Siti di scommesse stranieri 2026 — la concessione ADM che manca e il prezzo che il giocatore paga al suo posto
Ogni tanto qualcuno mi chiede dove stia la fregatura nei siti di scommesse stranieri. Non c’è una fregatura nascosta. C’è un’assenza, ed è dichiarata: nessuna concessione ADM. Il resto della faccenda è aritmetica, e l’aritmetica qui non è mai in favore di chi punta.

Partiamo da una cosa che succede spesso e che nessuno legge. Un giocatore cerca un bookmaker, ne trova uno con il dominio in .com, pagina in italiano, quota sul derby, assistenza in chat in italiano. Deposita cento euro, vince, chiede il prelievo. Il prelievo arriva. Tutto funziona. Eppure quel conto, per la legge italiana, non esiste. Il problema non si presenta il giorno del deposito: si presenta il giorno in cui qualcosa va storto, e in quel momento non c’è nessuno a cui rivolgersi, perché il soggetto che avrebbe dovuto vigilare non ha mai avuto giurisdizione su quel sito.
Questa pagina spiega come funziona la separazione tra il mercato italiano regolato e l’offerta che gli sta fuori, cosa porta con sé una concessione e cosa invece non porta nulla, e infine — questa è la parte che il lettore cerca davvero — quanto costa tutto questo a chi scommette.
Dati verificati al 31 Ottobre 2026, con riscontro sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e sulle condizioni contrattuali dei singoli operatori.
Che cosa rende «straniero» un sito di scommesse
La concessione è il confine, non la bandiera
Un bookmaker che serve giocatori italiani ha bisogno di una concessione ADM per il gioco a distanza. La scrivo come la scrive l’autorità, perché il mercato continua a dire «AAMS»: ADM (ex AAMS) è l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e le licenze di cui parliamo sono concessioni, non autorizzazioni aperte. Vengono assegnate con gara pubblica, non rilasciate a chi apre una pratica.

Il punto che sfugge quasi sempre: la concessione è concessa per sito, non per azienda. Il concessionario gestisce il proprio dominio .it e risponde di quello. Un’azienda può detenere più concessioni e gestire più domini: Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, per dirne una, compare con Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Tre siti, tre posizioni distinte sull’elenco.
Da qui discende la definizione più onesta di «sito straniero»: non è il sito con il dominio estero, non è il sito con la sede all’estero, non è il sito con una licenza di Curaçao o di Malta appesa in fondo alla pagina. È il sito che non ha la concessione italiana per raccogliere gioco in Italia, e che quindi opera fuori dal perimetro. Un brand può avere una licenza seria in un’altra giurisdizione e restare, per l’ordinamento italiano, un operatore non autorizzato. Le due cose non si escludono: convivono, ed è proprio questa convivenza a confondere.
Concessione, licenza estera: due cose che non si parlano
Una licenza rilasciata da Curaçao, da Malta o da Anjouan dice che quel bookmaker è sottoposto a un’autorità straniera, con regole straniere, su un territorio straniero. Non ha alcun valore in Italia. Non è una questione di gradimento o di severità della licenza: è che l’ordinamento italiano riconosce come titolo per raccogliere gioco sul territorio nazionale la concessione rilasciata da ADM, e nient’altro.

Chi gestisce un sito straniero lo sa benissimo. Infatti la licenza estera viene esibita come se bastasse — un numero, una giurisdizione esotica, un timbro — mentre la cosa che manca, e che non viene mai messa in evidenza, è la concessione italiana. Il marketing vende la licenza straniera come garanzia. La lettura corretta è che quella licenza garantisce che il sito risponde a un’authority che non è la nostra e che non tutela il giocatore italiano.
La macchina dell’inibizione: come ADM rende invisibile un sito
Dall’elenco pubblico al reindirizzamento
ADM blocca i siti privi delle autorizzazioni previste dal 2007, e lo fa su un principio elementare: solo i titolari di una concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro. L’autorità tiene un elenco pubblico dei domini inibiti, e chi fornisce connessione a Internet è tenuto a consultarlo costantemente e ad applicarlo.
Il meccanismo non è un avviso al gestore del sito: è tecnico. Il dominio viene reindirizzato su una pagina dell’autorità con un’avvertenza, che segnala al visitatore che il sito richiesto è privo delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia. Non è una pagina di errore. È una comunicazione, e ha un destinatario preciso: chi ha appena digitato quell’indirizzo credendo di aver trovato un bookmaker.
Il quadro normativo dell’inibizione si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126. Attorno a quel perno ruota tutto: l’obbligo di consultazione per chi fornisce connettività, la pubblicazione dell’elenco, la rimozione del dominio dalla portata del giocatore italiano.
L’inibizione dei siti di gioco non autorizzati non è quindi una campagna moralistica: è un obbligo amministrativo con sanzioni precise per chi non lo esegue.
Quarantamila euro di multa e un indirizzo IP che cambia
La parte economica riguarda soggetti che il giocatore non vede mai, ma che spiega perché il sistema funzioni a singhiozzo. Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto dall’ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata, ai sensi dell’articolo 22 del decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41.
C’è una differenza pratica tra i due destinatari, e vale la pena dirla. Il fornitore di connettività inibisce il dominio e la faccenda finisce lì. Il prestatore di servizi di pagamento che smette di trattare denaro per un operatore senza concessione fa molto più male, perché un conto alimentato con carta di credito è comodo, mentre un conto che si può ricaricare solo con strumenti che il giocatore si procura da solo è scomodo. L’articolo 22, comma 1 prevede un regolamento di attuazione, concordato con la Banca d’Italia, proprio per questo; l’entrata in vigore è però non confermata.
A un certo punto il metodo di reindirizzamento è cambiato. Dall’aprile 2026 i siti inibiti vengono portati su sito-inibito-giochi.adm.gov.it al posto dell’indirizzo IP statico 217.175.53.72, con entrambi i metodi che restano attivi per un periodo di transizione. È un dettaglio tecnico, ma ha una conseguenza per il lettore: quando il blocco cambia forma, le istruzioni trovate in giro per aggirarlo invecchiano anche più in fretta. L’ultimo elenco dei siti inibiti è aggiornato al 13 ottobre 2026.
Il blocco al DNS e i mirror che rispuntano
Funziona così: il blocco agisce a livello di DNS, quindi colpisce la risoluzione del nome, non il server. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini inibiti, e gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono decine o centinaia alla volta. Il sito però non scompare: cambia indirizzo. I mirror rispuntano nel giro di ore, e la parola con cui il settore descrive il risultato è «oscurati».
Ecco il costo reale di tutto l’apparato, dal lato del giocatore. Il blocco non è un muro: è un filtro con una maglia larga. Chi cerca un sito straniero lo trova in pochi minuti, magari su un indirizzo diverso da quello visto la settimana prima. Il filtro non protegge chiunque, protegge chi non stava già cercando attivamente. E questo cambia la natura del rischio: chi arriva su un dominio inibito non ci è arrivato per caso, ci è arrivato cercando, il che significa che la tutela pensata per lui non lo intercetta.
La concessione italiana, vista dal portafoglio
Cosa c’è dentro una concessione e non si vede
Il valore di una concessione ADM, per il giocatore, non sta nel logo. Sta in quattro cose che dall’esterno sono invisibili e che diventano visibili solo quando ne hai bisogno.
La prima è la vigilanza: c’è un’autorità con giurisdizione sul tuo conto, che può ispezionare, sanzionare, ordinare. La seconda sono gli strumenti obbligatori di limitazione, che l’operatore deve metterti a disposizione e non può togliere per farti comodo. La terza è il collegamento al Registro Unico degli Autoesclusi. La quarta è una sede legale italiana: una controversia si discute qui, con le regole di qui.
Su nessuna di queste quattro voci un sito senza concessione ha qualcosa da offrire. Non per cattiva volontà: non è collegato ai registri, non risponde all’autorità, non ha una sede davanti a cui rispondere. L’offerta non autorizzata non è una concessione con condizioni peggiori. È un contratto privato con un soggetto su cui nessuno vigila.
Il costo che non compare nella quota
Il modo più onesto di leggere la differenza è questo: la concessione non ti fa vincere di più, ti dà un posto dove protestare. Il margine del bookmaker c’è comunque, in Italia come fuori, e cambia da mercato a mercato, non da licenza a licenza.
La mia posizione, secca: un sito straniero può offrire quote migliori su un mercato specifico, ed è esattamente per questo che esiste. Un bookmaker italiano paga l’imposta unica sul gioco a quota fissa, 24,5 % se la raccolta avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite, e quel prelievo vive dentro il palinsesto, sotto forma di margini un po’ più larghi. Un operatore senza concessione italiana quella voce non la paga. Il vantaggio competitivo è reale. Ma è un vantaggio che si incassa ora e si restituisce sotto forma di rischio, e la restituzione non è proporzionale: si paga in una volta sola, il giorno in cui serve la tutela.
Bonus «senza deposito», «rischio zero» e altre espressioni che conviene tradurre
Che cosa vieta il Decreto Dignità
Il Decreto Dignità, articolo 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018, è in vigore. ADM lo cita il 28 febbraio 2024 in una formulazione che vale la pena riportare: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet».
La vigilanza è di AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Nella pratica il divieto del 2025 non ha prodotto multe: AGCOM non ne ha registrate. Il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €, e due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti — il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Nel 2026 è stata proposta, non approvata, una modifica alla legge di bilancio per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, tipo le sponsorizzazioni: l’esito non è stato trovato, e alla data di verifica il divieto è in vigore.
Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus
Qui si fa confusione spesso, e vale la pena separare le cose. Il Decreto Dignità vieta la pubblicità; non vieta che un bonus di benvenuto esista. Nessun tetto statale al bonus e nessun tetto ai requisiti di rigioco sono noti: importi, requisiti di puntata e quota minima vengono dalle condizioni contrattuali di ciascun operatore.
E gli operatori italiani, va detto, si comportano di conseguenza: il bonus c’è, ma non lo puoi gridare in televisione. Questo ha un effetto curioso sui siti stranieri, che non essendo soggetti al divieto possono invece pubblicizzare quanto vogliono, anche su mezzi che a un concessionario italiano sono preclusi. La pubblicità aggressiva che il lettore incontra non è il segno di un’offerta più generosa. È il segno di un’offerta su cui nessuno ha posto limiti di comunicazione, perché nessuno la disciplina.
Perché «senza deposito» è la frase più costosa della pagina
Ecco il punto in cui l’angolo del costo smette di essere un’etichetta e diventa un conto. Un bonus senza deposito, o un bonus sul primo versamento, è denaro che arriva con delle condizioni, e le condizioni sono la parte che costa.
Che cosa sono le condizioni, in concreto. Un requisito di puntata è il numero di volte che l’importo del bonus deve essere giocato prima che diventi prelevabile. Una quota minima è il livello sotto il quale la tua giocata non conta ai fini del requisito. Una scadenza è il tempo oltre il quale il bonus viene ritirato. Un tetto alla vincita è il massimo che puoi incassare grazie al bonus, anche se il bonus era più grande. Nessuno di questi quattro elementi è nascosto: stanno nelle condizioni. Ma stanno nelle condizioni nel senso in cui un allegato sta in un contratto, cioè in un posto che nessuno apre prima di cliccare.
La cosa che il termine «senza deposito» non dice, e che è la sola che conta, è questa: il bonus è gratis, il tempo necessario a liberarlo non lo è. Chi passa tre settimane a piazzare giocate su mercati che non avrebbe mai scelto per arrivare al requisito ha speso tre settimane. Chi non ci arriva entro la scadenza ha speso comunque quelle giocate.
Perché a un giocatore conviene comunque leggere queste condizioni prima di tutto il resto? Perché sono l’unico elemento del pacchetto che l’operatore può cambiare unilateralmente in futuro, mentre la quota di un mercato la vedi prima di giocare. Le condizioni si accettano una volta, il giorno della registrazione, e valgono per tutto il rapporto.
Quanto costa davvero giocare: il conto su un rullaggio ordinario
Un esempio con numeri che il lettore può riconoscere
Facciamo il conto su una situazione normale, non su una promozione. Una persona che sceglie in registrazione un limite di deposito settimanale di 100 €, e che decide di giocare quel deposito una volta sola su un mercato a due esiti con quote 1,90 e 1,90. Non è una quota presa da un operatore: è un esempio, un prezzo ipotetico scelto per far vedere la meccanica. Due esiti, una quota per parte.
La prima cosa da calcolare è la quota di payout del mercato, cioè quanta parte di tutto il giocato il mercato restituisce. Si prende l’inverso di ciascuna quota — 1 diviso 1,90 fa 0,5263 per l’esito uno, e lo stesso per l’esito due — si sommano i due valori e si ottiene 1,0526. Il payout è l’inverso di quella somma, quindi 95 %. Il margine del bookmaker è il resto: circa 5 %.
Quel 5 % è la risposta alla domanda che tutti fanno e che nessuno formula: la tassa implicita per giocare. Non è una commissione addebitata, non è una voce di estratto conto. È incorporata nel prezzo, e la paghi in media qualunque cosa succeda.
La perdita attesa su cento euro, e perché è un intervallo
Ora applichiamo quella percentuale al rullaggio preso ad esempio: 100 € giocati una volta su quel mercato, con il margine del 5 % stimato sopra, danno una perdita attesa di circa 5 €. Con margini tipici di mercati molto liquidi la voce scende intorno ai 4 €; su palinsesti più ricchi di esiti e meno liquidi, o su mercati secondari, sale verso i 6-7 €.
Quella forbice è la sola cosa onesta da scrivere, e va spiegata. Il numero non è una proprietà del bookmaker: è una proprietà del mercato. Lo stesso operatore applica margini diversi a una Serie A e a un campionato minore, a un 1X2 e a un mercato sui marcatori. Chi punta sempre sul mercato principale paga il valore basso della forbice; chi punta su un mercato di nicchia, o su una multipla che somma quattro margini, paga sistematicamente il valore alto.
Il punto che rende utile questo conto è un altro: la perdita attesa misura il costo medio del gioco, non la probabilità di una singola vincita. Su una giocata secca da 100 € il risultato è binario — incassi 190 € con la vincita, cioè uno utile di 90 €, oppure perdi i 100 € — e il 5 % non descrive nessuno dei due casi. Descrive la media di mille giocate. È una stima, quindi, non una previsione; nessuno può sapere come finisce la tua.
E qui l’angolo del costo diventa utile per la scelta pratica. Lo stesso deposito da 100 € può essere giocato in una volta su un mercato al 5 % di margine, o diviso in dieci giocate da 10 € su mercati al 5 %: il costo atteso è identico, 5 € in entrambi i casi. Non è la frequenza a cambiare il costo, è il margine del mercato e il volume complessivamente giocato. Dieci giocate non costano dieci volte tanto perché sono dieci; costano uguale perché il totale mosso è lo stesso. Chi punta venti volte quel deposito su mercati secondari non ha venti volte il costo: ha un costo che dipende dal margine medio di quei venti mercati, e dai margini alti che si porta dietro ogni volta.
Questa è la ragione per cui un limite di deposito settimanale è uno strumento di costo e non solo di protezione. Imposta il volume prima che il volume ti imponga il costo.
L’unica leva reale è il numero di passaggi
A questo punto il lettore ha in mano tre grandezze che si muovono insieme: il margine del mercato su cui gioca, il volume che muove e il numero di volte che lo rimette in gioco. Il margine non lo scegli tu, o meglio: lo scegli indirettamente, decidendo su quali mercati giocare. Il volume lo scegli, con il limite di deposito. I passaggi li scegli ogni volta.
E il costo totale è semplicemente volume per margine medio. Non c’è un quarto fattore. Non c’è un modo di ridurre la voce se non riducendo uno dei due: giocare meno, o giocare dove il margine è più stretto. Qualunque strategia che prometta di battere il margine sta promettendo di battere un numero che è stampato nel prezzo prima che tu scommetta.
RUA e autoesclusione: la tutela che vale solo dove esiste
Un registro che non attraversa il confine
Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, esiste dal 2018. Funziona così: chi si autoesclude viene bloccato su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui la richiesta è stata presentata, e anche sulle sale fisiche. Una richiesta, un blocco generalizzato. È uno dei pochi strumenti in questo settore che funziona meglio di quanto ci si aspetti.
Il limite è geometrico, non normativo. I siti privi di concessione non sono collegati al RUA. Un giocatore che si è autoescluso in Italia e apre un conto su un dominio senza concessione non è protetto da nulla, perché la protezione esiste soltanto dentro il perimetro che la alimenta. L’autoesclusione vale quanto vale la giurisdizione in cui è registrata, e fuori da quella giurisdizione vale zero.
Questo è il costo più alto della pagina, e non è un costo in euro. Chi si autoesclude lo fa in un momento in cui ha deciso di smettere di giocare. Se nello stesso periodo ha ancora accesso a un conto su un sito straniero, la decisione è stata presa a metà. Il registro non è una garanzia per il giocatore disciplinato: è la garanzia che la propria decisione non resti a disposizione di un singolo operatore.
Come si impostano i limiti, e perché conviene farlo prima
Su un concessionario ADM i limiti si impostano in registrazione e si modificano dopo. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni: è una regola pensata per togliere di mezzo l’entusiasmo del momento, ed è la ragione per cui conviene decidere gli importi prima di aprire il conto e non dopo la prima serata storta.
L’articolo 15, comma 1 del decreto legislativo 41/2024 elenca ciò che l’operatore deve mettere a disposizione: auto-limitazioni su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.
C’è poi un obbligo che il giocatore non vede e che vale la pena conoscere: l’articolo 15, comma 2 impone a ciascun concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o comunicazione responsabile su temi stabiliti da una commissione governativa. È denaro che esiste per legge, non per buona volontà.
Dove chiedere aiuto
Per i residenti in Italia il riferimento è il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22, il numero che bet365 indica tra le proprie risorse di gioco responsabile: periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione.
Su questo non c’è nulla da commentare con ironia. Il numero esiste, è gratuito, e risponde a un problema che il settore conosce bene e che la legge italiana affronta con la parte dell’articolo 15, comma 1 dedicata al contatto.
La partita penale: quando il rischio è del giocatore
L’articolo 4 della legge 401/1989
Qui la faccenda smette di essere una questione di comodità. ADM, il 28 febbraio 2024, ha dichiarato che l’articolo 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi e scommesse accettati all’estero. E ha aggiunto una frase che pochi conoscono: «Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi».
Leggiamola com’è. Non è una regola che riguarda solo il bookmaker o il sito di annunci: è una regola che raggiunge il giocatore. La norma esiste da decenni, e il fatto che ADM l’abbia richiamata in un comunicato è la ragione per cui se ne parla oggi. L’ammenda in euro non è nota, e non è noto alcun caso concreto instaurato contro un giocatore: questo va detto con la stessa chiarezza con cui va detto il resto, perché un divieto senza precedenti applicativi è una cosa diversa da un divieto che si applica ogni mese.
Resta il fatto. Chi punta su un operatore non concessionario lo fa, per come l’autorità stessa descrive la fattispecie, in un perimetro che la legge qualifica come illecito.
La pubblicità illegale e chi la ospita
ADM ricorda che pubblicizzare operatori privi di concessione può comportare, per i media, oltre alle conseguenze penali, specifici provvedimenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Per l’operatore, l’articolo 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando le scommesse vengono accettate all’estero.
Vale la pena notare una tensione che il legislatore ha creato e non ha risolto. Lo stesso decreto che vieta la pubblicità promuove la comunicazione del gioco pubblico che serve un gioco sicuro e responsabile, e permette a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo. Quindi il marchio del concessionario italiano può apparire, se il messaggio è sulla tutela. Il marchio di chi non ha concessione non può apparire affatto. Il confine non passa tra comunicazione buona e comunicazione cattiva: passa dalla concessione.
Come si verifica una concessione in tre minuti
L’elenco ADM e il suo limite
ADM pubblica l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza». Letto al 25 ottobre 2026, l’elenco ha 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. La concessione risale alla gara bandita nel settembre 2025, che ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025.
Il test si fa così: si cerca il nome del brand nell’elenco, si verifica che la riga esista, e poi si verifica che quella riga porti il dominio su cui si sta giocando. Non il brand. Il dominio. Perché è il dominio l’oggetto della concessione, e perché la stessa azienda può comparire più volte su domini diversi.
E ora la parte che l’elenco non fa, e che nessuno dice. L’elenco non ha una colonna per i giochi. Un nome presente è un nome che ha una concessione, non un nome che offre scommesse sportive: un concessionario può detenere il diritto su scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, betting exchange e bingo in qualsiasi combinazione. Chi vuole sapere se un operatore offre davvero scommesse sportive lo verifica sul sito e sull’app dell’operatore stesso, non sull’elenco.
C’è anche la questione dei confini dell’elenco, e non è secondaria. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono tra le 52 righe al 25 ottobre 2026. Al contrario, un brand assente non è per questo privo di concessione: l’elenco non è esaustivo del mercato, e altri concessionari esistono. Un’assenza è un dato, non una condanna.
Il palinsesto approvato come secondo controllo
C’è un secondo controllo che quasi nessuno fa e che è più informativo del primo. L’articolo 2, lett. s) del decreto legislativo 41/2024 definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Una scommessa può essere presa solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato, e ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore.
Perché è un controllo utile. Un operatore con concessione italiana ha un palinsesto che passa da un’autorità, evento per evento. Un operatore senza concessione ha un palinsesto che decide da solo, e che può includere qualunque cosa, compresi eventi su cui nessuno ha fatto valutazioni. Il palinsesto approvato è una lista di ciò che non può essere offerto; il resto è un’offerta senza lista.
Identità e strumenti di accesso
Il conto di gioco richiede identificazione piena, e gli operatori offrono più strade. BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Admiralbet apre il conto con la registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo OTP e importa i dati automaticamente. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori.
Questi tre percorsi non sono equivalenti per il giocatore che ha fretta. La registrazione manuale richiede di fotografare un documento e aspettare la verifica; SPID di livello 2 tira dentro i dati da solo, ma richiede l’OTP e quindi un telefono a portata di mano. Sono due minuti di differenza, che però stanno tutti nel momento peggiore: quando si è già deciso di aprire il conto.
Identità, ricariche e vincite: dove finisce il denaro
Il vincolo sui punti vendita ricariche
L’articolo 13 del decreto legislativo 41/2024 disciplina i punti vendita ricariche, e la regola è più stretta di quanto sembri. ADM tiene un registro di questi punti — tabaccai, ricevitorie — e la ricarica avviene soltanto su richiesta del titolare, dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. I punti vendita non possono pagare vincite né far prelevare il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno a chi lo gestisce.
Il lettore capisce quanto questo plasmi il rapporto solo se guarda il saldo. Un conto alimentato in contanti ha un tetto settimanale, e quello stesso tetto è la ragione per cui il limite di deposito impostato in registrazione non è una formalità: è il volume massimo che può entrare in una settimana, comunque tu lo alimenti.
Le altre strade che le pagine di confronto mostrano sui concessionari ADM includono carte, PostePay e altre carte prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti ai tabaccai con SisalPay e Mooney. Ciascun operatore pubblica la propria lista nelle condizioni contrattuali, e le liste non coincidono. Il quadro delle criptovalute presso i concessionari ADM è non definito, e non è nota alcuna norma che elenchi le vie di pagamento approvate.
La tassazione, e chi la paga
L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è disciplinata dall’articolo 4 del decreto legislativo 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 — il cui numero non è confermato. Le aliquote sono 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolate sulla differenza tra puntate e vincite. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote, mentre prima erano al 43 % e al 47 %; le scommesse virtuali su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è noto.
Per il giocatore la sostanza è che la vincita pagata da un concessionario ADM non è tassata in capo a lui e non va dichiarata, perché il prelievo è a carico del concessionario: la stampa di settore del 2024 e del 2026 la descrive come «tassata alla fonte», con il giocatore che riceve l’importo netto e non dichiara nulla. Va detto che si tratta di una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: quindi la conclusione corretta è che conviene consultare un commercialista.
Il discorso cambia completamente se il sito non ha la concessione italiana. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili ai sensi dell’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta, e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va espressa per quello che è: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Questo è, in soldi, il costo che nessuno mette nel preventivo. Una vincita incassata da un concessionario arriva lorda e finisce lì. Una vincita incassata altrove entra nel reddito, con tutto quello che comporta.
I bookmaker con concessione ADM, visti da vicino
La classifica che segue raccoglie operatori che hanno una concessione ADM per il gioco a distanza e un proprio sito .it. L’ordine è quello che ho scelto, e non è una graduatoria: la concessione è rilasciata per sito, l’elenco di ADM non ha una colonna per i giochi, e il fatto che un brand stia in questo elenco non è di per sé una raccomandazione. Ogni offerta è descritta come la descrivono le condizioni contrattuali e le schede degli operatori.
Qui trovi i numeri che contano: chi è il concessionario dietro il marchio e che cosa dicono le sue condizioni su limiti, autoesclusione e strumenti di protezione.
| Brand | Numero di concessione ADM e concessionario | Che cosa dicono le condizioni dell’operatore |
|---|---|---|
| Sisal | ADM n. 16020 — Sisal Italia S.p.a. | Cash Out per chiudere la giocata prima della fine dell’evento; oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live dichiarati |
| Lottomatica | ADM n. 16010 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Streaming per seguire la partita e scommettere live; copertura da Serie A e Serie B a Premier League, F1 e MotoGP |
| NetWin | ADM n. 16035 — Netwin Italia S.p.a. | Bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 € per i nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € |
| Eurobet | ADM n. 16012 — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Palinsesto che arriva a scacchi, eventi di spettacolo e politici, oltre a calcio, tennis, basket, F1 e MotoGP |
| BetFlag | ADM n. 16008 — Betflag S.p.a. | Apertura conto anche con SPID e CIE accanto alla registrazione classica; gioco vietato ai minori di 18 anni |
| Betsson | ADM n. 16027 — Azzurri Limited | Pre-match e live su migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| William Hill | ADM n. 16044 — William Hill Malta Plc | Bonus Sport da 10 € per la registrazione con SPID; con la registrazione manuale, un bonus di verifica da 5 € dopo i documenti entro 96 ore |
| StarCasinò | ADM n. 16026 — Azzurri Limited | Scommesse sui principali eventi italiani e internazionali accanto a slot e Live Casinò |
| bet365 | ADM n. 16030 — Hillside (New Media Malta) Plc | Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; pre-evento e live, con periodi di pausa, limiti di versamento e autoesclusione |
| Planetwin365 | ADM n. 16007 — Pwo S.p.a. | Campionati nazionali ed europei, Coppa Italia, Serie C e coppe continentali, oltre 20 tipi di sport con risultati in diretta |
Un paio di cose che la tabella mostra e che vale la pena leggere con calma. Due marchi diversi, Betsson e StarCasinò, portano lo stesso concessionario, Azzurri Limited, con due numeri di concessione distinti: è la conferma pratica che il titolo è legato al sito e non alla società. E NetWin è l’unico dei dieci la cui descrizione contiene un requisito di deposito minimo, 20 € al primo versamento: per tutti gli altri la colonna dice altro, semplicemente perché le loro condizioni parlano di altro.
Nessuno di questi marchi è un’offerta «straniera» nel senso che interessa questa pagina. Al contrario: la loro presenza qui è la dimostrazione che un bookmaker può avere quote competitive, streaming, cash out e palinsesti enormi restando dentro il sistema italiano.
Sisal: quando la funzione che conta è la via d’uscita
Sisal Italia S.p.a. opera con concessione ADM n. 16020 sul proprio sito. L’app per le scommesse sportive permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile.
Il numero che colpisce di più è la profondità del palinsesto dichiarata: oltre 1.000 eventi al giorno, più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Tra le giocate proposte ci sono la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni. E poi c’è la funzione Cash Out, che permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.
Il Cash Out merita una riga in più, perché è la funzione che più spesso viene venduta come flessibilità e meno spesso spiegata come costo. Chiudere una giocata prima della fine significa accettare il prezzo che l’operatore offre in quel momento, e quel prezzo incorpora un margine che l’operatore decide da solo, senza un mercato di riferimento visibile. È comodo, è legittimo, ed è un’operazione in cui la controparte fissa il prezzo. Va usata sapendolo.
Per un giocatore che segue molti eventi contemporaneamente e che vuole poter uscire da una posizione, la profondità del palinsesto live è la voce che pesa; per chi gioca tre singole a settimana e non tocca mai il pulsante di chiusura anticipata, quella stessa profondità è una vetrina che non userà.
Lottomatica: il palinsesto che diventa un abbonamento
Goldbet Better Organization Italy S.p.a., GBO Italy, gestisce Lottomatica con la concessione ADM n. 16010. Il marchio è uno di quelli dove la distanza tra nome commerciale e società concessionaria è più evidente: chi cerca «Lottomatica» sul sito dell’autorità deve sapere che sta cercando Goldbet.
L’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. È un’offerta costruita attorno alla continuità: campionati nazionali più coppe europee più motori significa che c’è quasi sempre qualcosa da seguire, e lo streaming significa che c’è quasi sempre un motivo per aprire l’app.
Ed è esattamente qui che l’angolo del costo diventa scomodo. Un’offerta che non ha mai una pausa naturale è un’offerta che rende più facile giocare spesso, e il costo del gioco dipende dal volume mosso più che dal margine del singolo mercato. Con il margine del 5 % del nostro esempio, cento euro passati in dieci serate costano come cento euro passati in una: la vetrina non cambia l’aritmetica. Un palinsesto così ricco è un vantaggio per chi ha già un limite impostato e uno svantaggio per chi non ce l’ha.
Chi guarda molto sport ma gioca poco troverà l’utilità nella parte informativa e nelle dirette; chi ha difficoltà a tenere il conteggio delle serate dovrebbe impostare il limite di deposito in registrazione e non toccarlo.
NetWin: il bonus che ha un minimo scritto dentro
Netwin Italia S.p.a. ha la concessione ADM n. 16035 e gestisce NetWin. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €.
Fermiamoci sui tre numeri, perché sono l’esempio più pulito di quanto la parola «bonus» sia una sintesi e non una descrizione. Il 100 % non significa che il bonus pareggia qualunque deposito: significa che il bonus è pari all’importo versato, fino a un tetto di 50 €. Sopra i 50 € il raddoppio smette di funzionare. Il deposito minimo di 20 € non è un dettaglio amministrativo: è la soglia sotto la quale il bonus non esiste. E il conto verificato è un prerequisito, non un passaggio successivo.
Il termine «bonus reale» è quello che merita più attenzione di tutti. Nella lingua del settore distingue questo tipo di bonus da quelli che si incassano solo come credito da giocare, e la distinzione è importante. Resta comunque un bonus: arriva con delle condizioni di utilizzo che stanno nelle condizioni contrattuali, e quelle condizioni non sono riassumibili in un titolo.
La valutazione è questa: per un nuovo iscritto che ha intenzione di versare intorno ai 20-50 € e di giocare sul mercato principale, la struttura è coerente e il tetto basso la rende anche poco rischiosa, perché l’importo in gioco è limitato. Per chi pensava di versare duecento euro contando sul raddoppio, il numero da guardare è il 50, non il 100.
Eurobet: il palinsesto più largo della pagina
Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale detiene la concessione ADM n. 16012 su Eurobet, ed è anche il concessionario che compare su più domini nell’elenco dell’autorità.
L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese.
Gli scacchi e le elezioni nello stesso palinsesto del calcio dicono molto su come è costruita l’offerta. Non è pensata per chi cerca la quota migliore sul campionato: è pensata per chi vuole trovare sempre un mercato su cui avere un’opinione. E qui la nota sul costo è tecnica e va fatta, perché è il punto in cui questo tipo di palinsesto si paga da solo. I mercati insoliti sono mercati con pochi giocatori e con informazioni scarse, e in quei mercati i margini sono strutturalmente più larghi. La stessa persona che paga il valore basso della forbice su un 1X2 di Serie A paga il valore alto su un mercato elettorale o su un evento di spettacolo, senza che nulla glielo segnali.
La larghezza del palinsesto è un vantaggio per chi ha una competenza specifica in un angolo insolito dello sport. Per chi punta lì solo perché il calcio non offre occasioni, è un modo di pagare più margine su una scelta meno informata.
BetFlag: l’identificazione come prima decisione
Betflag S.p.a. opera BetFlag con la concessione ADM n. 16008. Per aprire il conto, il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
Su BetFlag non c’è un numero sportivo che spicchi, e non serve inventarne uno. Il dato interessante è la scelta di accesso, perché è la prima decisione che il giocatore prende e l’unica che non può rimandare.
La mia lettura: SPID e CIE non sono una comodità da vetrina, sono la parte di questo mercato che funziona. Il percorso classico richiede di caricare un documento e attendere la verifica, e in caso di problemi il conto può restare sospeso con i prelievi bloccati fino alla validazione. Il percorso con identità digitale evita quel passaggio e i suoi tempi morti. Chi ha SPID o CIE attivi farebbe bene a scegliere l’operatore anche su questo dettaglio, prima ancora di guardare il palinsesto: il ritardo peggiore non è sull’apertura, è sul prelievo, e il prelievo dipende dalla validazione.
Chi non ha SPID né CIE non è escluso da nulla, ma deve mettere in conto l’attesa e sapere che il blocco dei prelievi su conto non validato è la norma, non un disservizio.
Betsson: il catalogo dei mercati come proposta
Azzurri Limited gestisce Betsson con la concessione ADM n. 16027. L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.
L’elenco dei mercati è la parte interessante, perché dice a chi è rivolto il prodotto. 1X2 e Under/Over sono i mercati principali e liquidi, quelli su cui il margine tende a stare in basso. I marcatori e le combo sono un’altra categoria: sono mercati derivati, costruiti sommando o intrecciando esiti, e il loro margine si compone con quello delle parti che li formano.
Ecco la conseguenza pratica. Un giocatore che passa dalle singole sui mercati principali alle combo non sta diversificando: sta salendo la scala del costo. Una combo che somma quattro esiti porta dentro quattro margini invece di uno, e il payout scende di conseguenza. Non c’è nulla di scorretto, è la struttura del prodotto; quello che manca è che il numero sia visibile nel momento in cui si compila la giocata.
Per chi gioca pre-match su 1X2 e mercati a due esiti, la selezione è quella giusta e il costo è quello basso. Per chi costruisce combo perché pagano di più, il «pagano di più» è la quota, non il valore.
William Hill: due strade per entrare, e non sono la stessa
William Hill Malta Plc opera William Hill con la concessione ADM n. 16044. Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore.
Ci sono due numeri e una finestra temporale, e vale la pena guardarli come li guarderebbe un contabile. Dieci euro per la registrazione con identità digitale, cinque euro per quella manuale: il doppio. E il percorso manuale non solo paga la metà, ma richiede che i documenti arrivino entro 96 ore, altrimenti anche quei cinque euro non maturano.
Il bonus di verifica è una categoria a sé, e vale la pena chiarirla. Non è un bonus di benvenuto legato a un deposito: è un riconoscimento per aver completato il controllo del conto, e quindi diventa disponibile solo dopo che i documenti sono stati accettati. Per il giocatore la differenza è tutta nel numero di passaggi: chi si registra con SPID ne salta due e incassa il doppio.
Chi non ha SPID deve sapere che sta scegliendo un percorso più lento e meno pagato, e che le 96 ore sono un termine, non un’indicazione di massima.
StarCasinò: il marchio che viene dal casinò
Azzurri Limited compare una seconda volta nell’elenco con la concessione ADM n. 16026 per StarCasinò. L’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
Il nome dice la verità: questo è un prodotto da casinò con un bookmaker dentro, non un bookmaker con una sezione giochi. Le due cose hanno margini strutturalmente diversi, e non è un giudizio sul marchio, è una constatazione sul prodotto: il margine su una slot o su un tavolo live è di ordine completamente diverso da quello di un mercato 1X2, e la parte sportiva di un’offerta costruita attorno al casinò tende a essere la più piccola delle due.
Per chi cerca un bookmaker con una copertura sportiva ampia, il marchio è probabilmente la scelta sbagliata dentro questa lista. Per chi vuole tenere sport e casinò sullo stesso conto e usa la parte sportiva in modo occasionale, la coincidenza è comoda — e le recensioni di siti di scommesse stranieri che promettono grandi palinsesti sportivi attribuendoli a marchi come questo sbagliano bersaglio.
bet365: il marchio che si presenta con una partnership
Hillside (New Media Malta) Plc detiene la concessione ADM n. 16030 su bet365. bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre-evento e live.
Tra le risorse di gioco responsabile dell’operatore ci sono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.
La partnership con la Champions League è una delle poche forme di visibilità che il quadro pubblicitario italiano lascia intatte, perché passa attraverso il messaggio legato al gioco stesso e non attraverso la promozione di un’offerta. Sul piano del prodotto, il palinsesto mescola gli sport di grande pubblico — Premier League, Champions League, basket, tennis — con nicchie come freccette, boxe e ippica, che sono esattamente i mercati dove la competenza di chi gioca conta di più e dove contemporaneamente il margine è più largo.
Il marchio è forte e la copertura è ampia: per chi punta molto e su più sport, la profondità vale la pena di essere guardata. La presenza del numero verde tra i propri riferimenti è un dettaglio che dice qualcosa di concreto, non è marketing.
Planetwin365: la copertura come prodotto
Pwo S.p.a. gestisce Planetwin365 con la concessione ADM n. 16007, la più bassa della lista. L’app Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
Guardiamo la lista con attenzione: Serie C e Coppa Italia insieme alla Premier League. È una copertura che scende in profondità nel calcio italiano, e la profondità nel calcio italiano significa mercati che si aprono prima e con più tipi di giocata rispetto a un bookmaker internazionale che tratta il campionato minore come riempimento.
È una questione di costo e non di gusto. Chi gioca abitualmente su Serie C o sulle coppe nazionali, e quindi su mercati con volumi più bassi, sa che il margine lì è più largo ovunque; quello che cambia da operatore a operatore è quante tipologie di giocata trova su quei mercati. Planetwin365 ne mette più di venti di sport e una copertura calcistica che arriva in basso: per chi il proprio gioco lo costruisce su campionati italiani minori, questa è la voce che conta più della quota sul derby di Milano.
Domande frequenti sui siti di scommesse stranieri
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Il rischio centrale non è il prelievo negato, è l’assenza di qualcuno che vigili. Un sito senza concessione non è collegato al RUA, non risponde ad ADM e non ha una sede italiana davanti a cui discutere. Si aggiunge la regola dell’articolo 4 della legge 401/1989, come ADM la descrive: anche il partecipante è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e si cerca il dominio su cui si sta giocando, non il marchio: la concessione è legata al sito. Attenzione a un limite dell’elenco: non ha una colonna per i giochi, quindi la presenza del nome non dimostra da sola che quel sito offra scommesse sportive.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il Registro Unico degli Autoesclusi esiste dal 2018 e blocca il giocatore su tutte le piattaforme online autorizzate in Italia, qualunque sia il concessionario presso cui la richiesta è stata presentata, e anche sulle sale fisiche. I siti privi di concessione non sono collegati al registro: lì l’autoesclusione non ha effetto.
Che cosa vieta il Decreto Dignità in materia di pubblicità delle scommesse?
Vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, internet compresa. La vigilanza è di AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 €. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza dei bonus.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Il giocatore sceglie in registrazione un limite di deposito settimanale o mensile, e può ridurlo o aumentarlo in seguito: una riduzione ha effetto immediato, un aumento dopo 7 giorni. L’articolo 15, comma 1 del decreto legislativo 41/2024 impone all’operatore di offrire anche auto-limitazioni su tempo, spesa e perdita e messaggi automatici.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Sui concessionari ADM l’imposta unica è a carico dell’operatore — 24,5 % sulla raccolta a distanza, calcolata sulla differenza tra puntate e vincite — e la vincita arriva al giocatore al netto, senza dichiarazione, secondo una ricostruzione riportata dalla stampa; conviene consultare un commercialista. Sui siti esteri, per la risoluzione n. 141/E del 2010, le vincite sono «redditi diversi» da dichiarare.
Siti non AAMS ed esteri – Cashoutscommesse.com
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