € di deposito minimo sono nella norma del segmento, e il conto verificato richiesto è la stessa verifica che il gioco italiano impone comunque a tutti. Cinquantadue euro di credito effettivo per venti versati è una proporzione che sta in piedi da sola, purché si leggano i requisiti di puntata nei termini prima di considerarla un guadagno. È la scheda con il rapporto più semplice tra quello che si legge e quello che si ottiene.

Betfair: l’exchange come prodotto separato

ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. L’applicazione propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Betfair è anche il primo nome associato al betting exchange, il gioco separato in cui il giocatore può fare la punta o la banca e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima; la sua documentazione è indicata come contenente regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima in banca di 200 centesimi con passi da 50 centesimi. Quella regola è la parte che interessa davvero: un exchange con passi da 50 centesimi è uno strumento che premia chi opera con precisione e punisce chi lavora a spanne, e chi si avvicina pensando di trovare commissioni basse troverà invece una struttura da imparare. Per il giocatore che vuole coprire una posizione invece di scommettere contro il banco, questa è la ragione per guardare Betfair; per chi cerca una schedina classica, l’app offre anche quella.

Eurobet: il palinsesto che esce dallo sport

ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale. L’applicazione offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, come le elezioni. La parte sportiva è completa; la parte che distingue è la coda della lista. Gli scacchi e le elezioni non sono mercati da schedina domenicale, sono mercati per chi cerca qualcosa che gli altri non hanno, e il fatto che un concessionario li metta in palinsesto dice che il prodotto è costruito anche per il giocatore curioso. Attenzione al rovescio della medaglia: una lista lunga non è una lista profonda, e per i mercati di nicchia la liquidità la fa il numero di giocatori, non la larghezza del palinsesto. Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale è anche la società che detiene le concessioni di Bwin e Gioco Digitale, e questo è un buon promemoria che il marchio e la concessione sono due cose separate.

Sisal: mille eventi al giorno e il cash out

ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. L’app indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Tra le giocate figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. L’app permette anche di accedere al conto di gioco con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile. Il numero che conta qui è 15.000 eventi live, perché è il tipo di cifra che cambia l’esperienza: chi gioca in tempo reale ha bisogno di scelta nello stesso momento in cui la partita si muove, e un catalogo di quella dimensione lo consente. Il cash out merita una riga a sé, e non tutta positiva: chiudere una giocata prima della fine è una funzione comoda e costosa, perché il prezzo offerto per uscire lo fissa il concessionario, e ogni uscita è una decisione che il giocatore avrebbe dovuto prendere prima di piazzare la puntata.

bet365: il catalogo più internazionale

ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc. bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Il marchio è quello con la visibilità internazionale più riconoscibile del gruppo, ed è anche il nome che il lettore associa più facilmente a un sito estero proprio per quella visibilità. La precisazione che conta è che bet365 è un dominio con concessione italiana; il marchio globalmente noto e il sito italiano sono due cose diverse, e il lettore che cerca «bet365 estero» sta cercando qualcosa che, se atterra su questo dominio, non esiste. La combinazione tra pre-match e live su un catalogo di sport internazionali è il punto forte, e l’ippica dentro la stessa offerta è un buon promemoria che le scommesse sulle corse dei cavalli sono parte della concessione per le scommesse sportive, non un mondo separato.

Dove i dieci si somigliano, e perché conta

Tolti i dettagli, le dieci schede convergono su tre punti. Tutte hanno una concessione italiana e un dominio .it, tutte hanno un’applicazione con risultanti in diretta e una quota di calcio, e tutte sono descritte, quando sono descritte, con lo stesso registro di catalogo: quanti eventi, quali campionati, quali funzioni. Le differenze vere stanno fuori da quello che si legge in una pagina di prodotto: nella profondità dei mercati di nicchia, nei limiti che il regolamento impone e che nessuna vetrina pubblica elenca, e nel comportamento quando si chiede un prelievo. Su quest’ultimo punto i materiali disponibili non portano dati, e quindi non ci sono tempi di pagamento da confrontare né commissioni da elencare. È una lacuna reale per chi sceglie, e va colmata leggendo i termini di ciascun operatore, non la sua home page.

Domande frequenti sulle scommesse su siti esteri

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse privo di concessione?

Il rischio principale non è la quota, è l’assenza di rete. Un dominio senza concessione non è collegato al Registro Unico degli Autoesclusi, non ha limiti obbligatori da fissare in registrazione e non dipende da un’autorità italiana. ADM richiama anche l’art. 4 della legge 401/1989: il partecipante alle scommesse di un operatore non concessionario è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi, mentre l’importo dell’ammenda e i casi concreti non sono noti.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si confrontano due documenti pubblici, e il confronto richiede pochi minuti. ADM tiene l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, dove ogni riga porta un codice di concessione da 16000 a 16051 e un indirizzo .it; gli operatori dichiarano a loro volta numero di concessione e società nei propri termini e condizioni. Se il dominio non compare sull’elenco, la concessione non c’è, qualunque cosa dica la home page.

Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?

Il Registro Unico degli Autoesclusi è stato istituito nel 2018 e blocca tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, oltre alle sale fisiche, indipendentemente dal concessionario presso cui si chiede. Si attiva una volta e vale ovunque, con l’operatore che fissa durata e forma. I siti senza concessione non sono collegati al registro, quindi l’autoesclusione lì non produce alcun effetto.

Che cosa vieta il Decreto Dignità in materia di scommesse?

Vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, di giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo: manifestazioni sportive, televisione, radio, stampa, affissioni e internet. A vigilare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e non inferiore a 50.000 €. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza di un bonus, e il minimo fisso è stato rimesso alla Corte Costituzionale dal TAR Lazio.

Quali limiti di deposito si impostano su un operatore con concessione?

Art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 obbliga il concessionario a offrire limiti su tempo, spesa e perdita e un tetto ai depositi in un periodo definito. In registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile, con l’abbassamento immediato e una settimana di attesa per alzarlo. L’importo del limite che ADM fissa nella gara non è noto.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché l’imposta unica cade sul concessionario. Per i siti esteri il quadro cambia: la risoluzione n. 141/E del 2010 dell’Agenzia delle Entrate tratta le vincite online come redditi diversi, dichiarabili per l’intero importo ricevuto. Non è consulenza fiscale.

L’ultima cosa da guardare prima di versare

Se questa pagina avesse una sola riga da salvare, sarebbe questa: la concessione è l’unica cosa che si verifica in trenta secondi e che decide tutto il resto. Chi controlla il dominio sull’elenco, legge il codice e la società, e confronta quelle due informazioni con i termini del sito, ha già risolto la domanda che lo ha portato qui. Chi salta quel controllo, qualunque sia la ragione — una quota più alta, un mercato più largo, una promozione in vetrina — sta decidendo di giocare su un terreno in cui non esiste un’autorità italiana a cui rivolgersi.

Il costo di quella decisione non è solo il margine del bookmaker, che sul mercato a due esiti dell’esempio si prende circa 5 % di ogni unità giocata, e non è solo l’imposta che sul canale a distanza pesa sul margine con una aliquota diversa da quella della rete fisica. È che fuori dalla concessione vengono a mancare la rete degli autoesclusi, i limiti obbligatori, il prelievo netto e non dichiarato, un foro italiano per un reclamo e, per come ADM stessa scrive la legge, la copertura contro una sanzione penale a carico del giocatore. Nessuna di queste cose si vede in una quota, ed è per questo che nessuna piede di pagina promozionale le ricorda.

Resta un’ultima nota che non è una raccomandazione di gioco ma una constatazione. Chi legge questa pagina per trovare un modo di scommettere fuori dal sistema italiano non lo troverà qui, né qui, né in nessuna pagina che descriva il mercato senza nominare l’elenco di ADM. Il sistema dei 52 indirizzi autorizzati ha difetti evidenti: è stretto, la concessione dura nove anni senza rinnovo, il divieto pubblicitario è talmente ampio da risultare a tratti incoerente e due rinvii pendenti alla Corte di giustizia dell’Unione europea ne discutono proprio i confini. Detto questo, un difetto contestato davanti a un giudice è una cosa diversa da un difetto che nessuno ha voglia di contestare. Chi vuole cambiare le regole italiane le cambia dalle regole italiane; chi apre un conto su un dominio che non compare sull’elenco non cambia nulla, e mette in gioco più di quanto pensava di metterci.

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